"ULTIME NEWS" 
24 Giugno 2003  - da Stampare e distribuire -

 
ROMA 20 GIUGNO - HOTEL PALADINO
 
Direttivo Nazionale "Socialismo è Libertà "
 
 
 

Si è svolto a Roma, Venerdì 20 Giugno presso l'Hotel Paladino, il Direttivo Nazionale dell'Associazione Socialismo è Libertà.

Al partecipato incontro hanno preso parte i rappresentanti dell'Associazione provenienti da ogni regione d'Italia e molti giovani.

La riunione si è divisa principalmente in due parti, la prima dedicata ad alcuni temi di attualità politca ( La Politica Internazionale, L'ugualianza e la inegualianza, La solidarietà sociale e la coesione sociale, L'assetto Istituzionale, Il sistema Italia, La sinistra e la chiesa, ecc.. ), mentre la seconda a lasciato la parola ai presenti e la discussione è divenuta di carattere organizzativo e di progettualità politica.

Un ottimo mix per portare la cultura socialista al centro delle grandi sfide di oggi.

Molto significativa la presenza e il contributo della Uil che grazie al suo radicamento nelle strutture sociali ha contribuito ad arricchire di contenuti della giornata.

Obiettivo il superamento della diaspora socialista per poter guardare avanti.

L'Associazione, ormai presente in tutte le regioni d'Italia e in moltissime provincie, a tre mesi dalla nascita si da appuntamento a Settembre per una grandissima Assemblea Nazionale.

Intanto continuerà il lavoro nelle realtà di tutta Italia, con molto entusiasmo grazie anche alle inaspettate partecipazioni ad ogni presentazione locale.

Dopo anni senza un progetto, oggi i Socialsti sembrano aver ritrovato la giusta strada e di questo un importante merito è da attribuire all'energico Rino Formica.
 

 
 ROMA 14 GIUGNO - HOTEL MOVEMPICH
 
Incontro dei Giovani della Costituente Pse
 
<<Il nostro progetto : Socialismo è Libertà ">>
 

Delbene : << Un grande Partito Socialista non perchè lo vogliamo noi, bensì perchè sono gli Italiani a chiedercelo senza saperlo. Infatti l'unica politica in grado di dare risposta alle grandi sfide di oggi tenendo conto delle esigenze della maggioranza dei cittadini e quella Socialista Riformista.>>

 

 Si è svolta Sabato 14 Giugno a Roma presso l'Hotel Movempich la riunione dei giovani della Costiente Nazionale Pse.La giornata, alla quale hanno preso parte giovani rappresentanti di tutte le Regioni d'Italia, si e divisa principalemente in due parti una di carattere organizzativo e una di progettualità politica.I giovani hanno con forza ribadito il loro impegno al fine della costruzione di una grande forza poltica Socialista, l'unica a loro avviso capace di dare risposta alle grandi sfide della società di oggi.

 

 Il progetto poltico e quello espresso dall'Associazione Socialismo è Libertà di cui i giovani sono tra i fondatori.

A loro avviso molto significativo e fondamentale è il ruolo che si sono imposti di assumere all'interno dell'Associazione presieduta da Rino Formica, ovvero essere stimolo per il superamento della diaspora socialista al fine di poter guardare avanti.

 

 

 In quattro ore e mezzo si è sviluppato un dibattito ricco di proposte, speranze e conferme, arricchito dalla presenza di un ospite graditissimo come il Presidente della Commissione rapporti con il Territorio di SèL, L. Delfino, che dopo il suo intervento e dopo aver portanto il saluto di Rino Formica ( che non ha potuto prendere parte all'incontro per motivi soppravenuti ),  ha ribadito la grande fiducia dell’Associazione affinché si realizzi un nuovo protagonismo giovanile, si è intrattenuto con i responsabili regionali, dispensando preziosi e graditi consigli.

 

 Il dibattito è stato aperto dai saluti e ringraziamenti del Responsabile Organizzativo Sandro D’Agostino, che ha introdotto la relazione del Presidente Delbene Daniele, a cui sono seguiti gli interventi dei referenti:

Specchiale Dario per la Sicilia; Nicola Carnovale e Rocca Luigi per la Calabria,    Dell’Alba Francesco per la PugliaPaolo Mora per l’Emilia,  Pezzoli Federico per la LiguriaGiovanni Bossi per il Friuli Venezia Giulia, Giovanni Tressoldi per il PiemontePersichella Maria per il Lazio,   Alberto Bianchi per la Toscana, Picone Fabio per la Campania, Maurizio Fabrizio per l’Abruzzo e tanti altri interventi delle delegazioni partite da tutta Italia.

