"ULTIME NEWS" 
14 Marzo 2004  - da Stampare e distribuire -

 
SèL: nessuna indicazione per le Europee & due iniziative a breve..
 
Il 2 Luglio grande
Assemblea-Congresso di SèL
 
 
 
Cari compagni,
 
il Comitato di Coordinameto dell'Associaizone nella giornata dell'11 Marzo u.s. ha adottato le seguenti determinazioni :
 
1) Ha approvato le decisioni assunte dal Presidente ed espresse con il comunicato stampa del 26 Febbraio u.s.
 
2 ) Ha deciso di organizzare per il mese di aprile e di maggio due convegni :
 
 " Il socialismo italiano nella sinistra europea. Da Colorni ad oggi ".
 " La questione sociale, il socialismo ed il sindacalismo italiano. Da Buozzi ad oggi " .
 
3) Sarà convocata per il 2 Luglio ( dopo le tornate elettorali di giugno ) , Assemblea-Congresso di tutti i soci dell' Associazione per definire una comune linea culturale e politica , un adeguato assetto organizzativo, una individuazione dei mezzi di comunicazione, un democratico assetto dirigente del movimento.
 
Un gruppo di lavoro predisporrà una proposta da sottoporre entro un tempo ragionevole agli organi dell'Associazione.
 
Il Comitato di Coordinamento , infine ha preso atto di non poter dare indicazione di voto per le elezioni europee, prechè è venuta meno la possibilità di unire i socialisti fuori dall'Ulivo e della Casa della Libertà, mentre ha confermatola disponibilità a sostenere i candidati socialisti che alle elezioni amministrative si opporranno alle coalizioni di centro-destra.
 
Concorde è stato anche l'orientamento di evitare polemiche personali tra compagni che hanno assunto posizioni autonome e diverse.
 
Il dibattito politico deve mantenersi al massimo livello di spersonalizzazione dei contrasti.
 
Fraternamente
 
 
Il Presidente
On. Rino Formica
 
 L'ATTUALE POSIZIONE DIMOSTRA COERENZA E NOBILI INTENTI  ........ 
 
Delbene : SèL e Costituente Nazionale Pse, stanno lavorando per quel progetto politico a cui i socialisti si sono sottratti in questi dieci anni.
 
 

<Le elezioni europee sarebbero state sì un'occasione per un'accelerazione del nostro progetto, ma non l'elemento fondamentale alla realizzazione dei nostri obiettivi. >

 

<< Qualcuno ha parlato di sconfitta di "Socialismo è Libertà" in quanto non è riuscita a creare una vera e propria lista di unità socialista per le prossime elezioni Europee.
Le elezioni europee sarebbero state sì un'occasione per un'accelerazione del nostro progetto, ma non l'elemento fondamentale alla realizzazione dei nostri obiettivi.
A Pianoro ( Bologna ), il 21 Febbraio, giovani e meno giovani hanno infatti ribadito che la costruzione di una grande Partito Socialista in Italia è un percorso da realizzare  con un progetto di lunga durata. 
Al contrario, il non prendere posizioni elettorali alle prossime elezioni europee, nel momento in cui non si sono realizzate le condizioni da noi ritenute fondamentali a renderle un primo passo e un'accelerazione dei nostri obiettivi , ha dimostrato e dimostra coerenza e il perseguimento di un vero progetto politico e non di semplici logiche elettorali personalistiche.
Socialismo è Libertà e la Costituente Nazionale Pse stanno lavorando per quel progetto politico a cui i socialisti si sono sottratti in questi dieci anni.Un Partito Socialista in Italia, come esiste in tutta Europa, non è sintomo di una nostalgia del passato, ma un'esigenza per affrontare le grandi sfide nel nuovo millennio, per il nostro paese, per l'Europa e per il mondo
intero.>>

 Comunicato del 26 Febbraio SèL  ........ 
 

SèL : Sostegno alle realtà del socialismo Unitario locale

 

La proposta dell'Associazione Socialismo e' Liberta' per una lista unitaria dei socialisti alle elezioni europee non e' stata accolta dallo SDI e dal Nuovo Psi. La logica di schieramento ha prevalso. L'identità socialista e la sua tradizione storica sono state oscurate. Si tratta di un grave errore che ritardera' la rinascita riformista. L' Associazione non sara' presente alle prossime elezioni europee, ma dara' sostegno e simbolo alle realta' del socialismo unitario locale per concorrere nelle elezioni municipali e provinciali al successo di coalizioni che si oppongono al centro-destra.

 
 Brevi News .......  :  INIZIATIVE DALLE PROVINCE MILANO

 
Milano,Idee per una nuova politica

 
Si è svolto, nella giornata di Domenica 7 Marzo, l'incontro promosso dalla Costituente Pse di Milano, ospitato nella sede di Critica Sociale che aveva come tema " Idee per una nuova politica ". All'incontro organizzato da Tomaso Greco Resp. Costituente Pse Lombardia e da Eleonora Melato hanno preso parte numerosi giovani in rappresentanza delle diverse realtà politiche del Milanese e Daniele Delbene Presidente Nazionale Costituente Pse.
 
 Brevi News .......  :  INIZIATIVE DALLE PROVINCE GORIZIA
 
Gorizia : SèL e Costituente Pse entrano nelle case  ........
 
<< La parola al cittadino >> : è questo il titolo del questionario che, elaborato dal gruppo provinciale di Socialismo è Libertà e della Costituente Pse, viene recapitato alle famiglie in provincia di Gorizia. Nello stesso si parla di sicurezza, microcriminalità, di viabilità cittadina, parcheggi, di tutela dell'ambiente, ma anche di temi di grande attualità come l'associazionismo, la scuola, i tributi e lo sviluppo delle grandi infrastrutture.
Il questionario spiega il Responsabile Davide Rega - nasce da una comune aspirazione che vuole direttamente coinvolti tutti i cittadini  nella vita politica, ricercando in questo modo quel rapporto che deve esistere tra chi vuole fare politica e la gente. Due gli obiettivi dell'iniziativa. Dapprima si tratta di dar voce a tutta la cittadinanza , di dare spazio alle idee, ai progetti , ma anche ai tanti dubbi e fare uscire allo scoperto tante problematiche che sono sul tappeto. Ma è anche nostra intenzione rilevare dopo un attento esame dei questionari , quelli che sono i temi che stanno più a cuore alla gente e di fare discutere attorno ad essi in assemblee pubbliche con il supporto di esperti e tecnici.
 
 COMMENTI ...... domanisocialista@libero.it
 

 Commento 1

I socialisti dovrebbero guardare con ammirazione
alla tenacia di Rino Formica...

Dopo avere letto l’ultima lettera del nostro presidente Formica, mi sono sentito in dovere di rilanciare un appello a dire il vero abbastanza datato: ne parlammo la prima volta circa 3 anni fa.Il processo di rifondazione socialista abbiamo detto passa prima da un opera di ricostruzione del pensiero socialista, e solo dopo da un partito unitario. Abbiamo anche ricordato più volte che l’opera di rilancio non può che essere affidata ai trentenni (io aggiungerei anche i quarantenni), gli unici che possano superare le divisioni passate proprio perchè non le hanno vissute o, comunque, perchè non ne erano i principali protagonisti.

Adesso ci troviamo nuovamente in una situazione di stallo. Dopo la scelta dello SDI di entrare nella lista unitaria dell’Ulivo e il rifiuto del Nuovo PSI di uscire dalla CDL, noi di Socialismo è Libertà e della Costituente PSE ci troviamo a dovere scegliere, per l’ennesima volta negli ultimi dieci anni, il "male minore".Già ho sentito parlare alcuni di fallimento di Socialismo è Libertà, in realtà credo sia poco corretto, oltre che ingeneroso, parlare di insuccesso di SL. Ritengo invece che lo SDI e il Nuovo PSI non abbiano saputo (o voluto?!) cogliere una grande occasione che gli veniva offerta; penso che entrambi questi partiti si siano lasciati sfuggire l’opportunità – e di questo i loro dirigenti ne portano la responsabilità – di ridare all’Italia una forza socialista unitaria, presente invece in tutti gli altri Paesi dell’UE.Formica adesso propone di ripartire, di studiare un progetto vero "con altri obiettivi, altro linguaggio, altre energie". Francamente mi stupisce la forza e la determinazione di questo politico di lungo corso. Credo che tutti i giovani socialisti, indipendentemente dai partiti di provenienza, dovrebbero guardare a lui con estrema ammirazione. E qui vengo ad un punto dolente. In tutti questi passaggi (lettere ai leader socialisti; incontri; tavole rotonde; dibattiti infiniti; riunioni su riunioni ecc. ecc.), penso che chi è venuto un po’ a mancare siamo stati noi giovani. Dovevamo essere proprio noi il motore della ritrovata unità socialista, magari "costringendo" con manifestazioni e altre attività pubbliche, i leader socialisti a ritrovarsi ma non ne siamo stati capaci. Certo, abbiamo mille attenuanti : fra cui la mancanza di una struttura ben organizzata alle spalle; la assoluta mancanza di fondi; l’impossibilità di fare "gavetta" e quindi l’essere cresciuti (politicamente) in modo del tutto spontaneo e così via.. Ma il fatto è che siamo stati superati in coraggio, in disponibilità e qualche volta addirittura in entusiasmo da (autorevoli) compagni che invece avrei immaginato più come "grandi vecchi" (spero non me ne vogliano) protagonisti, ma non anche principali attori, del cambiamento. E penso non solo all’instancabile presidente Formica, ma anche al gentilissimo Benzoni o al cortese Landolfi. Questi compagni ci stanno dando una lezione di militanza (intesa proprio nel senso di sacrificio o forse amore verso il Socialismo) che spero ognuno di noi riesca a fare propria.Con la presente non voglio esaltare gli sforzi di alcuni dirigenti di SL -non credo ne abbiano di bisogno- ma vorrei invece, come scritto sopra, rilanciare il nostro progetto iniziale. Occorre formare una nuova classe dirigente socialista, senza questa non andremo da nessuna parte, ma per farlo occorre impegno e serietà in quelli che dovrebbero rappresentare i futuri leader socialisti.

