LE ULTIME NEWS ( 7 News)   Edizione 9 - 12 - 2002


News 1


La Costituente Nazionale Partito Socialista Riformista Pse si è posta un obbiettivo politico di estrema importanza e di enorme valore culturale nel voler rendere protagonista del futuro dell'Italia una grande forza Socialista. Questo impegno è dovere di tutti i Socialisti ed in particolare delle nuove generazioni. La Costituente ha organizzato e sta organizzando decine di iniziative e anche attraverso " Domani Socialista ", ma per poter continuare a contribuire al raggiungimento del fine sopra indicato ha bisogno di un aiuto da parte di tutti. Sicuramente questo aiuto arriverà, come nella nostra storia è sempre arrivato dai veri Socialisti. Non conta la quantità ma il gesto e di questo ve ne siamo già da ora riconoscenti. Nelle prossime edizioni indicheremo i nominativi di tutti coloro che avranno sottoscritto un loro contributo. 


News 2


La Costituente sta organizzando un grandissimo seminario Nazionale, nelle prossime edizione verranno comunicate notizie più dettagliate.    


News 3


  Un nuovo quotidiano " La Gazzetta Politica "   E' stato presentato Giovedì 28 novembre, presso Circolo della Stampa a Milano.

Un giornale per un' intera civiltà Socialista, queste le parole di Signorile.

In una sala stracolma, dove molti erano i visi noti ( Tognoli, Aniasi, Artali, Biscardini ) e centinaia i socialisti, ha presentato il nuovo quotidiano Claudio Signorile che ne è il Direttore e a seguito si sono susseguiti gli interventi di Chiara Beria d'Argentine, Paolo Mieli e Renato Mannheimer. Per la Costituente era presente Daniele Delbene.

Segue la premessa pubblicata sulla prima edizione :

" Per un nuovo giornale è difficile non fare promesse. È più realistico parlare di intenzioni per La Gazzetta Politica, e spiegare le sue motivazioni. La Gazzetta Politica vuole essere un giornale da leggere, costruito intorno ai testi, con una grafica che sollecita ed accompagna la lettura. Un giornale dove la notizia, principio essenziale di ogni percorso giornalistico, è il chiodo al quale appendere l'abito dell'informazione e della critica. Vuole essere un giornale laico: cioè non segnato dall'obbligo della appartenenza, né politica né religiosa, ed apertamente antagonista nei confronti di ogni tipo di fondamentalismo, vecchio e nuovo. Vuole essere un giornale legato ai contenuti ed ai programmi; se il riformismo non è una corrente politica ma una cultura di governo della società e delle istituzioni, questa cultura forte è l'aria che questo giornale respira. In conseguenza, nella dialettica costante in democrazia fra maggioranza ed opposizione, La Gazzetta Politica porterà la sua attenzione su tutto quanto sia concreto: proposte di programma espresse dall'opposizione ed azioni di riforma avanzate dal governo. Non un giornale politico quindi, ma un giornale che scrive di politica e sulla politica, nella piena consapevolezza di andare contro tendenza. L'ondata di antipolitica che ha attraversato le società europee, ed in particolare quella italiana, negli ultimi anni, ha favorito sia la destra che la sinistra sul piano elettorale, a scapito del centro; ma anche ha modificato strutture concettuali, ordine di valori, intensità programmatica, metodi di lotta politica. È cresciuta, nella destra e nella sinistra, l'idea infantile che gli interessi primari possano produrre soluzioni per i complessi problemi del vivere sociale; che la democrazia diretta fosse un rapporto primitivo fra le pulsioni particolari e gli egoismi di settore con la capacità di poterli rappresentare e realizzare; che il filtro della ragione, capace di esprimere un progetto complesso, nel tempo e nei protagonisti, fosse in realtà la mascheratura intellettuale della mediazione e del compromesso. Dopo anni sufficienti a degradare un patrimonio di cultura e di programmi, che nella democrazia italiana aveva costituito, pur con i suoi limiti ed errori, una base formidabile di stabilità e di maturità (in condizioni internazionali ed interne difficilissime), torna con forza crescente la domanda di "politica". Cioè di una lettura dei fatti storici ispirata agli interessi civili, al pubblico bene; nella capacità di raccogliere, nei progetti di comune interesse, la umana ricerca di maggiore benessere. L'uomo "economico" sembrava aver prevalso definitivamente sull'uomo "politico". La chiave di lettura della storia, era nel "privato" come scelta risolutiva e determinante; il pubblico veniva di fatto emarginato. L'idea di poter gestire i pubblici interessi con la logica ed i metodi propri della vita domestica, era diventata una parola d'ordine alla quale era facile assai rispondere con la banale semplicità dell'imitazione del capo. Oggi, sta tornando il primato della politica, come fattore che determina il corso degli avvenimenti, e nel quale si misurano prospettive diverse e contrastanti, destinate a orientare grandi e piccoli problemi del nostro tempo. La Gazzetta Politica nasce anche per questo". Per ulteriori informazioni www.gazzettapolitica.it  