 

 

 Il dibattito è stato aperto dai saluti e ringraziamenti del Responsabile Organizzativo Sandro D’Agostino, che ha introdotto la relazione del Presidente Delbene Daniele, a cui sono seguiti gli interventi dei referenti:

Vari sono state le proposte programmatiche da approfondire attraverso una campagna di seminari in varie città di Italia per contribuire all’agenda di impegni che proporrà l’associazione Socialismo è Libertà; solo per fare qualche esempio: necessità di una riflessione sulla tutela di diritti costituzionali, come quello all’abitazione, trascurati dalla politica liberista degli ultimi anni, modifiche al sistema elettorale e agli istituti referendari (rivalutare i lavori della Bicamerale-D’Alema sul referendum propositivo), nuovo statuto dei lavori, prospettiva della autonomia socialista, ed altro ancora.

Alla fine dei lavori è stata accolta la proposta di realizzare nei mesi successivi all’estate quattro iniziativa pubbliche nelle città di Genova, Parma, Vibo Valentia, Catania.

 

 
( * NELLA PROSSIMA EDIZIONE PUBBLICHEREMO TUTTE LE FOTO DELLA GIORNATA )
 
 

CAMPANIA
 
IL MATTINO
 
Socialisti a convegno con Conte

Il movimento «Socialismo è libertà» ha organizzato per domani alle ore 18, presso l’Hotel de la Ville, un convegno sul tema «Per l’Unità dei riformisti irpini». Al convegno parteciperanno l’ex senatore Modestino Acone, e gli ex ministri del Psi Carmelo Conte e Claudio Signorile. L’incontro sarà l’occasione per fare il punto sulla diaspora socialista che anche in provincia di Avellino ha portato ad una divisione che, di fatto, ha disperso un patrimonio di idee e di esperienze. I tre relatori tenteranno di lanciare una proposta programmatica capace di catalizzare nuovamente i socialisti irpini.


BASILICATA
 
GAZZETTA DEL SUD

  

Ieri il battesimo ufficiale. Presente l'ex ministro Signorile
La nuova sfida socialista


Potenza, nasce l'associazione «Socialismo è Libertà»


Potenza «Socialismo è libertà», l'associazione per una cultura laica e socialista fondata, tra gli altri, da Rino Formica, Enrico Manca e Claudio Signorile, da ieri ha preso corpo anche a Potenza. «Non è un partito - ha subito chiarito il coordinatore Michele Cascino - ma si tratta di una libera associazione laico-socialista che vuole dare la parola al silenzio, quello assordante della politica senza anima».
La linea di «Socialismo è libertà» è chiara: «Vuole essere un punto d'incontro per quanti hanno provato l'indifferenza o l'ostilità di una Sinistra settaria ed altera e di quanti non condividono un moderatismo liberale senza idee e coerenza e senza storia». Qui sta la chiave di lettura della ragion d'essere dell'associazione spiegata dall'ex pluriministro socialista
Claudio Signorile: «Sostanzialmente, oggi nei partiti socialisti è una debolezza l'alleanza con la Destra o con la Sinistra e potrebbe essere una forza l'autonomia: questo è quello che noi chiediamo». L'ex vice di Bettino Craxi, presente al battesimo dell'organismo, ha parlato di un ritorno di coscienza, nella gente, che «la diaspora socialista non deve essere considerata né una maledizione né una rassegnazione. È un episodio della storia di questo Paese: non è la prima volta che i socialisti si dividono, né che si ricompongono».
È stato Michele Speranza
, uno dei fondatori del circolo locale, a ribadire che «bisogna favorire il dibattito tra i filoni dei socialisti nei modi e nei tempi possibili per un irrobustimento di una Sinistra di governo». Nel far emergere il concetto di una società giusta che non può prescindere dal Socialismo, Speranza ha concluso dicendo che «occorrono l'impegno e il coraggio delle grandi idealità per favorire una situazione di crescita e di sviluppo del dibattito politico».

 


CALABRIA
GAZZETTA DEL SUD

Il messaggio lanciato nel corso di un incontro al Magistrale
Riunire le anime socialiste