Dario Specchiale - Responsabile Costituente Pse - Provincia di Catania


 Commento 2

C'è bisogno di puntare a nuove energie
per rinnovare la Sinistra Socialista

 

Il fallimento della lista unitaria dei socialisti per le Europee, meta prioritaria che gli ispiratori di Socialismo e Libertà si erano prefissati al momento della sua nascita come avvio di un percorso di risoluzione alla diaspora socialista, deve significare per i giovani un momento di seria riflessione, allo scopo di delineare i confini che dovranno in futuro segnare il campo di un processo di rinascita socialista. Ci siamo tutti illusi che la nomenclatura del vecchio PSI avesse finalmente ritrovato quella voglia di stare insieme attorno ad un progetto di riscatto socialista, dopo dodici anni di disgregazioni e lacerazioni, ancorato al tradizionale collocamento dei socialisti nella sinistra
Hanno prevalso le collocazioni politiche opportunistiche e i protagonismi personali, rispetto al richiamo di una coerente unità politica ed organizzativa attorno alla tradizione socialista e all’esperienza riformista del partito socialista italiana degli ultimi decenni. Il fallimento per l’Europee significa anche la fine del modello perseguito per ricostruire l’identità socialista dopo la desertificazione compiuta ai danni dei dirigenti del Psi: il definivo logoramento di una processo costituente stop and go iniziato nel 1994, che ha visto protagonisti diversi esponenti di punta della storia del Psi, ma che è finito sempre per arenarsi definitivamente nel muro del personalismo e dell’interesse personale che i reduci del PSI hanno eretto tra loro ed in risultati insignificanti dal punto vista elettorale.  Non è più tempo di attribuire deleghe in bianco a prime linee del passato, o credere che la costruzione di un forte movimento socialista nasca dal matrimonio tra le diverse micro-organizzazioni socialiste nate dopo il ’92. Una classe dirigente ormai vista dall’opinione pubblica non più in grado di dare al paese quella richiesta di rinnovamento e di fuoriuscita dallo stato di transizione che la società italiana si aspetta. La nomenclatura socialista  figlia del Midas, insieme a quella di tradizione comunista trasferitasi nella sua interezza ed indivisibilità  dal Pci-Pds-Ds, rappresenta la classe dirigente più vecchia del sistema politico italiano. C’è bisogno di puntare a nuove energie per rinnovare la sinistra socialista. I socialisti da troppo tempo non hanno alcuna responsabilità rilevante nel governo del paese e nel confronto democratico, oggi non hanno più la consistenza e la forza per affermare e fondare la loro azione politica di fronte all’elettorato per una cultura di governo, che negli anni si affievolisce. Ai dibattiti e ai forum si è dato una connotazione marcatamente reducistica e nostalgica, per conquistare il nuovo e potenziale elettorato socialista bisogna da domani porgersi principalmente in chiave programmatica (in tal senso la Costituente Pse ha dato prova di impegnarsi, partendo dalle radici storiche del socialismo italiano, nella prospettiva di sviluppare una nuova piattaforma politico-programmatica del socialismo di domani). Non basta rivendicare di essere stati, rispetto alle altre forze politiche antagoniste della sinistra, i veri innovatori nella interpretazione dei più grandi passaggi politici della democrazia italiana, che non esiste conquista sociale e di libertà alla quale i socialisti italiani non abbiano dato il loro contributo. L’elettorato socialista non è più quello di dieci anni fa, gran parte dell’elettorato socialista di un tempo è ormai deluso ed ha perso la speranza che si possa dare corpo ad una identità;  la gran parte dell’elettorato che fece del PSI un partito di  massa del 15%, era aggregato sulla scorta della sua forte leadership e per la capacità, da detentore di posizioni di governo locale e centrale,  di incidere nella sfera degli interessi pubblici. L’inefficace sforzo che oggi compiamo nel tentativo di recuperare alcuni ambienti borghesi e imprenditoriali che in passato sostenevano ed orbitavano attorno alle strutture locali del Psi, dimostra come erano molti i sacerdoti senza fede, quanto tenue era quel legame al partito dal momento che era fondato quasi esclusivamente su fenomeni clientelari ed opportunistici.Non bisogna pensare di ritornare al passato ma di riappropriarsi della propria storia. Raccontarla alle nuove generazioni è la premessa indispensabile per la rinascita di un movimento socialista. Mai come oggi i valori del socialismo democratico e liberale si dimostrano moderni nell’attuale situazione nostro Paese.I giovani non dovrebbero riservare posizioni di indifferenza tout-court verso i processi unitari che la componente “riformista” del centrosinistra ha avviato, qualora queste nel medio lungo periodo, da aggregazioni meramente nominalistiche, possano evolversi in progetti di ampio respiro sul solco di grandi identità politiche, come nel partito democratico o meglio ancora nel partito socialdemocratico di stampo europeo.Siamo spettatori di tentativi di restaurazione di movimenti politici che hanno assunto posizioni antidemocratiche nel sistema politico italiano. Assistiamo a celebrazioni di assemblee politiche che si concludono al grido di “bandiera rossa” e con il “pugno chiuso al cielo”, o peggio ancora della nascita di movimenti che palesemente rivendicano la loro identità neofascista. Da parte dell’opinione pubblica e dei mezzi di informazione nei confronti della tradizione socialista si avverte una tendenza all’esclusione dal sistema politico. Anche l’attuale centrosinistra contribuisce allo stato di oscuramento ad opera della tradizione del riformismo socialista (e ciò a suo non giovamento!).  Si vuole dimostrare che un partito socialista in Italia non ha alcun ruolo e futuro, tentare di liquidare la sua storia come un fatto criminale.  Si può abbattere un partito o i suoi protagonisti ma i suoi valori e principi continueranno a camminare nella testa di molti giovani che si impegneranno alla ricostruzione di una presenza socialista in Italia.In presenza di un prematuro testamento di una grande eredità politica la più grande carica dello Stato, con un segnale forte ed esercitando le prerogative che la Costituzione gli riconosce con l’art. 59, potrebbe rendere onore e dignità alla tradizione e al ruolo dei socialisti nella democrazia italiana. Così si sarà affidato alla storia un giudizio veritiero e corretto e i socialisti possono alzare la testa e incamminare la via della loro rinascita.
 
Antonio Leanza - Responsabile Costituente Pse  Catania
 
 CURIOSANDO QUA E LA .......
 
Dalla redazione di Socialisti punto Net.
 
IL NONNO, I GIOVANI E I QUARANTENNI
 
Redazione Formica scrive: “Cari Compagni, dopo le decisioni assunte dallo Sdi ( adesione al partito di Prodi ) e dal Nuovo Psi ( alleanza di ferro nella Casa della Libertà e difesa acritica del Governo Berlusconi ) la nostra proposta di unità socialista non ha alcun interlocutore organizzato . Bisognerà riprendere il cammino con altri obiettivi, altro linguaggio, altre energie .... .... E' necessaria una riflessione collettiva che sia sincera e costruttiva .....” Intanto Signorile è da un mese che ha trovato il Nuovo PSI quale interlocutore organizzato e la trattativa riguarda per lui solo più i collegi e la posizione in lista nelle prossime europee. Sembra, con ironia della sorte, che non solo qualche ‘pretoriano’, come don B.B. e Boniver, ma soprattutto la vecchia sinistra dell’ex PSI, tracimi lentamente verso il centro-destra, dopo l’esempio illustre di Fabrizio Cicchitto. Rino Formica resiste e con lui i molti giovani della “Costituente Nazionale PSE” recentemente riunitisi a Bologna su un tema che non trova soluzione così facile come quella individuata: “Non scontro tra generazioni, ma esigenza invece di un forte legame tra giovani che rappresentano il futuro e meno giovani che rappresentano la storia e la cultura socialista elemento fondamentale all'elaborazione di un progetto futuro...”. Purtroppo la storia insegna che i progetti o li fanno i giovani, contro i meno giovani, o sono progetti senza futuro. Un bravo nonno, come Rino, può solo incoraggiare, non certo fornire l’acqua fresca di sorgente che dovrebbe sgorgare autonoma dai giovani, ai quali servirebbe, invece, la vera merce rara tra i rami della diaspora: i quarantenni. Quest’ultimi sono in carriera a sgomitare contro i vecchi per uno strapuntino non troppo flessibile sulla scala sociale e non hanno certo tempo per pensare al socialismo, ma se vedessero un progetto vero… "con altri obiettivi, altro linguaggio, altre energie"... magari…
 