News 4


La sinistra, la giustizia, il passato che ritorna.

Aveva ragione Borges ad affermare che "il passato e’indistruttibile, prima o poi ritorna, ed una cosa che ritorna è il progetto di distruggere il passato".

Gli arresti dei no-global del sud, hanno provocato grande e giusto scalpore. Chi, in questi anni, ha vissuto sulla propria pelle il malessere che vive la Giustizia in Italia, non ha potuto non notare un salutare ritorno al garantismo della sinistra italiana.

Feriti i propri figliocci, ci si ricorda di alcuni principi fondamentali del processo penale:

segretezza delle indagine, presunzione di non colpevolezza fino a condanna definitiva, eccezionalità delle misure cautelari e divieto di anticipazione della pena.

Certo il caso appare paradossale, si perseguono dei giovani per reati chiaramente ispirati all’ideologia fascista che non sopportava opposizione, reati previsti nel codice del trenta che insieme al codice di procedura penale caratterizzava il nostro processo in senso prevalentemente inquisitorio.

Solo in Italia ci si poteva dimenticare di provvedere, in seguito al passaggio ad un sistema accusatorio, di rinnovare insieme alla procedura penale, anche il codice che contiene le regole che debbono essere applicate con il processo.

E’ un peccato che allora la sinistra "post-comunista", non abbia colto la palla al balzo per chiudere definitivamente la questione tangentopoli, unico ostacolo al completo rinnovamento di quella sinistra verso una socialdemocrazia pienamente legittimata agli occhi dell’intero panorama politico.

Peccato che gli errori ritornino, che il diritto sia manipolato al fine di farne un’arma di lotta politica; e che ciò sia opera di una persona degna di tutta la mia stima, come Giuliano Giuliani.

E’ legittima la sua opposizione ad una richiesta d’archiviazione che non condivide.

Non è corretto motivarla in tv (il suo avvocato non lo farebbe mai) facendo riferimento alla "complessità delle vicende accadute, che meriterebbero di essere trattate in dibattimento". Non e’ sostenibile una tale tesi, che ancora una volta segnala come ci si dimentichi del prezzo che paga un imputato (e non più l’indagato) per il solo fatto che s’istruisca un processo nei suoi confronti.

Quindi ancora più assurda è la richiesta di una commissione di indagine parlamentare su quei fatti, quasi a voler significare che sia necessario che indagini che si svolgono da un anno, e concluse con la richiesta del PM di archiviazione (leggi: non vi sono elementi idonei a sostenere l’accusa) siano pura formalità. Come se non vi siano rimedi processuali per far fronte ad un errore (eventuale); o come se un processo lungo anni non sia assolutamente nulla per una persona che è imputato.

Ecco uno dei motivi di una sinistra divisa e perdente.

Talvolta manca il rispetto per la singola persona, quel rispetto che è mancato per i processi spettacolo sulla stampa seguiti dalle assoluzioni, che per Violante sono fisiologiche, di innumerevoli amministratori, a volte sconosciuti, ricoperti di vergogna prima, massacrati con arresti ingiustificati, processati, e infine assolti.

La sinistra non può sopportare che anche in un contesto intollerabile di corruzione politica, un solo innocente venga confuso e trattato come criminale.

La sinistra o sceglie il garantismo, o sinistra non è.

Sandro D’Agostino Referente organizzativo Costituente-PSE  


News 5


      " SI RISCHIA DI COMMETTERE UN GRAVE ERRORE POLITICO"      

Delbene Daniele, Presidente della Costituente: troppa confusione sul termine riformismo.