Pier Paolo Cambareri

Recuperare tutte le anime del socialismo in Italia è possibile. Anzi, è necessario se si vuole costruire una sinistra di governo forte, riformista, europea. È questo, in sintesi, il messaggio lanciato ieri pomeriggio dalla nuova associazione politico-culturale “Socialismo è Libertà”. L'esordio vibonese del neo-movimento politico nazionale cui hanno aderito, in provincia, numerosi esponenti politici – tra cui l'assessore ed il consigliere provinciale Alfonso Del Vecchio e Fausto Costa, organizzatori dell'incontro – è stato all'insegna del dibattito, della riflessione sulla cultura della sinistra, sugli aspetti che hanno caratterizzato la storia socialista, sulle prospettive future. Lo spunto per avviare una discussione approfondita su questi temi è stato offerto dalla presentazione dei volumi “L'eruopa dei socialisti” di Antonio Landolfi e “Per un nuovo riformismo” di Michele Drosi, opere che pur muovendosi su linee direttrici differenti, sembrano accomunate da un unico filo conduttore: la convinzione di dover perseguire la strada della riunificazione delle correnti socialiste da tempo divise, incapaci di fare un passo indietro rispetto alle proprie posizioni. All'incontro di ieri pomeriggio hanno preso parte numerosi esponenti politici e istituzionali. Hanno relazionato sui volumi l'on. Pino Soriero e l'on. Pino Napoli, mentre sono intervenuti al dibattito Luciano Prestia, Fausto Costa, Nuccio Iovene, Rosario Olivo, Sisinio Zito. A tirare le somme dell'incontro è stato l'ex deputato, memoria storica e pensatore della sinistra italiana, Emanuele Macaluso, il quale ha insistito sulla necessità di costruire in Italia un partito della sinistra che si contraddistingua proprio per la sua componente socialista e riformista. «Le forze sul territorio ci sono – ha dichiarato – ma sono separate. Il socialismo riformista ha la carte in regola per riunire e contribuire alla formazione di una sinistra governativa forte, di carattere europeo».

(domenica 8 giugno 2003)
 
 

LA NAZIONE
 
Menchetti invita i socialisti all'unità
Plauso al neosindaco
 
 

MASSA — I socialisti bistrattati e divisi hanno raggiunto in Provincia una percentuale superiore al 15%. Come Socialisti

Autonomia abbiamo voluto interpretare il disagio di tanti compagni e, nonostante il poco tempo ed un'organizzazione limitata, abbiamo raggiunto lo scopo di avere una nostra rappresentanza in consiglio comunale che contribuirà a renderci visibili nel nostro lavoro mirato alla riunificazione dei socialisti, (...) con impegno nell'associazione "Socialismo è Libertà". Noi Socialisti Autonomia abbiamo cercato un'intesa con i locali dirigenti del Nuovo Psi, sforzandoci di convincerli che la loro collocazione è antitetica ai nostri valori, facendo leva su una candidatura comune, autonoma e socialista, sia al Comune che alla Provincia. Un progetto che gli elettori avrebbero premiato. Al contrario, il sindaco di Aulla porterà al consiglio provinciale la sua disfatta personale (...). Nella nostra provincia, i Socialisti Democratici Italiani rappresentano la forza socialista più consistente. Sia noi che lo Sdi siamo legati a valori comuni, ma divisi sul principio dell'autonomia che per noi è un valore primario. (...) La vittoria del sindaco Neri ci appare inequivocabile e di buon auspicio, così com'è maturata, considerandola il successo di un consapevole oppositore della passata amministrazione, di cui diventò unico capro espiatorio da immolare al "non governo Pucci" di questi ultimi quattro anni. (...) Vogliamo misurarci con la nuova amministrazione, prestando la massima attenzione, garantendo la nostra disponibilità per una fattiva risoluzione dei problemi.


Anselmo Menchetti
 

CALABRIA
GAZZETTA DEL SUD
 

 

SI RIUNISCONO A LAMEZIA I FONDATORI DI “SOCIALISMO è LIBERTà”

«Non vogliamo un nuovo partito ma rilanciare il riformismo»

LAMEZIA – È operativo anche in Calabria il movimento “Socialismo è libertà”, costituito a Roma da “padri storici” del socialismo riformista italiano. Oggi il movimento butta le basi anche nella nostra regione. Ed i quaranta soci fondatori del movimento in Calabria si sono ritrovati a Lamezia Terme per una analisi della situazione politica e per definire nell'immediato gli obiettivi che si pone di raggiungere in sede regionale con una proiezione di carattere nazionale. Tra gli aderenti Sandro Principe, Salvatore Frasca, Salvatore Mundo, Rosario Olivo, Bruno Dominijanni, Pino Napolo, Aldo Casalinuovo, Alonso del Vecchio Sisinio Zito, Stefano Birilli, Luigi Sbarra e tanti altri ex socialisti che militano all'interno dell'attuale centrosinistra. Ma perché nasce “Socialismo è libertà”. «Perché – spiega Sisinio Zito, uno dei fondatori del movimento – oggi nel nostro Paese c'è un deficit di cultura riformista. Socialismo è libertà è – precisa Zito - una associazione politico-culturale. Per cui non soltanto non vogliamo mettere su un nuovo partito, ma vogliamo invece porci come elemento di collegamento fra i socialisti che sono nei vari partiti del centrosinistra, cioè nello Sdi, Ds o che non sono in nessun partito. Con l'obiettivo di dare una potente iniezione se ci riesce di cultura riformista in questo Paese». Anche perché «dal '92 è venuta meno la cultura del riformismo. Nè i Ds sono diventati – ha precisato ancora Zito – come molti di loro pensavano, il grande partito riformista». E per l'ex senatore socialista «senza una salda, vasta, diffusa e convinta cultura riformista il centrosinistra non ha speranza nel nostro Paese. Laddove «Il centrosinistra non è una coalizione anti Berlusconi, bensì una proposta di riformismo cattolico, laico, socialista. Del resto l'Italia è un caso anomalo in Europa: in tutti i Paesi europei c'è un grande partito riformista che sta a sinistra. Cosa c'è di particolare in Italia per cui non ci debba essere una grande partito riformista socialista nel nostro Paese? Questa è l'anomalia negativa che credo tutti dobbiamo contribuire a superare». (g.n.)