( l.g.) - Redazione Socialisti . Net
 
 
Dal Forum del Sito dei Socialisti della Lombardia
 
PRINCIPI, IDEALI, DISINTERESSE PERSONALE,
GIOVANI:ECCO IL SEGRETO PER LA RINASCITA

Per paura di sparire dalla scena politica i socialisti si sono DIVISI. Agli uni non piace stare con Berlusconi, ma sono lieti di FINIRE a debita distanza dagli ex-comunisti. Gli altri non piacciono gli ex-comunisti, ma è meglio FINIRE a debita distanza da Berlusconi. Gli uni e gli altri non usano il termine "FINIRE" bensì " PER NON SPARIRE". Il risultato è che il partito dei veri socialisti democratici è un riflesso di convenienza per Dalema-Prodi e Berlusconi-Bossi-Fini. Gli schieramenti contrapposti hanno accolto i socialisti solo perchè erano meglio che niente e comunque erano "quelli buoni". I Socialisti non devono andare da nessuna parte: devono solo esserci. Esserci con la loro identità e i loro principi. Non possono allearsi con la destra perchè è portatrice di idee contro le quali i socialisti si sono da sempre battuti. Non possono " spostarsi a sinistra........" che cazzo, spostarsi dove???? NOI SIAMO LA SINISTRA DEMOCRATICA in questo Paese! E'il momento di tirar fuori tutto il nostro coraggio per finalmente DECIDERE di RITORNARE AD ESSERCI. Niente trattative, niente tatticismi,mandiamo avanti i ragazzi, i giovani tutti in prima fila e i ricchi di esperienza in seconda a coprire loro le spalle. Principi, Ideali, Disinteresse e i GIOVANI. Lasciamo campo libero ai giovani. Noi anziani e vecchi siamo troppo legati e condizionati. Il Partito Socialista può rinascere se si ha il coraggio di agire e se qualcuno ha il coraggio di mettersi da parte. Fraterni Saluti.

Antonio Alfo - Milano

 LETTERE & COMMENTI ...... domanisocialista@libero.it


Lettera 1

Coerenza e continuità negli intenti di Socialismo è Lbertà.

Caro Direttore,

L’articolo pubblicato da Nuovo Quotidiano di Puglia ( ieri 4 marzo 2004) dal titolo << A sinistra, ma fuori dall’Ulivo>> le cui colonne riportano la notizia che Claudio Signorile si presenta alle Europee capolista nelle circoscrizioni Centro e Nord Ovest, De Michelis al Sud e al Nord Est e Bobo Craxi alle Isole (sembra quasi il dispiegamento di una battaglia navale…) con una lista denominata “ Socialisti uniti per l’Europa”, scaturisce l’obbligo, soprattutto per tanti socialisti che non si riconoscono in questa “unità” e di conseguenza non si sentono rappresentati, l’obbligo di una precisazione, riporto un comunicato del Presidente dell’Associazione Nazionale “Socialismo è Libertà” che così recita: << La proposta dell’Associazione Socialismo è Libertà per una lista unitaria dei socialisti alle elezioni europee non è stata accolta dallo SDI e dal Nuovo Psi. La logica di schieramento ha prevalso. L’identità socialista e la sua tradizione storica sono oscurate. Si tratta di un grave errore che ritarderà la rinascita riformista. L’Associazione non sarà presente alle prossime elezioni europee, ma darà sostegno e simbolo alle realtà del socialismo unitario locale per concorrere nelle elezioni municipali e provinciali al successo di coalizioni che si oppongono al centro-destra>>. Rino Formica.

La costituzione dell’Associazione nasce conseguentemente al fallimento di chi definendosi socialista è collocato sia a sinistra marginalizzato sia (addirittura) a destra, lo dicono le percentuali da prefisso telefonico causate dall’assenza totale di una forte e determinata voce socialista. Molti sono stati i socialisti della sinistra che hanno aderito all’Associazione il cui progetto era ed è quello di far rinascere un vero e grande soggetto socialista riformista, inesistente in Italia da fin troppo tempo, dall’unione di vere coscienze socialiste, il cui fine non era e non è certamente il raggiungimento di un “posto al sole”, ma la realizzazione di un progetto politico basato sui valori ed ideali per i quali si costituì il P.S.I. Un soggetto socialista rivolto esclusivamente ai gravi problemi del nostro Paese e del mondo intero, un soggetto rivolto alla realizzazione di un Partito che non si definisca soltanto socialista ma che lo sia concretamente nei fatti. Quei famosi fatti testardi che ci testimoniano l’assenza totale del vero socialismo e del vero riformismo nell’interesse generale e non a quello particolare, come ho già ampiamente espresso in precedenti interventi.

Questo cammino si è avviato, almeno così è apparso, anche con l’ex Ministro Signorile che, a quanto pare, ha poi determinato autonomamente altre scelte e forse anche con altri obiettivi. Per essere più precisa riporto uno stralcio di intervista di Aldo Torchiaro rivolta a Rino Formica. Alla domanda del giornalista “…mentre tra lei e Claudio Signorile si è rotto un asse storico…, Formica risponde: “ tra me e Signorile si è consumata una divisione sulla base della mia coerenza, non si può predicare a sinistra e portare voti a destra. E’ un’incoerenza completa. Qui si sta lottando, mi sembra, per la sopravvivenza personale di alcuni individui, non sono più in gioco le idee”.Alla luce dei fatti che vedono lo Sdi accovacciato sornione fra le argentee foglie dell’Ulivo, i socialisti di De Michelis e Bobo Craxi (un tempo candidato con lo SDI…) notoriamente nel centrodestra a fianco di Berlusconi dalla cui costola non hanno nessuna intenzione di separarsi se non per il tempo necessario delle europee per far ritorno nella Casetta d.l. della serie cu-cù , uniti ,come appreso dalla stampa, con  Signorile che vuole una lista per le europee a sinistra ma fuori dall’ulivo, cosa vuol dire? Se non un ibrido pastrocchio e che, forse,  il vero significato lo bene interpetra il sopratitolo del titolo riportato da Quotidiano che così recita: “ …Claudio Signorile candidato per la conquista di un seggio al Parlamento di Strasburgo”, titolo anche buono per soci e company. Chissà cosa direbbe o penserebbe Nenni, Pertini ed anche Bettino soprattutto quello “di Sigonella”. Da un’altra parte ci sono i tantissimi socialisti di varie associazioni citate nell’articolo di ieri, tra cui l’Associazione “Socialismo è Libertà” che, per i motivi espressi dallo stesso Formica, continua il suo cammino per una strada opposta, viene spontanea una domanda : << Come si fa a presentarsi alle elezioni europee definendosi Socialisti Uniti per l’Europa? Fra tutte queste perduranti frammentazioni e scelte opposte Signorile alla fine dell’intervista dichiara: <<…Abbiamo voluto contribuire ad aprire le finestre perché circolasse aria nuova..>> Pur rendendomi conto che non sia il caso di scherzare, come invece tanti lo fanno con un termine a cui si dovrebbe portare rispetto e dignità qual è <<socialismo>>, se non fosse altro per ciò che ha fatto e rappresentato nella storia d’Italia e d’Europa, mi viene spontanea un’altra osservazione che è quella di suggerire ai futuri candidati- uniti di cambiare denominazione con una più appropriata, come la seguente: Alcuni “Socialisti” uniti per l’Europa (?) ” Al di là d’ogni battuta e considerazione saranno, comunque, i fatti quei famosi fatti testardi a determinare definizioni e di conseguenza risultati.

Per quel che ci riguarda, per chi ancora crede che in Italia si possa realizzare l’idea socialista, mettendo sempre in gioco le idee, con l’aiuto di chi socialista lo è nel profondo della propria coscienza, continueremo a lavorare con fatica ma con determinazione per cercare di conseguire alla realizzazione di un vero e grande soggetto socialista riformista di sinistra, per dare speranze ma soprattutto certezze e per rendere onore alla storia del Socialismo Italiano.

 Anna Prato  -  Associazione “Socialismo è Libertà” Coordinamento provinciale Lecce


 Lettera 2

 
" Il Nonno e i Giovani " , bastano e avanzano.
Non servono gli affaristi e penso non avrebbero neppure interesse ....
 
Ho letto l'articolo pubblicato dalla redazione di Socialisti Net con titolo " Il nonno, i giovani e i Quarantenni ", al proposito volevo aggiungere un commento.
Non penso ci sia bisogno per riscostruire un progetto socialista di coloro che vedono la politica come una semplice professione o semplicemente come un opportunità di carriera, quindi che siano quarantenni o meno sarebbero solo un cancro distruttivo e degenerativo rispetto il lavoro e i sacrifici che abbiamo davanti.
Se i quarantenni non ci sono non muore nessuno, abbiamo tanti trentenni e ventenni che stanno lavorando realmente, che girano l'italia senza interessi, ma spinti dalla passione, queste solo le persone che servono e che purtroppo sono mancate in questi anni.
Chi a interessi di altra natura è meglio che vada altrove dove avrà pane per i suoi denti, qui avrebbe solo qualche deluzione, rispetto i suoi intenti.
D'altronde il nonno e questi giovani della Costituente Pse hanno dimostrato e dimostrano molta sincerità e grandi capacità.
 