>> " Il termine Riformismo non ha alcun significato se non viene associato alla parola socialista. Infatti riformismo viene definito come un metodo che tende ad un reale cambiamento della società con il fine di modificarne le strutture portanti, i rapporti sociali e conseguentemente , la condizione stessa degli individui. Se questo è il significato chiunque può definirsi o essere definito riformista.

Ben differente è il riformismo socialista dove alla base della definizione sopra citata è sempre presente il principio di giustizia sociale. Qualcuno volutamente o ingenuamente in questa confusione sta commettendo un grandissimo errore politico guardando alla Casa dei Riformisti e non invece a quella dei Socialisti Riformisti.

Per chi della giustizia sociale ha fatto una sua storia, un proprio principio di vita non può esistere Casa che non sia quella Socialista." <<

s.d. 


News 6


DAL "GIORNALE DI SICILIA"
CRONACA DI PALERMO 5 Dicembre 2002    

LE ELEZIONI ALL'UNIVERSITÀ LE SCELTE DEI RIFORMISTI

In vista delle elezioni del Cda dell'Università dell'11 e 12 Dicembre, anche l'associazione regionale dei Socialisti Riformisti, vicina agli ex ministri del Psi Formica e Signorile, prende posizione. Durante la riunione del comitato regionale è stato stabilito di sostenere la candidatura di Davide Farbo, presente nella lista dell'Unione degli Universitari. «In particolare - fa sapere il presidente Antonio Matasso - i Socialisti confidano nell'affermazione di un candidato dell'area riformista all'interno del principale Ateneo siciliano» e invitano tutti i riformisti ad appoggiare il candidato Farbo.
 


News 7


  "Un futuro socialista anche per Crema e la Lombardia"  

"Dopo la manifestazione di Siena a Crema e nel territorio cremasco, numerose sono state le adesioni di giovani di tutti i ceti sociali al Comitato per la Costituente del Partito Socialista Riformista-P.S.E.. I tempi sembrano ormai maturi affinché si crei un grande movimento politico che si ispiri ai valori del socialismo liberale e riformista anche nel territorio cremasco. Nei prossimi mesi organizzeremo un serie di iniziative in tutta la Lombardia. Anche il "Progetto Formica" è stato accolto con vivo interesse anche dai militanti socialisti cremaschi di vecchia data, non solo dai compagni dello S.D.I., ma anche dal Nuovo P.S.I. cittadino. Come responsabile locale per la Costituente, ritengo assolutamente necessario che si prenda in considerazione il modello socialdemocratico danese e svedese, ma anche il neolaburismo britannico come punti forti di riferimento per far sì che non solo a livello nazionale, ma anche in Lombardia, nasca la sinistra gradualista del futuro che tutti ardentemente desideriamo".                            Nicola Fontanella - Responsabile Costituente Crema -Lombardia    


I CONTRIBUTI DEI LETTORI ( 6 ) 

Riceviamo & Pubblichiamo


  Contributo 1


In Puglia la Costituene contribuisce a un grande progetto .

Il giorno 25 novembre in Lecce e' nata l'associazione politica laica socialista hanno partecipato il consigliere regionale Vittorio poti' il presidente del consiglio della provincia di Lecce Antonio marra ex l'on. Biagio marzo ex on. Damiano poti' e tanti amministratori locali e tanti socialisti che dopo tanto hanno partecipato con un entusiasmo più ricco.

Ilmessaggio, e' stato chiaro e cioè quello di ricompattare tutto il popolo socialista come del resto ha promosso formica.Ho voluto puntualizzare quello che e' stato il nostro sacrificio fin dal luglio 2001 le idee i progetti che abbiamo portato in giro per il nostro paese e che sposati con quelli di formica stanno producendo di giorno in giorno quell'entusiasmo di cui il socialismo ed i socialisti rappresentano. Dopo dieci anni e più, di pausa riflessiva come formica la definisce, noi siamo ritornati per dare al nostro paese quello di cui ha bisogno "una guida" per un futuro migliore.

Carmine Conte - Responsabile Reg. Cost.Part. Socialista Riormista Puglia

 


Contributo 2


Ci vogliono i Giovani Ripartire dalla base, Boselli, De Michelis ecc.. non riusciranno mai....  