(martedì 17 giugno 2003)
 
 
BREVI ma IMPORTANTI
 
Lunedì 23 giugno 2003 ore 19.00 Hotel Tiziano - sala Tiziano
 
Incontro con Formica e D'alema

 

Incontro con Rino Formica e Massimo D'Alema, questa sera, all'hotel Tiziano. L'iniziativa è promossa da «Socialismo e Libertà» e dalla Fondazione di cultura politica «Italiani Europei».
Il confronto si svolgerà alle 19 e sarà coordinato da Giuseppe De Tomaso, vice direttore della Gazzetta del Mezzogiorno e da Adelmo Gaetani, vice direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia.
Nel corso dell'incontro, cui interverranno politici, amministratori ed esponenti dei partiti, verranno affrontate alcune delle principali attualità che interessano la vita politica e le prospettive del paese.

 Iniziative Costituente Pse Roma 14 Giugno continua ...

 
Estratto dalla relazione all’incontro organizzativo della Costituente PSE per Socialismo è Libertà. (BOZZA)
 
 
D'Agostino

 … Ancora una volta c’incontriamo con la consapevolezza di non voler, e non poter, dare risposte certe; alle false convinzioni preferiamo continuare ad interrogarci. La domanda di oggi, e di domani, è la seguente: Noi giovani, noi che possiamo essere i futuri dirigenti (di futuri partiti?) come possiamo contribuire alla causa socialista insieme a Socialismo è Libertà?

 

Oggi possiamo provare insieme ad abbozzare una risposta.Io direi che siamo chiamati a colorare l’Associazione. Colorarla significa farla uscire delle fosche tinte della politica, significa liberarla dal pantano della perenne polemica fra socialisti, significa anche costruire lenti diverse per coloro che guardano all’Associazione con occhiali distorti, intravedendo nel riformismo il grigiume del vestito di un dirigente in giacca e cravatta, per fargli scoprire le tonalità forti di noi uomini liberi.

Non so dare risposte su che via percorrere, ho una sola certezza: dobbiamo abbandonare la discussione su che casa politica costruire. Non  interessa più a nessuno se confluire in una Casa dei Riformisti (per uccidere definitivamente la politica), o litigare per una Casa comune dei Socialisti. Fate attenzione, è chiaro che sono il primo a volere, ed a lavorare, al superamento della diaspora socialista, ma non lo faccio per la nostalgia di persone, che sono  stati i transfughi  ieri, ed i servi di oggi; m’impegno semplicemente perché è l’unica via per poter occupare, nello scacchiere della politica, quell’area laico socialista, da troppi bistrattata,  e da nessuno seriamente rappresentata.

Certamente avremo successo se ci faremo carico di occuparci della costruzione della Casa, ma casa come diritto oggi negato, se diremo no ad un vergognoso sistema di strozzinaggio, se non lasceremo la difesa di questo fondamentale diritto a chi, incapace di una soluzione riformista, giustamente fa quello che può, meglio di noi inetti, e le case le occupa.

            Socialismo è Libertà, allora proponiamoci come difensori di tante libertà negate. Libertà, per chi è omosessuale, di poter vivere dignitosamente la sua vita con il compagno a la compagna che preferisce. Libertà per uno studente di poter scegliere la località in cui studiare, e qui ritorna il problema della casa, infatti, se una stanza costa 300 euro l’unica libertà concessagli è quella perdere un’opportunità, scegliendo se gridare per la vergogna o tacere perché nessuno vuol sentire il suo grido di dolore.

Una società che nega le opportunità non è una società socialista. Noi, invece, ci siamo uniti per costruire una società socialista.Io concludo, e  credo di poterlo fare leggendovi quanto scrissi a Rino Formica quando ufficialmente, 5 mesi fa, iniziava la nostra avventura.