Antonella Bianchi - Piacenza
 

 Lettera 3

Troppi riformati sullo scenario politico italiano
 
In questo momento così travagliato della lotta politica del ns. Paese, La pregherei di considerare queste poche righe allegate: il comunicato stampa dell’On.le Rino Formica che stigmatizzano il frazionamento politicamente significativo della manipolazione utilitaristica dell’Ideale fonte della vera politica socialista espressa nell' equidistanza tra le due formazioni.Troppi allievi stregoni si dicono intenti alle riforme socialiste. Troppi riformati si affacciano sulla scena della politica Italiana, a dare il loro riformato mentale contributo.L’Ideale socialista risiede nella notte politica italiana attuale in una unione di votanti, decisionisti stanchi di esperimentazioni politiche; che crede nella funzione equilibratrice nel gruppo politico socialista: LIBERO, senza asservimenti.

Siamo vivi e porgiamo distinti saluti.

Per il Movimento Politico di Opinione Socialismo Liberale Progresssta
 
Dott. E. Galstaldi - Torino
 

 Lettera 4
 
Continuate così !
 
Cari compagni,
 
con stima e ammirazione ringrazio Formica e voi giovani per non essersi rassegnati a logiche elettorali di basso profilo.
Formica, Benzoni, Landolfi e molti altri socialisti stimati, devono continuare a perseguire i nobili obiettivi che ci hanno spinti a lanciare un nuovo progetto. Vedo molti giovani convinti e preparati e sono convinto che, come recitava il titolo dell'articolo sull'esito della significativa giornata di Pianoro, che solo unendo l'esperienza di molti socialisti , non ancora rassegnati, all'entusiamo dei giovani riusciremo a segnare la politica degli anni a venire.
Sono con voi e  se continuerete come avete fatto fino ad oggi, nonostante le difficoltà saranno in molti ad esserlo.
 
Con affetto.
 
Mario Serrafino
 
SPEZIALE  EUROPA & GLOBALIZZAZIONE

Proposta per un disegno Europeo sulla Globalizzazione

 

PERCHE’ LA GLOBALIZZAZIONE NON PENALIZZI I CITTADINI, I LAVORATORI E I RISPARMIATORI  VANNO CREATE DELLE NORME SULLA TRASPARENZA DEL MERCATO GLOBALE E DEGLI INVESTIMENTI

Gli scandali finanziari che si susseguono in ogni paese d’Europa ci obbligano ad una approfondita  riflessione. I cittadini incominciano  seriamente a preoccuparsi. Prima che i cittadini europei perdano  fiducia nelle istituzioni finanziarie e negli organismi di controllo dello Stato e dell’Europa, é assolutamente urgente che le istituzioni europee intervengano per creare delle serie e trasparenti norme per proteggere i loro risparmi. Per questo « Avanti Europa »  ritiene urgente una risoluzione da parte del Parlamento Europeo prima che scada il mandato nel giugno prossimo, ma anche la Commissione Europea puo’ farlo. E’ troppo tardi ? noi in ogni caso proponiamo  questo testo.Mandiamo questo documento alle due istituzioni europee affinchè intervengano rapidamente in merito.

 PROPOSTA DI RISOLUZIONE

ARTICOLO 1

Ogni cliente, pubblico o privato, socio o associato, a qualsiasi titolo, di una banca, istituto di credito, istituzione, fondo o compagnia finanziaria o di assicurazione o comunque di una società erogatrice di fondi propri o altrui, che operi all’interno dell’Unione Europea, quale che sia la sua forma giuridica e quale che sia il luogo della sua sede legale, ha il diritto di richiedere che gli sia rilasciato annualmente,entro il 31 ottobre di ogni anno, un Certificato-dichiarazione autenticato, sulla distribuzione geografica e settoriale delle operazioni principali realizzate dalla banca, istituto di credito o altro soggetto sopracontemplato, durante l’anno precedente, secondo le modalità che seguono.

In tale Certificato-dichiarazione, di carattere non confidenziale, dovranno essere inseriti i seguenti dati:

a)        elenco di tutti gli acquisti, cessioni o pegni di titoli (azionari, obbligazionari), effettuati nell’anno precedente da tutte le proprie sedi e filiali in qualsiasi paese o da società in comune o collegate, con informazioni sulla nazionalità, sede, consistenza patrimoniale, natura delle attività espletate dagli enti o società emittenti dei titoli stessi, nonchè sui paesi ove tali attività sono state, sono o saranno svolte;

b)        elenco dei finanziamenti, prese di partecipazione e, in genere, di tutte le somme erogate o esborsi da tutte le proprie sedi, filiali, società in comune o collegate, come alla lettera a), anche sotto forma di fideiussione o lettera di garanzia, durante l’anno precedente, nel caso essi superino per un singolo beneficiario o per un insieme di beneficiari partecipanti a un progetto comune, l’importo di 10 milioni di euro, il tutto corredato  delle stesse informazioni richieste sotto la lettera a).

Per tutte le operazioni che rientrano nell’ambito del presente articolo, si preciseranno gli emolumenti e rimborsi (incluse le “stock-options” o altri vantaggi) attribuiti a qualsiasi titolo, dagli enti e società emittenti dei titoli, contemplati sub la lettera a) oppure dalle società o imprese beneficiarie dei finanziamenti, partecipazioni o erogazioni di cui alla lettera b), ai loro amministratori, di cui si preciseranno i nominativi, le funzioni, la nazionalità e il luogo di residenza effettiva, nonchè le cariche in “società-terze”, cioè le cariche da essi occupate, nel presente o nel passato in altre società, enti,amministrazioni, organizzazioni, nazionali e internazionali, di natura civile, militare, politica, anche se la sede di tali “società-terze” è fuori dell’Unione Europea.Nel caso che i ricavi lordi consolidati della banca, istituto di credito o altro soggetto contemplato nel primo comma, superino il tetto annuo, a livello mondiale, di 5 miliardi di Euro e, a livello dell’insieme dei paesi dell’Unione Europea, di 50 milioni di Euro, si dovrà provvedere a darne adeguata pubblicità a mezzo stampa.

ARTICOLO 2

Per quanto riguarda le operazioni previste dall’art. 1, il certificato-dichiarazione, nel caso debba essere pubblicato, ai sensi dell’ultimo comma dell’articolo stesso, dovrà mettere in evidenza la quota degli investimenti ed erogazioni o impegni di vario genere che sia o sia stata destinata:

a)        alla fabbricazione o al commercio di armi, compresi gli aerei, i satelliti o i vascelli spaziali suscettibili di applicazioni militari, o alle loro componenti, anche attraverso il ricorso a sub-contraenti, anche se esterni all’Unione Europea, con indicazione dei paesi e regioni interessate a tali attività,

b)        all’estrazione, lavorazione, distribuzione di prodotti di origine petrolifera destinati a consumi energetici e comunque alle attività connesse all’utilizzo di sostanze o fonti di energia potenzialmente dannose per l’ambiente;

c)        ad altre attività concernenti la ricerca, la fabbricazione, la commercializzazione di prodotti o processi soggetti a controversie e contestazioni di carattere etico o religioso (per esempio, certi tipi di clonazione).

 Dall’altro lato si porranno in evidenza le iniziative attuate o progettate all’interno dell’Unione Europea per valorizzare e utilizzare industrialmente le fonti di energia rinnovabili e alternative, non inquinanti oppure per introdurre delle innovazioni fondamentali nel trattamento di malattie gravi o croniche o per sviluppare la lotta contro certi mali sociali, quali la tossicodipendenza, l’alcolismo, il tabagismo, l’obesità

ARTICOLO 3

Le norme degli articoli 1 e 2 sono applicabili a tutte le imprese, enti e società, quale che ne sia l’oggetto sociale, i vari settori di attività, la forma giuridica, il paese in cui sono stabilite le sedi legali e le organizzazioni produttive, che esercitano, anche indirettamente, un’attività all’interno dell’Unione Europea, in tutti i casi in cui i ricavi lordi-consolidati superino, su base annua, il tetto, a livello mondiale, di 2 miliardi di Euro e, a livello dell’insieme dei paesi dell’Unione Europea, di 20 milioni di Euro, tenendo conto delle società in comune o collegate.

ARTICOLO 4

Con regolamento successivo sarano fissate le modalità di applicazione, nonchè le sanzioni penali e amministrative da comminare, a cura della Commissione Europea, in caso di non osservanza delle norme del presente Regolamento.

 

CERCHIAMO  INSIEME  DI  SPIEGARE  LE  RAGIONI  E  IL  PERCHE’ RITENIAMO  IMPORTANTE  LA  NOSTRA  PROPOSTA

La globalizzazione

Ogni giorno che passa il processo di globalizzazione produce incognite e opportunità di segno diverso. Preliminare è definire contenuto e contorni…« E’ un processo che  fa cadere le separazioni e gli ostacoli naturali, istituzionali tra gli spazi economici, modificando e scardinando rapporti e legami tradizionali, sistemi organizzativi e flussi produttivi e commerciali, creandone di nuovi.Gli Stati sovrani nazionali e tradizionali perdono una fetta consistente del loro potere, in gran parte a favore delle multinazionali globali che diventano i nuovi Stati senza frontiere e, in parte anche per reazione a tale fenomeno e in aderenza al nuovo contesto in mutamento, a favore di organizzazioni internazionali, alle quali si tende a rilasciare sovente una delega in bianco per certe materie.Aspetto ed effetto saliente della globalizzazione è lo spostamento del potere decisionale che, in tutto, o quasi tutto,o in parte, tende a passare dalla mano dei governanti e dei politici ai vertici che dirigono le multinazionali globali (d’altronde quanto mai propense ad assumere un ruolo politico) e ai grandi gruppi bancario-finanziari. Questi ultimi, peraltro, tendono sovente a influire sulle decisioni delle multinazionali globali, se non addirittura a prenderne il controllo.Pertanto, i governanti e i politici, i diplomatici e forse anche i militari conteranno sempre di meno nel futuro, mentre conteranno sempre di più i top manager, grossi industriali e banchieri nonchè, di riflesso, i loro avvocati, commercialisti e altri loro consulenti ed esperti.Questo spostamento di potere decisionale alimenta ,ulteriormente la globalizzazione, l’intensità della concorrenza globale, lo sviluppo economico a sbalzi, la mobilità dei fattori »

Allora la questione è :

1.        Le forze politiche democratiche possono sperare di svolgere un ruolo nel nuovo contesto globale, senza essere dominate dei « lobby » industriali, finanziari, militari ? Cosa hanno in mente ? cosa propongono ?