PROVOCAZIONE O REALTA' ?  

Cari compagni, sono un giovane socialista che da molti anni, figlio di socialisti,cerco di contribuire al fine di costruire una forza Socialista. Non sono un nostalgico e tantomeno un sognatore, sono un giovane che finita la scuola si trova davanti a un mondo del lavoro sempre più difficile e precario che deve costruirsi piano piano una famiglia e una vita in una società sempre più veloce nella quale il più debole e chi non ha grandi fortune resta veramene indietro. I sindacati non hanno più sindacalisti e restano associzioni di semplici funzionari o burocrati ( non perchè vogliono esserlo, ma perchè non ne sono più capaci ), i politici si perdono nei meandri dei convegni, delle sale romane convinti che la politica sia solamente il desiderio del potere, e la ricerca di nuove formule per vincere ( si crede che vincere sia sommare il piu sommabile ). Tutti però sono bravi, guai a chi osa bisbigliare e quando le persone attorno fanno per dire la loro o quantaltro si vedono gli occhi di chi dice poveretto questo io ho altro a cui pensare, come fa a non rendersi conto che dice cose scontate... E intanto la società cammina, l'economia e gli interessi diventano il non solo il motore, ma anche il volante del mondo. Forse si è un po tutti troppo modesti per non dire mai che non è la politica la causa dei mali ( anzi... ), ma la mancanza di politici. Negli anni passati il politico si formava come il sindacalista nelle fabbriche, nei paesi o nelle associazioni cittadine a contatto con la realtà, forse il problema è che questa classe dirigente si è formata nei salotti o negli uffici dei partiti. Il mondo è fuori , la politica è furi , nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle stazioni, nelle piazze ..... Io sono convinto che solamente un forza politica ricca di contenuti e valori socialisti e laici può prendere in mano il volante dell'Italia e del mondo per rispondere agli interessi della popolazione creando un giusto equilibrio sociale. Per poter gurdare al mondo bisogna guardare prima in casa nostra e purtroppo una forza socialista in Italia non esiste, esistono solo alcuni movimenti che rivendicando ( giustamente ) una storia  mantengono dei micro cosmi che gli garantiscono di potersi definere segretari ( segretari di cosa ? ) e gli consentono di mantenere un posto in parlmento ( per cosa fae ? ). Nessuno di tutti questi ha mai in questi anni dopo la fine del Psi provato a fare politica e lo dimostrano i risultati elettorali. Li vediamo in tv parlare agli Italiani del passato, di tattiche e cose aldifuori dei bisogni comuni. Ho cercato in questi anni di sperare, di dare il mio piccolo contributo ma purtroppo sono giunto alla conclusione che il socialismo non sarà mai rilanciato fino a quando a rapresentarlo ci saranno queste persone e mi sono invece convinto che lo vedremo, se continuiamo così, MORIRE magari regalandolo per qualche squallida operazione elettorale o venduto in cambio di qualche rappresentatività in più ! Non volevo essere deprimente ma penso che questo mio pensiero anche se esposto sicuramente male ( non come le belle relazioni dei grandi collonelli ) sia comune a migliaia di socialisti. Lascio a voi commentare il mio titolo ..... PROVOCAZIONE O REALTA' .....    

Roberspierre B.  


Contributo 3


  Caro Direttore,

Per un progetto che ha come fine la realizzazione di un soggetto socialista riformista vediamo impegnati veterani della Politica come l’On. Rino Formica, ieri sera (30 u.s.) a Bari si è svolto un incontro dove le numerosissime presenze testimoniavano voglia di cambiamento, necessità di vero Riformismo e dove si è costituita una "Associazione per una politica laica e socialista". Si è assistito, dopo molto tempo, ad un serio ed appassionato dibattito, soprattutto ad una analisi realistica dei tempi che vede la politica di sinistra in crisi, incapace di ritrovare quella forza riformista che un tempo consentì il raggiungimento di importanti conquiste sociali.