“… Di sicuro avverto difficoltà, ohimè, ballerine nei nostri ambienti non ne circolano più; i nani sì quelli son rimasti e dovremo farne i conti. … Ai nani di cui parlavo, a chi si dedica alla sterile polemica che non merita ascolto, immiserendo il generoso lavoro di compagni delle province di tutta Italia,  vorrei dire tante e troppe cose, ma so che non mi ascolterebbero. Loro, zerbini con i potenti, forse, neanche capirebbero, allora lascio che il mio pensiero sia comunicato dalla parola di un maestro del Diritto Commerciale, Cesare Vivante  - (solo gli stolti non lo ascolterebbero!) - che sulle pagine della nostra Critica Sociale scriveva:

 “L’unico modo per rendere immortale la vita è di fonderla con le altre vite che vivono nella nostra età, di continuarla nelle altre vite che piglieranno il nostro posto sovra la terra; di prodigare ad esse i frutti della nostra esistenza, di identificare le voci dell’anima nostra con quelle dell’anima collettiva. Allora, nel sentimento che la vita continua, le energie del lavoro divengono spontaneamente più intense e più liete, perché non si lavora pei subiti successi, coll’ansia tormentosa di non raggiungere il premio, ma serenamente, fiduciosamente, per maturare risultati lontani, a lunga scadenza, come se non si dovesse mai morire, ed è questo il lavoro più eletto … Allora nel sentimento che la vita continua, … la morte si consola colla visione di una immortalità più virile e più pura di quella che abbiamo appreso dalla fede e dalla poesia. …”.

 Cari Compagni, Buon lavoro, la strada da percorrere è ancora lunga.

 Sandro D’Agostino - Resp. Org. Costituente PSE

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Informiamo che chiunque può inviare un proprio commento a:
 Lettera 1

 
IMMUNITA'
 

  E’ mio parere che gli esempi ed i messaggi in una società siano fondamentali quanto in una famiglia, e se in quest’ultima sono o dovrebbero essere promotori i genitori, nella società sono o dovrebbero essere chi governa, a tutti i livelli. Quest’ultimi più alti sono, maggiore è la responsabilità.

E’ innegabile che l’escaletion dell’abbrutimento sociale ha avuto un crescendo senza eguali, soprattutto se si pensa ai mezzi sia conoscitivi sia distruttivi del presente.

La situazione nazionale non è di meno a quella mondiale, questi risultati di fatti lasciano pensare senza alcun dubbio che i promotori d’esempi e messaggi, inviati a largo raggio da una spettacolarizzazione della politica di bassissimo spessore, abbiano grosse responsabilità.

Una scena con i riflettori accesi su primi attori che hanno trasformato la politica in uno show che “diverte” sempre meno e che va trasformandosi, sempre più, in una ridicola farsa, mai vista prima.Una scena dove gli argomenti principali non sono il lavoro che diviene, per molti, una chimera invece di un diritto a tutela della dignità, dove l’economia non è rivolta all’interesse generale ma a quello particolare, dove le pensioni sono a rischio, la salute un lusso e il paese tutto allo sbando. 

Vediamo, quotidianamente, interpretare copioni zeppi di monologhi fine se stessi e per se stessi, dove tra rogatorie, Cirami, falso in bilancio, immunità parlamentare ecc. ecc.., noi cittadini siamo divenuti spettatori attoniti nel subire, anche, un Presidente del governo che protesta sempre più con arroganza quando è protestato, ultimamente prima a Milano e poi Bari dove un gruppo di “disobbedienti” pare abbiano gridato al premier “ buffone..” .

Ricordo, il bravo comico, Pippo Franco quando in una puntata del suo programma, trasmesso alcuni anni fa dal teatro Margherita di Roma, ironizzò sui politici di allora “maltrattandoli” pesantemente e quando simpaticamente (all’epoca presidente del Consiglio Craxi) affermò: “… ora mi chiameranno buffone…io ..si, disse, ma non sono al Parlamento. Mi risulta che nessuno segnalò le sue generalità per querelarlo. Si legge sui quotidiani di questi giorni che “ chi offende il premier sarà perseguito”, poiché, si dice, che rappresenta tutto il paese. Che pensare allora e che fare, chiedo, a chi in passato ebbe a dichiarare che con la bandiera italiana, che sicuramente rappresenta tutto il paese, (tranne, forse, per i padani?) si sarebbe pulito una parte poco nobile del proprio corpo? Mi risulta che al momento è un Ministro.Politici d’altri paesi come ad esempio Nixon accusato d’aver mentito o Clinton per rosee vicende, trascinati in tribunale per fatti che a confronto a quelli nostrani sembrano marachelle dei nipotini di Paperon dei Paperoni, non mi risulta che abbiano attaccato magistratura e media, o come il tedesco Kooll che rassegnò le dimissioni, come la logica ma soprattutto la responsabilità, il buon senso e le regole democratiche impongono.