2.        Le sfide globali. Dov’è la strategia globale per affrontarle ?

Quel che turba i sonni dei cittadini europei è una doppia constatazione.Le forze politiche europee, al di là delle dichiarazioni di principio e di circostanza (libertà dei commerci, spirito ;d’iniziativa, solidarietà, protezione dei nostri lavoratori e delle nostre industrie, controllo della immigrazione, ospitalità degli immigrati, amicizia con gli Stati-Uniti, lotta al terrorismo, condanna dell’antisemitismo, difesa della vita, difesa delle radici e valori cristiani e…. chi ne ha, più ne metta) sembrano, di fatto, avere abdicato ad un ruolo attivo di fronte al processo di globalizzazione.

Di conseguenza non esiste oggi, tra le forze politiche, il consenso su nessuna strategia globale, anzi non esiste nemmeno un embrione di visione strategica che consenta di affrontare, con almeno una modesta possibilità di successo, le sfide cruciali della globalizzazione.

Senza una tale visione non si comprende come i cittadini europei possano curarsi dei loro rappresentanti politici se non per lucrare piccoli vantaggi clientelistici, mentre, nel suo insieme, l’economia europea diventerà sempre più l’ostaggio di forze finanziarie, economiche, militari, assolutamente estranee agli interessi fondamentali e alle concezioni etiche dei singoli cittadini europei. Parliamo di poteri e abusi di potere di « Potenze-terze“, che, si badi bene, non sono meramente politiche o statuali, ma molto di più e molto meno visibili perché globali. Di qui l’equivoco che porta alla confusione tra tali poteri e potenze-terze, da un lato, e il salutare processo di globalizzazione, dall’altro lato.

Oggi, nel contesto evolutivo globale, la scelta di fondo è lancinante.O allinearsi sui « lobby » di tali potenze-terze, pedissequamente, diplomaticamente, ipocriticamente, per cupidigia di servilismo verso l’alto, e megalomania arrogante verso il basso, per voracità, ignoranza, soprattutto, prudentissima viltà, e lasciare le cose come stanno, cioè in balia del caso (naturalmente « anonimo »).Oppure introdurre politicamente un Progetto di strategia globale il quale necessariamente urterà certi interessi e poteri dominanti, i quali dunque useranno tutti i mezzi, nessuno escluso, come le cronache insegnano, per impedire che tale proposta politica giunga in porto.Il primo passo consiste nell’introdurre nel nostro sistema una « nuova trasparenza del mercato globale e degli investimenti ». E quindi procedere preliminarmente a “Un état des lieux”. E’ possibile 

3.        Gli amministratori in comune, specchio della rete dei poteri reali

Esiste un metodo, concettualmente semplice, per scoprire i « legami dei poteri » tra le differenti strutture dei gruppi industriali, bancari, finanziari, assicurativi. E’ sufficiente considerare i  nomi degli amministratori (quelli che fanno parte dei « Boards of directors »), cioè di coloro che rappresentano gli azionisti e ne eseguono le direttive, il loro curriculum vitae sommario, la loro partecipazione, presente o passata, ai Consigli di Amministrazione o altri organismi direttivi, di enti, società, organizzazioni economiche, politiche, militari, culturali, scientifiche, di vario carattere, funzione e potere, dalle Banche di emissione al Fondo Monetario, dai Consigli di Ministri alle Commissioni, dalle Multinazionali di spicco ai prestigiosi istituti di ricerca, dagli Stati maggiori ai Comitati di esperti e consiglieri governativi, perchè i singoli sentieri delle carriere individuali riflettono l’intrecciarsi dei poteri che confluiscono nelle varie strutture per determinare politiche e comportamenti.Una simile trasparenza non puo’ nuocere (tutt’altro) alla reputazione di personalità dal valore confermato, ma, in pari tempo, permette di scoprire, portando sotto i riflettori cio’ che sovente i Media sono costretti a lasciare in ombra, con pudica discrezione, cioè la rete dei poteri reali.Perchè quando un Amministratore partecipa alle deliberazioni del Consiglio di una società non puo’ per coerenza etica e logica, ignorare gli interessi e gli obiettivi di altri gruppi e società, nelle quali la sua partecipazione attiva è stata nel passato richiesta oppure lo è ancora.

4. Richiamo alle « Chiavi di lettura » di Global ? Yes ! « 

Questo metodo, basato sull’individuazione delle connessioni personali tra le società, è       stato applicato per la prima volta a livello dell’economia globale, nell’elaborazione del materiale preparatorio relativo al saggio seguente:

R. Linda, « Global ? Yes ! “Chiavi di lettura“ in italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco (Bruxelles, 2003)

I risultati ottenuti sono semplicemente stupefacenti perchè, come si vedrà, nemmeno l’autore avrebbe mai potuto immaginare di trovarsi di fronte a una  Rete di poteri reali dominanti, di dimensioni cosi’ estese da formare dei blocchi di potere in grado di decidere i destini del pianeta.Queste elaborazioni hanno permesso di mettere in luce i legami strutturali, grazie anche e soprattutto alle connessioni personali, tra il settore petrolifero, costituito dal binomio inscindibile “elites petrolifere (soprattutto) arabe” e “compagnie petrolifere”, e le due industrie vitali e strategiche, quella dell’automobile e quella degli armamenti, con i gravi effetti a cascata che ne derivano.. Si è parlato di fili rossi, che legano tra di loro fatti e logiche e quindi, alla base, le società e le loro strutture.Parliamo di fili rossi ? E’ necessario per cogliere la portata del fenomeno, perchè queste industrie strategiche e vitali sono legate a filo doppio alle potenze finanziarie e bancarie che dominano quasi incontrastate tutta l’economia, e quindi la politica, del mondo occidentale. E’ un percorso che puo’ portare molto lontano, « in terre sconosciute ».Nel corso della ricerca, a un certo punto, il Linda ha sentito suonare il campanello d’allarme quando, come spesso accade avendo « sentito » certe anomalie, ha scoperto che il Presidente Amministratore delegato della maggiore banca occidentale, l’americana Citigroup , con un fatturato annuo di ben oltre cento miliardi di dollari e attivi ben superiori a mille miliardi di dollari, era pure Amministratore di uno dei principali contraenti del Pentagono, coinvolto nelle attività più avanzate dell’armamento non convenzionale, cioè, tanto per non fare troppi nomi, la United Technologies. Il fatto non è certo reprensibile, tuttavia la sua conoscenza è essenziale per conoscere e capire i meccanismi del potere reale globale. Altrimenti si gira a vuoto !

5. Il campione « petrolio-armi » : i  « Magnifici sette »

Per comprendere la portata dei problemi posti dalla Globalizzazione, è opportuno offrire qualche esemplificazione del metodo in parola.Ricordiamo che il punto di partenza delle elaborazioni econometriche finalizzate alle citate « Chiavi di lettura » di « Global ? Yes ! », era dato da un campione di soltanto 4 compagnie petrolifere. Da questo « nocciolo duro » si era giunti ad abbracciare un universo economico praticamente senza confini.Per tener conto delle interdipendenze dinamiche che caratterizzano la moderna economia globale, il Linda è stato costretto ad allargare il campione di partenza delle 4 compagnie petrolifere, aggiungendo 3 giganti del settore degli armamenti statunitensi. Tale settore, per la tecnologia avanzatissima, dalle bombe intelligentissime agli aerei senza pilota e ai missili di precisione millimetrica, e, soprattutto, ancora più, per la potenza degli « apparati lobbistici », condiziona, tra l’altro, il futuro delle relazioni tra la piccola e divisa Europa e l’arrogante superpotenza. Il nuovo campione puo’ essere dunque definito dei « Magnifici Sette », definizione quanto mai appropriata dal punto di vista lucrativo e politico, anche se forse non dal punto di vista etico.

Petrolio

Per quanto riguarda i « Major » del petrolio che son di fatto 5, si prendono in considerazione una società anglo-olandese, la Shell, una britannica, almeno stando alla scritta su copertina, cioè la British Petroleum (la B.P.) e due società statunitensi, la Chevron Texaco e la Exxon-Mobil, mentre lasciamo da parte la francese Total, che è stata investita da gravi disavventure giuridiche, facendo soffrire amministratori e dirigenti.