Sono tempi che vedono il termine Riformismo, da tante parti, usato come una marca di dentifricio o di una saponetta, ma cosa è il Socialismo Riformista? In una mia opinione, pubblicata il 5 luglio u.s., dal titolo " Socialismo Riformista Cercasi" ho scritto: " a mio parere il Socialismo… è… ogni qual volta un uomo, una donna o un giovane sente la responsabilità e la solidarietà verso un altro essere e il suo ambiente e spende tutto se stesso per garantire nei fatti una vita degna di essere vissuta"…. E’, questo, un concetto all’apparenza molto semplice ma noi tutti sappiamo bene e siamo consapevoli della drammaticità in cui tutto il mondo vive l’oggi, un oggi dove ognuno di noi è spettatore impotente dinanzi, credo, alla peggiore delle mattanze umane, sia fisiche, sia morali. E’ un concetto, il mio, da un lato sbandierato da molti, da una società, però, ipocrita e bugiarda, dall’altro definito con termini tanto di moda: demagogia, idealista, utopia. E’ vero, anche, che tutta la storia dell’uomo è stata caratterizzata dalla violenza, dalle ingiustizie, dai soprusi, per motivi etnici, territoriali, religiosi e quant’altro, in ogni modo alla base c’è sempre stata, come causa, la soprafazione, la prevaricazione di un essere verso un altro essere o di un popolo verso un altro popolo. La differenza oggi, però, è sostanziale, a mio parere, iniziamo con il dire che, prima, non esistevano i mezzi e gli strumenti sia conoscitivi sia offensivi del presente, non c’era un mondo rimpicciolito dalle sempre più facilitate vie di comunicazione, comunicazione, però, che se da un lato ha o appare che abbia realizzato comodità e progresso, almeno per una parte del pianeta, dall’altra è una comunicazione, paradossalmente, senza dialogo o almeno di dialogo sicuramente incentrato più in senso distruttivo che creativo, e poi, prima, non c’era stato ancora il Socialismo Riformista.Quel Socialismo Riformista che non è stato solo portatore d’innovazione tecnologica, di benessere, ma aveva tracciato una strada, ponendo l’uomo al centro dell’azione politica quale soggetto principale, con una politica per la difesa dei diritti umani, una strada per la solidarietà e la giustizia. Ecco la necessità di ricordare la storia, che certamente non può appagare le nuove generazioni e nemmeno le vecchie, ma che serve a far riflettere, perché è la mancanza di memoria, le grandi lacune che generano i mostri, gli orrori del presente e rendono oscuro il futuro. Un Riformismo correttore democratico, proteso a ridimensionare sempre più una mentalità vecchia, arcaica, intrisa d’ingiusta egemonia politica, economica, sociale. Un Riformismo dove la tolleranza diveniva rispetto verso le diversità, che è ben altra cosa della tolleranza, un socialismo pluralista e soprattutto un socialismo proteso a cambiare un mondo ingiusto in un mondo migliore, considerando, anche, la possibilità della realizzazione delle utopie. E d’utopie quel Socialismo ne realizzò parecchie, si pensi a cosa era la vita di tanti uomini, di donne e di giovani prima del suo avvento.Quel socialismo Riformista aveva tracciato una strada, se non per giungere ad un mondo perfetto, poiché la perfezione non sarà mai, ma almeno per avvicinarsi il più possibile, per bandire gli orrori.