L’elenco d’esempi sarebbe lungo da citare. E’ triste e sconcertante costatare la caduta, inesorabilmente, in verticale dell’etica.Quella che non è e non vuole essere moralismo o giustizialismo, ma etica che rivendica il rispetto delle regole fondamentali della convivenza civile, della democrazia e dello stato di diritto.E’ amaramente sotto gli occhi di tutti che quei principi fondamentali, fissati dai padri della

Costituzione, siano calpestati proprio da chi dovrebbe essere garante e difensore della loro incolumità.Mai come oggi vien voglia di apporre un grosso punto interrogativo alla fine della frase “la legge è uguale per tutti?”.Si vive nella confusione più totale tra esempi e messaggi deleteri, dove le regole e i principi della democrazia divengono abiti da cucire ed adattare alla bisogna del momento.Tutto sembra cadere nella volgarità, tutto sembra inficiato.Mi chiedo quale eredità stiamo costruendo o abbiamo costruito per i nostri ragazzi.Quando una decina d’anni fa il terremoto politico battezzato con il sostantivo di tangentopoli crocefisse un’intera classe politica per dare una svolta di trasparenza e pulizia “etnica” credo che molti si chiesero cosa ci sarebbe stato dietro l’angolo.Siamo giunti, ed è mio parere che all’angolo è stato posto un intero paese.La nostalgia dei grandi statisti, che rappresentarono con onore il nostro paese conquistando credibilità e rispetto, è tanta, come anche il rimpianto di non averli, forse, apprezzati nel presente del loro agire, ma succede sempre così, soprattutto nel nostro paese, solo quando qualcuno viene a mancare se ne apprezza la qualità e se ne riconosce la statura.Ho, non poco, faticato a spiegare ai miei ragazzi come mai è indagato un presidente del consiglio proteso a sfornare leggi a sua tutela e non solo, e come può, anche, sentenziare sull’esito di processi ripromettendosi di fare qualcosa verso questa magistratura a suo dire politicizzata e di parte.Si ripropone il ripristino dell’immunità parlamentare, qualcuno ha parlato anche per assessori e sindaci. Chiedo: ma che paese è mai questo? Che paese è mai diventato? E’ questo forse il riformismo di cui si parla da tutte le parti? Se cambiamenti devono esserci dovrebbero, quantomeno, interessare temi di primaria necessità per tutti i cittadini.Come può rimanere al suo posto e governare un qualsiasi soggetto indagato dove sussistono pesanti indizi? E’ vero, anche, che una persona è innocente finché non si è concluso il processo d’ultimo grado ma è pur vero che chi ricopre cariche di governo, a tutti i livelli, dove le proprie azioni investono i destini d’intere comunità debba essere garante ed esempio d’integrità morale senza ombra di dubbi, impossibile da attuare nel momento in cui la persona coinvolta è investita da sospetti ed indagini a suo carico.

Le dimissioni dall’incarico affidatogli dovrebbero essere d’obbligo e dovere, sino al momento dell’accertamento d’innocenza o colpevolezza, non il contrario che con l’immunità porterebbe il cittadino a pensare d’essere governato da persone di dubbia morale con deducibili conseguenze, ancor più grave se tutto ciò è accompagnato da comportamenti e dichiarazioni disinvolte.

“Chi offende il premier sarà perseguito” riportava la stampa del 14 u.s. Chiedo: e chi offende il cittadino? Quando, ad esempio, chi governa, a tutti i livelli, facilmente si aumentano stipendi, ad esempio, da ventimilioni di vecchie lire ed anche più, mentre c’è chi si appicca fuoco perché non ha lavoro e a perderlo sono in decine di migliaia. Quando ci si dimentica per anni dei terremotati, quando le scuole crollano per inadempienze e incurie decennali seppellendo bambini innocenti. Quando chi paga le tasse e fa l’onesto ha in cambio ospedali da terzo mondo, quando non si è più sicuri in casa propria, quando in un paese, tra le prime potenze mondiali, ha pensioni e stipendi da fame, quando per interventi vitali si è costretti a fare le questue e appelli, quando si spendono miliardi in opere inutili, per citarli tutti i <<quando>> non basterebbe la Treccani.

In quanto all’offesa verso il premier, poi, il Devoto così spiega il sostantivo buffone:<< in passato persona addetta a rallegrare coi suoi lazzi le feste, i conviti o le giornate dei signori. Chi parla e si comporta in modo da far ridere alle sue spalle o da indisporre per l’inopportuna voglia di scherzare o la mancanza di serietà nei rapporti umani>>.