Armamento

Per il settore “Armi-difesa-aerospaziale” si considerano i 3 Big: la Boeing, di cui peraltro circa metà delle attività è diretta all’aviazione civile, la United Technologies o U.T. (elicotteri Sikorsky, motori Pratt & Whitney, ascensori Otis, condizionatori Carrier, ecc.), gruppo, peraltro, ampiamente diversificato pur restando uno dei principali contraenti del Pentagono, e, infine, il “leader mondiale”, specializzato nell’armamento e primo contraente del Pentagono, e cioè Lockheed Martin.

Peso specifico del campione

Per non permettere l’individuazione istantanea delle 7 società del campione, esse saranno qui indicate con le lettere dell’alfabeto, da A a G, assegnate in base a estrazione a sorte. Ci limiteremo a dire che i ricavi totali annui del campione « Petrolio-Armi » si assestano intorno a valori astronomici, che sono di molto superiore al Prodotto Interno Lordo (P.I.L. o Gross Domestic Product) della grande maggioranza dei paesi delle Nazioni Unite.Eppure è una cifra che sottovaluta la potenza reale che si sprigiona da queste sette società, grazie alle posizioni occupate nell’economia globale dal manipolo di uomini che ne sono al timone. Anche per non trascurare il nuovo ruolo « perversamente globale », svolto dalle banche e società finanziarie. Tal ruolo, unificatore, di cemento coesivo, sta diventando cosi’ determinante da permettere loro, quando lo ritengono opportuno, di distorcere, restringere, soffocare al limite, l’economia di mercato, a danno di certi settori, paesi, spazi economici. E poi certi ingenui Media televisivi cianciano di libera concorrenza di mercato !

6. Il campione « petrolio-armi » : irradiazione e simbiosi

Applicando il metodo delle « connessioni personali » delle « Chiavi di lettura » di « Global ? Yes ! », risulta che ai vertici dei « Magnifici Sette », si trovano degli Amministratori che hanno occupato nel passato oppure occupano tuttora, e da diversi anni, dei seggi e posti-chiave nei Consigli di Amministrazione delle maggiori società e mega-multinazionali, sia industriali (con marcata preferenza per l’industria della costruzione di mezzi di trasporto e, in particolare, dell’automobile e poi anche, in certa misura, dell’informatica, delle telecomunicazioni e « other communications aquipement », della chimica-farmaceutica), sia soprattutto nel settore bancario-assicurativo, e d’investimento finanziario. In base a informazioni esaurienti, eppure non complete, si puo’ stimare a quattromila miliardi di dollari, i ricavi annui del blocco di potere, risultante dalle connessioni personali, « costruite » intorno ai nostri 7 Major del campione « petrolio-armi ». Per memoria e per confronto : il prodotto interno lordo della Francia, nel 2000, era stimato intorno a 1300 miliardi di dollari, nemmeno un terzo dunque della dimensione globale del blocco di potere in parola.

Se poi consideriamo più da vicino a quali settori, o gruppi o grandi rami, appartengono le varie società, investite dal fenomeno degli Amministratori in comune con i 7 major del campione « petrolio-armi », troviamo le cifre parziali seguenti :.

        -    oltre 700  miliardi di $ relativamente al nostro campione de i « Magnifici Sette » delpetrolio e delle armi

       -     circa 1000 miliardi di $ cumulati da gruppi finanziari, bancari e assicurativi legati, con  Amministratori in comune, al nostro citato campione

       -       circa 700 miliardi di $, realizzati da case automobilistiche connesse al nostro citato campione

      -     circa 1500 miliardi di $, conseguiti da vari settori industriali, diversi dall’armamento e  dall’automobile, limitatamente alle imprese che presentano degli Amministratori in                        comune con i nostri « Magnifici Sette » del campione studiato.

Trattasi, si noti, di fatturati, introiti, stimati su base annua, con riferimento al 2002, nel 2003 gli incassi saranno maggiori, almeno è probabile.

Sono cifre stimate prudentemente e il totale che ne risulta tende a superare l’importo di quattromila miliardi di dollari, ove si tenga conto dei collegamenti personali d’importanza minore.

Prima questione : siamo di fronte a un Blocco di potere ?

Forse non monolitico, ma complesso, variegato, relativamente decentrato, ma senza che si sentano note stonate : un modello di equilibrio assai durevole, bene oliato, non per niente i « Major » vendono il migliore olio lubrificante per la vostra macchiana e soprattutto sanno venderlo a un prezzo molto remunerativo, grazie a « saggi » accordi tra di loro.Notiamo che numerosi Amministratori di certe società-terze sono presenti in più società del nostro campione dei « Magnifici Sette ». Per esempio, la Banca J.P. Morgan Chase è in A e in F, la IBM ed Emerson Electric in B e in C, quanto ai colossi del redditizio settore farmaceutico, il leader Pfizer in A e in F (forse indirettamente anche in C), Glaxo Smithkline in B e in G, Aventis in C e in G. E poi nel leader mondiale degli armamenti troviamo Amministratori di due giganti petroliferi, rimasti fuori dal nostro campione, cioè Conoco-Phillips e Marathon, entrambi statunitensi. Il petrolio unifica interessi e strategia………….

Identificato il Blocco di Potere la questione cruciale che si pone è : in quale direzione si propagano, ma soprattutto da quale fonte « reale » si sprigionano le onde e i raggi del Potere in questione ?

Basti pensare che Sei tra i « magnifici Sette » del campione « petrolio – armi » in parola sono « penetrati » da Amministratori che rappresentano colossi bancari, finanziari, assicurativi, oltre al caso esemplare del Citigroup, quali la Bank of America, la J.P. Morgan Chase, le tedesche Allianz, Deutsche Bank e Commerzbank, la francese Axa, l’olandese Abn-Amro, le britanniche Hsbc, Barclays, ecc., nonchè i « migliori per definizione » , ambienti, élites e poteri della politica, della grande diplomazia, degli apparati militari e dei loro vertici, evidentemente supremi, oppure, in pensione, evidentemente « dorata ».

Senza addentrarci in un’analisi semantica, pensiamo si possa parlare nella specie di « irradiazione e simbiosi ».Certo, la ricchezza e il potere sgorgano dal Petrolio che resta all’origine dello scambio e della cosolidazione, grazie alle enormi rendite, vantaggi che esso procura. E’ un « business » globale che puo’ essere stimato intorno a 3000 miliardi di dollari all’anno con tendenza ad un aumento esponenziale e che attira nella sua orbita la banche e la finanza come il miele le mosche. Circa la metà di questa torta gigantesca va in tasse applicate dai paesi consumatori, ma, anche tenendo conto di tutti i costi e rischi del trasporto dal pozzo di estrazione al pompista del villaggio, si puo’ ritenere che, direttamente o indirettamente, le Elites petrolifere, che controllano diversi Stati produttori del Medio Oriente e dunque essenzialmente arabe e musulmane e le compagnie petrolifere, godano di una rendita annua netta di almeno 500 miliardi di dollari ma, forse molto, ma molto di più (a prescindere ovviamente da eventuali oneri per tangenti e corruzione).Tutti gli attori considerati nel nostro campione dei « Magnifici Sette », ad eccezione della sola società indicata con la lettera E, dispongono di uno stock ragguardevole di Amministratori in comune, con possenti banche e società finanziarie e di assicurazione, tutto un mondo a sè con regole non scritte (oltre ovviamente che con giganti industriali e commerciali di vari settori) il che marca la diffusione di una medesima cultura, di uno stesso modo di pensare, di valutare, di comportarsi : un archetipo esemplare.

Tutti i 4 colossi del petrolio realizzano l’obiettivo-principe di ogni vero monopolista che si rispetti :

1)tenere molto elevati i prezzi e le rendite petrolifere, ma non troppo (« allegro, ma non troppo »), in modo da costituire e rafforzare nel lungo termine una barriera all’entrata, in odio a ogni concorrente potenziale e alle forze politiche virtualmente contestatrici, nel quadro di una politica dalle molte facce (illustrata nelle citate « Chiavi di lettura »).

2)Di conseguenza manovrare i prezzi del petrolio, attualmente oltre i 30 $ al barile, (ma talora è sceso repentinatamente sotto i 12 dollari, come nel luglio 1986 o nel giugno 1998), in modo da scoraggiare investimenti e iniziative rivolte alla scoperta e utilizzazione di sorgenti di energia concorrenti, alternative, rinnovabili, pulite, come analizzato dal Linda nelle « Chiavi di lettura » citate (pagine da 40 a 46).

