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11 Ottobre  2004  - da Stampare e distribuire -

 

La vittoria di Socialismo è libertà»

dal Quotidiano della Calabria

LA ritrovata unità di tutte le componenti socialiste collocate a sinistra sconvolge in maniera dirompente il panorama politico calabrese. Socialismo è Libertà di Vibo Valentia, che due anni fa lanciò la sfida a tutti i socialisti calabresi con una posizione coraggiosa e lungimirante, oggi registra una vittoria politica di primaria importanza e si erge quale punto di riferimento essenziale per una nuova politica di attacco che impegni tutti i socialisti sul territorio calabrese. Tutto questo ha messo in fibrillazione una certa sinistra opportunista e fuorviante, in parte anche di ispirazione socialista che pensava di avere chiuso la partita con i socialisti, e che mostra segni di grande nervosismo di fronte al problema. Unire i socialisti ha finito di essere un'utopia! Quanti pensavano di relegare la questione socialista come fatto politico marginale, puntando sulla nascita di un unico partito riformista, espressione di una numerica coalizione unita su niente e divisa su tutto, devono prendere atto che il generico riformismo senza riforme è fallito. In Calabria non c'è più un partito egemonizzante il centro-sinistra ed il risentimento forte e diffuso nei confronti degli eredi del socialismo craxiano non ha pagato e non paga. I socialisti calabresi, eredi di quel partito annientato con la complicità di larghi settori della sinistra, in controtendenza da quanto decretato dalla storia, che lo aveva visto vincitore del "duello a sinistra", pongono con forza alla sinistra il problema e la costringono a misurarsi con i socialisti. Socialismo è Libertà vibonese ha chiuso da tempo con la politica del risentimento e guarda ad un progetto politico dove non possono trovare spazio visioni apocalittiche e totalizzanti e concezioni di partito-persona. Il giudizio sereno e pacato sulle vicende del mondo socialista, anche vibonese, in questi ultimi anni, lo daranno tutti i socialisti, senza pregiudizi e senza posizioni precostituite. C'è una certezza che ci viene dalla lezione della storia: il carnefice, nonostante gli immani ed altrettanto vani sforzi, non potrà ritagliarsi il ruolo di vittima. Né può essere offuscata la valenza morale del processo unitario a cui si sono impegnati tutti i compagni più prestigiosi del socialismo calabrese, a cui preme non tanto radunare da generali senza spalline truppe mecere e logore, ma consegnare ai giovani calabresi una storia di impegno e di lotte contro l'emarginazione sociale e soprattutto far nascere una nuova classe dirigente socialista che possa, se pere attraverso una critica indulgante, non ripetere gli errori dei "padri". Il rifiuto dello Sdi vibonese, ed il suo "no" deciso a partecipare al processo unitario, spinge tutti socialisti ad un giudizio eticamente severo nei confronti della dirigenza dello Sdi vibonese in contrasto con il comune sentire della base socialista o con la dirigenza regionale dello Sdi. Ci dispiace vedere una forza politica stretta nella morsa dell'intolleranza e dell'auto conservazione, sorda al richiamo della riflessione e della ragione, rifugiata nella precaria "turris erburnca" della rendita di posizione ed in uno spazio politico che è solo quello del mitico cavallo di Troia, strumentalmente legato alla necessità di ricambiare favori ai grandi elemosinieri. L'unità dei socialisti calabresi, e dei vibonesi in particolare, non può avvenire, infatti, sull'onda di una suggestione elettorale e sulla politica dei numeri. Non si tratta di raccogliere o garantire qualche consigliere regionale in più. Il processo unitario innescato da Socialismo è libertà e dai socialisti calabresi è frutto di una lunga e penosa riflessione politica. E' l'inizio di un percorso di revisione che rompa il duopolio (Margherita e Ds), che non è riuscito a dare al centrosinistra un a leadership capace di sottrarlo dalla condizione di chi aspetta sempre Godot, per dirla con Emanuele Macaluso. Non a caso tutti i movimenti socialisti calabresi (Sdi, Pse, Lista Mancini, Laburisti, Socialismo è libertà, Pensiero laico) hanno proposto ufficialmente agli altri partiti del centrosinistra il nome del senatore Cesare Marini, per le sue grandi qualità umane e capacità amministrative, per imprimere alla Calabria la svolta di cui ha bisogno. Ma tutti ciò non sembra interessare molto lo Sdi vibonese. La posizione dei socialisti calabresi, con la loro scelta innovativa e suggestiva, ha prodotto una sorta di reazione a catena che sta suscitando, in tutte le ragioni, un risveglio della coscienza socialista che prelude alla legittima pretesa dei socialisti di tracciare quella linea politica che manca a tutta la sinistra. In buona sostanza è nata in Calabria un'arca socialista critica soprattutto con se stessa al fine di creare un argine all'emorragia di consensi, di cui soffre la sinistra di ispirazione riformista, a favore della sinistra radicale ed ai movimenti antagonisti. La risposta politicamente più valida allo scontro Prodi Rutelli è l'Unità socialista. "Socialismo è libertà"