Quindi un riformismo la cui strada tracciata portava sempre più verso la difesa, una difesa massiccia dei diritti umani, alla difesa del suo ambiente, alla difesa del rispetto per la vita, alla difesa responsabile della dignità umana. Quella strada, però, forse per eventi ingestibili e perversi o per scelte sicuramente sbagliate, indotte sicuramente da vecchie mentalità fino allora combattute, di quelle mentalità che io definisco burqa mentali, fu perduta e ritornò l’egemonia politica, economica, sociale, in forme diverse, ma ritornò, parandosi dietro false democrazie, false libertà, per interesse di pochi, facendo precipitare l’umanità nell’attuale dramma di una mattanza senza precedenti. Terreno fertile per far fiorire i fanatismi, figli della disperazione e dell’ingiustizia, per favorire le manipolazioni mentali figlie del consumismo sfrenato, divoratore di cervelli imbevuti sempre più di valori effimeri, causa dell’attuale disumanizzazione, di un mondo sempre più falso e di una vita sempre meno degna d’essere vissuta. Quella strada perduta è la causa fondamentale dell’umanità al cappio di quel filo gestito sempre più, com’è mia consuetudine definire, da "quattro ometti" a scapito della maggior parte della popolazione mondiale e che ha ridotto lo stesso personale politico in uno sterile appiattimento, ecco, è per questo che ha senso quando scrivo che oggi non si può più parlare di lotta fra classi ma di lotta nella unitarietà del pensiero socialista riformista, che è quello che sposta l’accento dai bisogni ai diritti. Per dire no alle guerre di mercato, per dire no ai falsi aiuti umanitari o ai falsi umanitari, colossale affare internazionale, come evidenziato dalla trasmissione reporter in onda su Rai tre il 22 ottobre u.s. alle 21,00, per dire no ai falsi "solidali" sostenitori di questue-elemosine ipocrite, che non rende onore a chi le fa ed umilia chi le riceve, e non, invece, sostenitori della difesa e rivendicazione dei diritti sacrosanti e democratici. Una lotta, quindi, verso ciò che io definisco catena di santantonio dell’affare faccendiero e arruffone, e come scrissi nella mia opinione del 5 luglio u.s."..una lotta verso la classe del potere capitalistico che non si rappresenta più in un padrone o in tanti piccoli padroni ma è rappresentato dalle multinazionali in mano ai quattro ometti che decidono sul destino di interi popoli e del mondo intero". Un filo spinato in mano al trionfo del mercato che sta strozzando il mondo, di un mercato globalizzato senza regole, senza i diritti globalizzati, e senza remore ma soprattutto senza speranze e senza orizzonti per milioni di italiani e miliardi di esseri umani e forse, dopo l’11 settembre, anzi senza forse, anche per chi gestisce il filo di questa matassa ingarbugliata all’apparenza senza bandolo.

Qualcuno ha detto: " finché ci sarà sempre un uomo che avrà compassione di un altro uomo esisterà il Socialismo, il vero socialismo. Ieri sera, all’incontro che si è tenuto a Bari, chi era presente lo era, con la consapevolezza, con una responsabile consapevolezza che non è più tempo di esserlo per ricerca di un "posto al sole", non lo consentono i fatti , tremendi fatti testardi che ci pongono dinanzi ad un'intera umanità drammaticamente sofferente, non lo consente la nostra coscienza di uomini nella responsabile consapevolezza che è d’obbligo, è dovere ritrovare quella strada perduta, poiché il pericolo non è per i nostri nipoti o pronipoti, ma è in un presente impossibile e in un futuro prossimo oscuro, molto prossimo che appartiene a noi stessi , ai nostri figli e soprattutto non lo consente la dignità di definirci uomini.

E’ mia convinzione e di tutti i veri riformisti, quindi, che il bandolo di questa intrigata matassa lo si può ritrovare solo attraverso una politica di vero socialismo e di vero riformismo che non sia e che sicuramente non è quando si blocca la Camera o il Senato per cambiare una legge per il falso in bilancio o una Cirami, tralasciando fatti prioritari, ma lo si attua dando "… dignità, moralità e onore alla "professione" della Politica,troppo spesso ridotta a mera occupazione del potere…" mettendosi sempre al servizio di valori, tanto sbandierati ma nei risultati dei fatti tanto calpestati, che hanno il nome di libertà, giustizia solidarietà e tutto ciò lo si può, lo si deve fare realizzando un forte soggetto politico organizzato in Italia, in Europa, nel mondo e che non sia la somma di piccole o grandi percentuali numeriche ma, ribadisco, l’unione di coscienze socialiste, di vere coscienze socialiste riformista per far sì che quell’idea che non vuol morire, quella bella idea Socialista, non sia più solo un astratto ma la realtà dei socialisti, dei veri riformisti, nella consapevolezza che gli orizzonti futuri sono in un’attenta lettura del presente, in un giusto giudizio del passato nonché in una forte e saggia volontà, determinata, necessaria, immediata, responsabile.

Questo è il pensiero di chi, come me piccolissimo frammento della società civile socialista, ha partecipato il 30 u.s. a Bari dove ha visto costituita un’associazione federativa ed altre si costituiranno nel resto del Paese per poi convergere in una nazionale per la costituzione di un grande soggetto riformista proteso alla difesa della dignità umana, sostenendo chiunque voglia lavorare per dare certezze, giustizia, solidarietà e forme nuove di convivenza civile, ma, per cortesia, diffidiamo dalle imitazioni.