Non si sarà mai sottolineato abbastanza il ruolo, cruciale, degli Amministratori in comune, la cui presenza in più società, più o meno connesse o collegate, non serve solo a moltiplicare emolumenti e prebende, ma giova a rendere la concorrenza, nel caso potesse o dovesse manifestarsi, « meno cattiva », favorendo invece a « mezza voce » le intese globali oppure più semplicemente, sotto sembianze anodine, dei comportamenti concomitanti e » concordanti », anche se non esplicitamente « concordati » (fenomeno che puo’ essere assimilato a quello del « conscious parallelism »).Quanto mai proficua si è dunque rivelata la coesistenza pacifica (e la spartizione del bottino delle rendite petrolifere) tra il cartello petrolifero, più o meno allargato (leggi ; elites petrolifere soprattutto arabe e compagnie petrolifere, con abili registi dietro le quinte) e i paesi consumatori principali, essendo gli Stati-Uniti, con i piedi su due staffe, i maggiori beneficiari di tale coalizione onnipotente.Queste ricchezze colossali, accumulate per quasi 30 anni, si ritrovano nei forzieri di banche, società d’investimento e di assicurazione, che poi partecipano alla direzione dei gruppi petroliferi.Inoltre, l’alleanza duratura e le connessioni e infiltrazioni tra settore petrolifero e industria degli armamenti (fulcro dell’apparato militare-politico-industriale) che, grazie a lobby possenti, puo’ attingere quasi discrezionalmente a piene mani ai bilanci della difesa della Superpotenza (ma non solo di essa), ha creato una rete di potere cosi’ ampia da render possibile qualsiasi abuso e, oseremmo dire, crimine impunito (e solo pochi « stracci » volano qualche volta per aria, giusto per accontentare la platea dei risparmiatori e piccoli azionisti e investitori, per definizione dei « moutons » da essere tosati). Perchè questi apparati di potere finanziario servono, a loro volta, ad attirare i capitali dei singoli cittadini, di cui dispongono poi in assoluta libertà  per qualsiasi uso e scopo, lecito e illecito, morale o immorale, E non raramente sono dei miliardi che evaporano (Enron et similia).

Chi crede che, passata la bufera dell’inizio 2004, i poveri risparmiatori, « tosati » spietatamente, si dimenticheranno degli affari Parmalat, Cirio e delle primarie banche e dirigenti coinvolti nel gioco di prestidigitazione che ha fatto scomparire nel nulla miliardi di Euro ?? Noi, no !

7. Due esempi concreti di Blocco di Potere

Per dare un’idea del funzionamento concreto, « sur le terrain », del sistema dei Blocchi di Potere, impersonati dal gioco degli Amministratori in comune (anche se concretamente alcuni di essi riscuotono I gettoni di prresenza e… qualche cosetta d’altro, giusto per essere lasciati sonnecchiare in pace durante le deliberazioni del Consiglio), si propongono due esempi, tratti dal nostro campione « petrolio ».

Primo esempio

Società petrolifera indicata sotto la lettera di codice B, con ricavi annui di circa 180 miliardi di dollari.

Nel proprio seno : 6 Amministratori in comune con Banche e società d’investimento degli Stati-Uniti (tanto per fare qualche nome : Bank of America, Morgan Stanley, Bank One e poi, con tre Amministratori in comune, la Goldman Sachs) e 4 Amministratori in comune con banche europee (due inglesi : la Barclay’s e la Royal Bank of Scotland, una svizzera, la Ubs e una tedesca, la Commerzbank).

Totale : 10 Amministratori bancari !

E sono tutte tra le prime banche del pianeta che per esempio, si piazzano tutte davanti alla prima banca italiana, la Intesa, che pure registra ricavi di oltre 17 miliardi di dollari.Siedono nel Consiglio del gruppo petrolifero in parola gli Amministratori dei due « leader » mondiali assoluti, dell’automobile e della informatica, rispettivamente le americane General Motors e Ibm, inoltre gli Amministratori di società americane delle nuove tecnologie e delle telecomunicazioni, come Motorola, Intel,Sbc Communications, per non parlare dei colossi della farmaceutica come l’inglese Glaxosmithkline e lo svizzero Roche e…cosi’ via.Tirando le somme, il Blocco di Potere che si dirama dal nostro gigante petrolifero supera i 900 miliardi di dollari in ricavi annui e, forse, nel momento in cui scriviamo, ha raggiunto (grazie alla « fortunata »guerra del petrolio, naturalmente fortunata per il petrolio e il suo prezzo, tenuto costantemente molto alto cioè sopra i 30 dollari il barile) il Prodotto Interno Lordo (PIL) dell’Italia.

Secondo esempio

Società petrolifera indicata sotto la lettera di codice C, con ricavi annui di circa 180 miliardi di dollari (praticamente dello stesso livello della società considerata nel primo esempio).

Nel proprio seno : due Amministratori in comune con il più possente gruppo assicurativo-finanziario tedesco (Allianz) e poi Amministratori in comune con i gruppi bancari-finanziari seguenti :

a)        la Deutsche Bank

b)        un gruppo assicurativo francese di cui non si puo’ fare il nome, perchè implicato nel settore degli armamenti per oltre un miliardo di dollari (secondo lo studio di Kristof Clerix nel mensile « netwerk Vlaanderen », novembre 2003 ; Mondial magazine, Vlasfabriekstraat 11 – 1060 Brussel, tel. 003225361977)

c)        due gruppi bancari olandesi, Abn-Amro e poi…di cui non si puo’ dare il nome, per ragioni indicate nella lett. b),

d)        tre gruppi inglesi notissimi : Lazard Freres, i Lloyd’s e poi Hsbc, la cui filiale a Istanbul è caduta (chissà perchè ? sarebbe interessante saperlo) nel mirino dei terroristi islamici,

e)        due gruppi bancari sauditi che probabilmente fanno capo alla stessa holding.

Oltre al forte coinvolgimento bancario-assicurativo, il gruppo petrolifero del presente esempio annovera tra i propri Amministratori quelli della Ibm (che, come visto sopra, è presente anche in B), della British Telecom, della British Airways, della Klm olandese, e di altre società  olandesi come Akzo Nobel e Philips. Non mancano gli Amministratori di società cruciali come Bertelsmann oppure la Emerson Electric-Usa, presente pure nella società B.Infine fanno piena luce sui rapporti tra petrolio e automobile i due Amministratori in comune con un notissimo costruttore bavarese, la BMW.

Notiamo che, per necessità di sintesi, il nostro elenco è incompleto.La dimensione globale del presente Blocco di Potere si aggira sugli 800 miliardi di dollari, con tendenza all’aumento.

 8. Una domanda

Abbiamo citato i casi di soltanto 2 società del nostro campione de « i Magnifici Sette » per mostrare come il sistema funziona e per giustificare una domanda: chi è cosi’ candido da poter affermare che l’immenso potere tentacolare planetario che scaturisce dal connubio della Non Santa Trinità’ tra petrolio, armi e finanza, non abbia il potere di orientare, forse di determinare, le politiche economiche e, soprattutto, militari dei principali Stati del globo ?Per precisare meglio il contesto e quindi il contenuto specifico della domanda, notiamo che il gigante petrolifero del nostro secondo esempio, indicato sotto la lettera C, costituisce un caso eccezionale, perchè è l’unica società tra le 7 del nostro campione, nella quale prevalgono gli europei. In tutti gli altri 6 gruppi del campione, la supremazia statunitense è preponderante, quando, come nei casi di A,E,F non è semplicemente totalitaria ed esclusiva.

 9. Un giocatore di scacchi solitario : una partita incominciata. Senza fine ?

Guardando il nostro pianeta da un punto razionale e spirituale lontanissimo, fuori dalla nostra galassia, « tout se passe comme si » un giocatore di scacchi solitario per ammazzare solitudine e noia (e, al passaggio, qualche migliaio, qualche milione, qualche miliardo di esserini minimi, cioè di uomini), si divertisse a giocare una partita solitaria, dando ora ai Bianchi ora ai Neri il destro d’infliggere colpi letali all’avversario, tra lo schiamazzo televisivo di Media ebbri di retorica e demagogia populista. Nel gioco il Re dei Bianchi (chiamati anche crociati) è rappresentato dall’eroico purissimo simbolo della democrazia filmato con il giubbotto di valoroso combattente, mentre il Re dei Neri è l’infame fondamentalista Oussama Ben Laden !

La scacchiera è il pianeta. Ognuno ha i suoi vassalli, il Re dei Bianchi dispone di Capi  e Capetti di Stati più o meno deboli e velleitari, ma che urlano a gara per sopraffarsi, a voce naturalmente, l’un l’altro, mentre il Re dei Neri dispone di masse fanatiche e frustrate. Lo « scacco matto » appare purtroppo impossibile, nonostante le dichiarazioni menzognere, in quanto la morte fisica (o anche semplicemente mediatica) di uno di questi due Re non significherebbe niente, perchè il suo successore è già in lista di attesa in un tubo di lancio mediatico. Il gioco potrebbe continuare all’infinito perchè i mezzi finanziari e tecnici sono praticamente illimitati. E poi nel pianeta ci saranno presto quasi 6 miliardi di pedine, disponibili per la partita, di esserini minimi da usare e ammazzare !Sarebbe mai possibile far cessare questo gioco al massacro, in senso non metaforico, ma meramente letterale ? le nuove forze sprigionate dal processo di globalizzazione possono essere riunite, in qualche modo, per esercitare un ruolo positivo a fini di pace, di sviluppo, di sviluppo pacifico ? nell’opera citata (R. Linda, « Global ? Yes ! » e nelle relative « Chiavi di lettura ») sono esaminate prospettive e soluzioni possibili. In questa sede occorre concentrarsi sul ruolo specifico che devono svolgere le forze politiche europee. Non gli Stati nazionali, ma l’Europa è la sola sede nella quale la politica, di fronte alle sfide della globalizzazione, puo’ apportare qualcosa di costruttivo.