Nella trasmissione di Ballarò”, del 13 maggio u.s., su rai tre si è potuto vedere il premier mentre raccontava barzellette con il palese intento di far divertire e ridere i presenti tirando in ballo, con battute sarcastiche, anche le mogli dei magistrati, in passato, mi pare, ha esibito corna in incontri internazionali.Credo che sia d’obbligo riflettere e come il buon senso, il dovere e la responsabilità impone cercare in tutti i modi di ritracciare strade dove regole e principi democratici siano guida del nostro vivere civile, per rispetto ai nostri figli, della propria dignità e per poterci definire, senza ombra di dubbi, ancora cittadini e non sudditi. Sinceramente il sostantivo su citato più che offensivo lo trovo inadeguato da rivolgere ad un premier che, onestamente, per quel che mi riguarda non mi diverte affatto soprattutto per <<l’inopportuna voglia di scherzare>> in un momento in cui il paese vive con non pochi e gravi problemi da risolvere.

 Anna Prato -Socio Fondatore Socialismo è Libertà

 

 Lettera 2

 

FORMICA A LECCE PER RILANCIARE IL RIFORMISMO E L’AUTONOMIA DEI SOCIALISTI

La sala è ancora piena quando Formica prende la parola; avrebbe potuto farlo pure prima, i compagni lo aspettavano; ma anche i Ds, i rappresentanti dello SDI e dei circoli socialisti. Come si fa però a convincere i compagni, che non hanno da portare alcun contributo al dibattito generale, a fermare il proprio intervento ad una semplice testimonianza del proprio comune di appartenenza, circolo aziendale o culturale e lasciare spazio ai temi di approfondimento così necessari, indispensabili quasi! Alle 20, 30 comunque comincia la sua relazione. Ed esordisce affermando, senza alcun dubbio, che è il Paese Italia a chiedere nuovamente sulla scena politica la presenza dei socialisti, perché, dopo la nostra scomparsa, c’è stata involuzione e crisi. Ecco allora la necessità di riunire insieme le forze che si erano nutrite, pur tra mille difficoltà, delle esperienze di governo della sinistra. E fa partire la iniziativa della Associazione Socialismo è Libertà da un appello lanciato lo scorso anno a  Torino dal Segretario generale della UIL, perché si ricreasse il gruppo politico dei riformisti socialisti che avevano fatto da sponda politica a tante iniziative sindacali conclusesi positivamente nell’interesse dei lavoratori e del paese. Il sindacato aveva ritenuto  un vulnus, quello operato con le scorribande politico giudiziarie iniziate nel 1992 e che avevano portato alla scomparsa del simbolo, del partito e della forza parlamentare riformista. E colloca nel tempo le  diatribe, le lacerazioni su problemi seri all’interno delle forze della  sinistra in Italia, concludendo però con una confortevole asserzione: se è vero che non si riusciva nel dopoguerra a tenere in piedi alleanze organiche a livello di governo centrale, è pur vero che il filo che ricollegava la sinistra alle origini comuni  permetteva di tenere vincoli nel sindacato  e nelle varie amministrazioni degli enti locali. Passa poi a delineare l’attacco inaudito portato al P.S.I. , negli anni ‘90,  da parte della società civile. Eppure meriti il Psi ne aveva accumulati, e tanti, a partire dal 1970, quando aveva avuto la capacità di rompere un sistema strutturale del passato, un connubio sociale e culturale. Fino ad allora il sistema imperante governava con la dottrina delle emergenze permanenti, che potevano avere una sola soluzione, appunto, di emergenza. Il PSI ruppe il sistema  col riformismo, che i problemi li studiava, li prevedeva, li sminuzzava, li risolveva passo dopo passo prima che venissero dichiarati marci e abbisognevoli, come nel passato, di un solo duro intervento emergenziale. Prevenire, d’altronde, costava meno che curare. Fino ad allora il Psi era stato fuori dal governo e il sistema controllato dalla D.C. e dal P.C.I.. A metà degli anni settanta il Psi aveva anticipato la domanda forte che veniva dalla società civile sulla integrazione e competizione europea; quindi fatto evolvere il sistema politico italiano verso politiche aperte all’Europa, e non più bloccate da veti. E la battaglia non era stata facile perché i conservatori amplificavano le vie di resistenza al nuovo, aperte col centro sinistra, quello vero, tentando di fare intervenire dall’esterno, nuove soluzioni emergenziali. Così si costruisce la vera subalternità di un paese o di una parte del paese, ieri come oggi. E qui si misura la capacità di un governo – e torna sulla attualità – di sedersi ad un tavolo internazionale e sapere aprire una conflittualità con i partners. Il Governo attuale, precisa Formica, non ha