Delbene: serve una grande forza Socialdemocratica!

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di Daniele Delbene

Il disagio sociale che è maturato negli ultimi decenni in tutta Europa, anche a causa di classi dirigenti che non sono state in grado di coglierne l’essenza, si è manifestato in alcune circostanze con una crescente astensione elettorale e in altre con un forte consenso a quelle forze politiche che sono state definite “populiste”. Quest’ultimo è il caso del nostro paese, dove gli Italiani hanno scelto il voto all’astensione per manifestare il loro dissenso e per esprimere la loro speranza in un futuro migliore.

A fronte di attese che probabilmente non verranno soddisfatte come sperato, si rischia che il malessere sociale trovi nuove forme di manifestazione meno democratiche e sempre più “forti” ed eclatanti.

Le grandi “questioni” che affliggono il nuovo millennio non possono trovare risposte in semplici ricette interne ai confini di singoli paesi, ma necessitano di progetti ben più lungimiranti ed ampi. Nuove forme di redistribuzione della ricchezza (che è sempre più concentrata nella mani di pochi), nuove e migliori aspettative di vita dei popoli e dei paesi sviluppati, consistenti migrazioni per fuggire dalle miserie e dalle guerre e per cercare migliori condizioni di vita, garanzia di pace e libertà diffusa, possono trovare risposte solide ed efficaci solo con nuovi “strumenti”:

- unità politica europea (e non unione finanziario-burocratica europea), da perseguire a breve termine;

- Stati Uniti del Mondo, da realizzare in una visione ben più complessa e a lungo termine, ma che deve essere già parte dell’immaginazione e della costruzione del nostro futuro prossimo.

Nell’immediato, le forze politiche tradizionalmente progressiste devono cercare di ritornare alla loro ragione d’essere, anche attraverso un radicale cambio della classe dirigente, al fine di contribuire a contenere gli effetti del post-populismo.

In particolare, nel nostro paese, il crescente disagio sociale ha trovato in questi anni un argine grazie a quelli che possono essere definiti “ammortizzatori sociali naturali” :

- il sindacato, non inteso come semplice rappresentante dei lavoratori;

- l’associazionismo, che ruota prevalentemente intorno alle parrocchie.

Entrambi hanno fornito servizi, assistenza ai bisognosi, luoghi di formazione, di socializzazione e di sfogo.

E’ proprio da queste realtà che occorre ripartire per costruire una nuova formazione politica che, superando quel che rimane delle esperienze politiche della sinistra italiana, possa contribuire alla costruzione di un mondo migliore e dare giuste risposte ai grandi temi che affliggono il nostro tempo.

Redistribuzione della ricchezza (aumentando i posti di lavoro attraverso una riduzione dell’orario lavorativo a parità di retribuzione) e miglioramento delle condizioni di vita (garantendo più tempo da dedicare ai piaceri della vita e all’assistenza dei propri cari) - www.30orelavorative.it - devono essere uno dei primi obbiettivi di breve termine.

Un grande partito socialdemocratico è il primo passo!

                                                          Daniele Delbene