10. Promuovere una « Nuova etica della trasparenza »

In concreto :

I cittadini europei sono d’accordo (ma è stato loro mai richiesto, nonostante la moltitudine di sondaggi, anche perfettamente cretini ?) per consentire che i loro risparmi, capitali, investimenti servano al nostro « Giocatore di scacchi solitario » per giocare alla guerra, al massacro, alla distruzione ? è logico che i pingui frutti del progresso tecnico e le ancora più pingui rendite del monopolio petrolifero vengano disinvoltamente dissipate per fabbricare armi e ordigni di morte, che necessariamente, a un certo punto, saranno impiegati « in corpore vili », invece di essere destinate e fruttificate al fine dello sviluppo economico sostenibile del pianeta ? che cosa si puo’ fare perchè le mega-banche e le mega-assicuraratrici tengano in qualche conto volontà e scelte d’investimento dei propri clienti, singoli cittadini, invece di continuare ad abusare del proprio potere contrattuale assoluto ?  come e in qual modo si puo’ ottenere che le scelte in parola, dei singoli cittadini e risparmiatori siano fondate su una conoscenza significativa dei fatti e strutture reali e dominanti, a livello globale, e siano  quindi delle « vere scelte », cioè consapevoli, responsabili, razionali ?

Esiste, in fondo un problema di Equità contrattuale, anzi di Logica sinallagmatica cioè : perchè il singolo cittadino che chiede un servizio o un prestito a una banca o a un assicuratore deve piegarsi docilmente a comunicare una caterva d’informazioni confidenziali, dettagliate, cruciali e lui, invece, questo singolo cittadino o risparmiatore de quo non potrebbe avere il diritto di pretendere di conoscere come il suo contraente, banca o assicuratore, gestisca in realtà i propri e altrui fondi e a quali scopi e usi essi siano destinati ? E in quali continenti e nelle mani di quali satrapi o tiranni vadano a finire ? E se servano alla causa della pace ?

Data la complessità, non giova elaborare piani da « Libri dei sogni ».

Urgente e attuabile puo’ invece essere la proposta d’introdurre nel nostro universo culturale e giuridico e nell’arena dell’economia globale, lo istituto della  « Nuova etica della trasparenza ».

« COSA FANNO DEI NOSTRI SOLDI ?  A  CHE  SERVONO ? »

Si prende atto che la globalizzazione è un processo irrefrenabile e che non esiste finora una vera strategia europea per affrontare le sue sfide.Egoismi conservatori, velleità autarchiche protezionistiche portano verso il disastro sociale a medio termine. Invece la battaglia per una « Nuova etica della trasparenza » (N.E.T.) puo’ costituire il primo passo per formare un embrione di strategia europea non perdente in anticipo e forse vincente. I giovani (e meno) di oggi, in vita attiva, non possono più contare sulla perennità del posto di lavoro nè su una vera pensione sicura. E’ la realtà del mondo globalizzato di domani. Incontestabile !!! Si dovrà dunque risparmiare sempre di più (obiettivo condiviso e in buona realizzazione), ma si dovrà soprattutto saper scegliere per investire meglio, per non trovarsi alla fine della vita lavorativa in posizione precaria, di cui (non) potrà, (nè) dovrà farsi carico lo Stato (già) Provvidenza !Tuttavia osta a una scelta effettiva l’attuale opacità delle Strutture Globali, industriali, commerciali, soprattutto bancarie, finanziarie, assicurative, dei fondi d’ivestimento  e di pensione, le quali, con discrezione assoluta, senza obbligo di render conto puntuale, decidono come e dove impiegare i propri proventi e i capitali loro affidati dai cittadini e risparmiatori ignari ! Con sequela miliardaria di scandali, frodi, ruberie (Enron, WorldCom, inchieste di Eliot Spitzer per non parlare di  Cirio e Parmalat.In epoca di globalizzazione, esiste un diritto fondamentale in una vera democrazia : quello di permettere al singolo cittadino europeo, anche se non particolarmente esperto tecnicamente, di poter scegliere i settori, mercati e paesi dove verranno effettivamente impiegati i propri capitali... E da chi !Per esempio, il cittadino puo’ non gradire che la propria banca o assicuratore o altra istituzione similare impieghi proventi e capitali per fabbricare armi di distruzione di massa o alla spicciolata o artigianali, per foraggiare il progresso tecnico a fini perversi o inutili, per sviluppare processi e prodotti contrari alle proprie concezioni etiche o religiose oppure, infine, e nella migliore delle migliori ipotesi, per creare posti di lavoro in paesi lontani che distruggeranno occupazione e benessere nell’Unione Europea, nella propria regione, città, villaggio.Daltro canto una politica di diversificazione degli investimenti, per aumentare la loro sicurezza nel lungo termine richiede delle società di grandi, anzi grandissime dimensioni, la cui attività sia illuminata a giorno dai riflettori dell’opinione pubblica, che deve conoscere le imprese e società in cui sono coinvolti gli amministratori dei maggiori colossi bancari, finanziari, industriali, Soltanto un sistema fondato sulla Etica della trasparenza è in grado, senza provvedimenti dirigistici, di assicurare tale diritto fondamentale. In epoca di globalizzazione, la battaglia per una nuova etica della trasparenza ha lo stesso valore che ebbe quella per il suffragio universale nell’Italia giolittiana agli albori della rivoluzione industriale.

A nuove rivoluzioni si addicono nuovi diritti e nuove libertà contro i nuovi abusi di potere antidemocratici

da Gianni Copetti - Presidente Avanti Europa

 

 RIPROPONIAMO ...... UN PROGETTO DI LUNGA DURATA ....
 
UN GRANDE PARTITO SOCIALISTA CI SARA' ANCHE IN ITALIA ...... I GIOVANI HANNO IDEE CHIARE E NON MANCANO, GLI UOMINI DI ESPERIENZA E CULTURA NEPPURE ....
 
Giovani e meno giovani uniti in un progetto Socialista di lunga durata !
 
 
Non servono le accelerazioni "pericolose", al contrario ci vuole coerenza, esperienza, e nessun interesse personale !
 
Lavorare per un grande progetto politico è quanto emerso con forza dall'assise promossa dalla Costituente Pse e da Socialismo è Libertà, che si è svolta Sabato 21 Febbraio a Pianoro ( Bologna ) : riaffermare il primato della politica scardinando l'attuale sistema che, prendendo come esempio un modello di partecipazione alla vita democratica di un paese di stampo Americano, vorrebbe la semplificazione dei Partiti e di conseguenza delle politiche sociali, civili e un crescente divario tra cittadini e politica. Con forza, giovani e meno giovani provenienti da tutta Italia, hanno affermato che  non è certo superata l'esigenza di una forza socialista per il nostro paese, al contrario l'unica alternativa a una politica che sempre più vede protagonista un economia incontrollata che non tiene certamente conto degli interessi dei cittadini.
 
<< Boselli lavorando per il " Partito di Prodi "( come da lui definito ) ha definitivamente dato per superata una presenza socialista e De Michelis se pur manifestando l'esigenza di una presenza socialista, riaffermando l'alleanza con il centro-destra ne snatura invece il ruolo e contribuisce alla lacerazione di un secolo di storia e di una cultura >> questo quanto emerso dall'insieme degli interventi.
 
<< Il nostro ruolo e il nostro progetto è di lunga durata >> hanno ribadito con forza i giovani << la diaspora socialista non esiste se non per qualche dirigente che ne trae profitto personale, e a noi queste divisioni non interessano, siamo socialisti non per nostalgia, ma perchè coscienti dell'importanza di una presenza socialista di fronte le scelte del nuovo millennio e saranno i cittadini a chiederci di andare avanti.....>>.
 
Una giornata che promuovendo un progetto per il futuro ha portato ad alcune riflessioni riguardo tangentopoli, in maniera diversa rispetto il solito, una speculazione di grandi interessi e una onda cavalcata da interessi di molte parti politiche e non, ma anche un errore di gestione dell'allora Partito Socialista che vedeva la presenza di molti "non socialisti" nei posti di dirigenza.( Tutti ricordiamo " I nani e le Ballerine " frase dell'On. Rino Formica).
L'analisi degli ultimi 12, dopo gli avvenimenti giudiziari, definiti come gli anni della mancanza del primato della politica, gli anni della falsa semplificazione che accentuando invece gli scontri di posizione personale hanno trascurato gli interessi del paese e dei cittadini.
Da qui l'elaborazione di un progetto per il futuro e l'esposizione di numerose relazioni tematiche e proposte con l'intento di riportare, come naturale, i contenuti e la loro elaborazione quali cardini di un progetto possibile solo nella riaffermazione del primato della politica.
 
Infine è stata data una risposta alla domanda che faceva da titolo della giornata " Scontro Generazionale ? " << Non scontro tra generazioni, ma esigenza invece di un forte legame tra giovani che rappresentano il futuro e meno giovani che rappresentano la storia e la cultura socialista elemento fondamentale all'elaborazione di un progetto futuro...
Scontro generazionale, costruttivo, si invece, accentuato dai giovani, nei confronti di quei dirigenti politici che snaturando il loro naturale ruolo di continuità politica affermano i loro soli interessi personali. >> questo quanto emerso dalla giornata di Sabato 21, che nonostante le intemperie metereologiche e numerose problematiche di treni e aerei ha visto partecipazione e al contrario del solito unità e grande consapevolezza degli sforzi necessari con cui dovranno scontrarsi i socialisti nella costruzione di un grande Partito Socialista come esiste in tutta Europa.
 
 
Alcuni Momenti ( Pianoro - Bologna 21 Febbraio 2004 ) 
 
 
Alcuni Momenti ( Pianoro - Bologna 21 Febbraio 2004 ) 
 
 
Alcuni Momenti ( Pianoro - Bologna 21 Febbraio 2004 )