una soluzione da portare sulla previdenza e scarica sul tavolo europeo il problema, sperando in una soluzione comunitaria confacevole all’Italia. Ma ogni popolo ha i suoi ritmi, le sue leggi sul lavoro e se ad un tavolo di negoziato non si siede con tutta l’autorevolezza del caso, si rischia solo di complicare le proprie vicende interne, importando soluzioni pasticciate, imposte da nazioni più forti che cercano di approvare provvedimenti in linea con le loro politiche interne. Per non parlare della Delega per la banca centrale europea che ha il compito di regolare il tasso di liquidità delle monete: regolano sempre  i più forti. Poi compie un nuovo salto all’indietro, infastidito anche da chi continuamente si alza e lascia la sala, e fa ancora una riflessione “storica” sul periodo che vide la scomparsa del partito. Il discorso, semplificato al massimo è questo: se il sistema politico era malato, era malato tutto ciò che era organico al sistema: Magistratura, Impresa, Economia; tutte forze servili o interessate. Altro che cercare la soluzione nella società civile! Eppure intorno al 1989 si era trovata una importante convergenza delle due  forze della sinistra – PSI e PCI - e dei cattolici, al di là della loro collocazione governativa, su principi importanti, quali la visione comune sulla uguaglianza dei cittadini; la solidarietà sociale; il rispetto della proprietà privata. Si era riusciti così ad attenuare i conflitti sociali evitando che avanzasse la necessità di Alternanza. Il prezzo che si pagava, in accordo, a questa pax sociale, aveva una matrice corporativa accettata e condivisa: la pace sociale sostenuta con le risorse pubbliche. E questo per dare anche una risposta che fin dagli anni sessanta, al nascere del primo centro sinistra, si era posta: i socialisti che partecipavano al C.S erano di destra o di sinistra? Allora la risposta fu secca e, se ci viene permesso, vale anche oggi: vediamo la soluzione che viene data ai problemi. Allora i socialisti si impegnarono e dettero la soluzione dei riformisti a tanti problemi; cominciò allora, e non si è mai fermata, la competizione permanente per la soluzione dei problemi messi sul tappeto. Un ricordo, poi di A. Moro, a proposito dello scredito che lo stesso attribuiva alla scelta che, con Segni, anche i socialisti accettarono e subirono: quella tecnica elettorale che portò al maggioritario. Cosa già proposta e tentata negli anni ‘50 da un deputato siciliano della D.C. Moro lo scrisse nel suo memoriale dei 55 giorni di prigionia: con queste tecniche elettorali si deteriora il sistema. D’altronde basta vedere cosa è accaduto di recente alla elezioni provinciali di Roma, per comprendere che le coalizioni non rappresentano la semplificazione del sistema partiti; a Roma hanno  partecipato ben 33 liste. E questi partiti minori, che pullulano ad ogni appuntamento elettorale, rappresentano un costo ormai ingestibile da parte dei partiti maggiori, F.I.e DS. Anche per queste formazioni minori l’Ulivo ha fallito e la CDL è in via di fallimento, secondo Formica. Dopo le elezioni europee nascerà la tendenza ad un sistema elettorale nuovo che Formica definisce  “a vocazione proporzionale”. Un ultimo pensiero, preso tra gli appunti che ogni tanto guarda, mentre la sala si assottiglia, anche perché la scuola che ci ospita deve chiudere, e relativa alla fatica delle riforme da affrontare, anche a costo di aprire un conflitto con i due schieramenti attuali, per potere governare una società plurale che sappia concepire la riconciliazione fra tre generazioni. La prima è quella che ha ricostruito l’Italia durante il dopoguerra; la seconda è rappresentata da chi ha vissuto a cavallo degli anni ’70 e ’80 in una società opulenta, fatta di “plus valore”; la terza è quella attuale, fatta di dubbi, incertezze dei giovani, per il lavoro, i servizi sociali, la grossa differenza tra paesi ricchi e poveri, l’accesso alla tutela della salute da parte di tutti. Ecco perché i socialisti, conclude, non possono più sostenere una scissione che non rende possibile affrontare i problemi gravi che abbiamo davanti. Occorre una realtà politica forte, che rafforzi la propria presenza nella società, per poter avviare le soluzioni che i socialisti hanno nella loro cultura di governo, nel loro pensiero, guardandosi dalla spietatezza della lotta che i due schieramenti hanno mosso e muoveranno ancora verso i socialisti perché, la spietatezza, sta dentro la lotta politica, ne è una componente. Conclude con una battuta simpatica e non certo irriverente: la politica è scontro duro, non la possono fare le suore orsoline.   

 Terzagi