Anna Prato - Responsabile per Lecce


Contributo 4


Medioriente-psi-italia: coerenza e dignità

La rovina del p.s.i. (per intenderci quello fondato da costa nel 1892 e scioltosi come neve al sole nel 1992) non sono state le note vicende di tangentopoli....il tumore maligno che si è sviluppato al suo interno ed ha ucciso il psi è dato dalla "moltitudine" di "cortigiani" alla corte di bettino che hanno via via sostituito le cellule sane rappresentate dai veri militanti socialisti.

Oggi, questi cortigiani, che allora si spacciavano come i piu' craxiani dei craxiani, agiscono e sbandierano l'opposto di quanto craxi aveva politicamente insegnato e fatto per tanti anni.

In testa a tutti il solito don baget bozzo, emulo di torquemada, buono per tutte le salse, fautore della nuova crociata antiaraba ed antimussulmana, insieme a quella banda di giornalisti opportunisti che vanna da maria giovanna maglie al noto ferrara (tutti alla corte del fondamentalismo del più forte e del più ricco). si invitano e si gettonano "fra di loro" in trasmissioni televisive, dove fanno a gara per dimostrarsi i piu' americani e filoisraeliani, snobbando il solito invitato-alibi di origine araba.

Una volta si sapeva almeno distinguere tra uno sharon ed un rabin. ora chi te lo dice chi è uno e chi era l'altro? non certo gli spiritati giornalisti cortigiani seguaci della banale retorica di oriana fallaci (riesumata come novella maitre à penser).

Dov'è finita la politica craxiana sul medioriente? dov'è finita la dignità nazionale dimostrata da craxi a sigonella?

Caro bettino, non sono mai stato tra quelli che "sbavavano pubblicamente" per te , ma assistere al vergognoso comportamento dei tuoi ex-cortigiani, nuovi paladini del tuo contrario, mi induce a ricordarti e difendere quanto tu con lungimiranza politica e dignità avevi espresso.

Tutti curano il loro giardino di casa: gli americani oltre all'america latina hanno "orti" in tutto il mondo, gli inglesi hanno il loro commonwealt, i francesi la francofonia e le loro ex-colonie, gli spagnoli ed i portoghesi pure, la germania ha tutto l'est europeo, ...l'italia, avrebbe come suo storico e naturale "giardino di casa" il mediterraneo e per "simpatia" il medio oriente: uniche realtà che ci guardavano ancora con rispetto e fiducia nella nostra comprensione (cio' che aveva iniziato mattei aveva trovato in craxi una conferma e lungimiranza politica).

Ma la nostra nuova classe dirigente, fatta di "impiegati" e "cortigiani" del potere, con media acritici o asserviti, preferisce essere serva in cambio di benefici personali derivanti da una ribalta effimera piuttosto che curare gli interessi strategici del nostro paese (a differenza di altri, noi non potremo inviare le nostre armate per occupare le riserve energetiche del pianeta o "imporre" i nostri prodotti: noi se non avremo "amici" andremo in "malora"…ed è quello che succederà se andiamo avanti cosi’)

Speriamo che altri, nel bel paese, stanchi e nauseati di tanta incapacità ed opportunismo, si facciano sentire e comincino a fare chiarezza e facciano appello alla propria dignità di uomini liberi.

Enrico Gervasoni

Bergamo, 05 12 2002


Contributo 5


Cari compagni,

vi porgo un mio contributo per guardare avanti :

moderni megatrends.
1)dalla societa' industriale .......alla societa' della
informazione.
2)dalla tecnologia forzata....all'alta tecnologia-alta sensibilita'.
3)dalla economia nazionale......alla economia mondiale.
4)dal breve..............al lungo termine.
5)dal centralismo.........al decentramento.
6)dall'assistenza istituzionale......all'auto assistenza.
7)dalla democrazia rappresentativa...alla democrazia
partecipata.
8)dalle gerarchie..........alle integrazioni a rete
9)dal nord.......................al sud.
10)dall'aut aut...............all'opinione multipla.
11)dall'ovest ................all'est.
12)Dall' America..............al sud- est asiatico.
questi trends avevano vigore dal1982 al 1999.megatrends dal 1999 al 2008.
1)boom dell'economia globale nel III millennio.
2)rinascimento dell'arte e della cultura.
3)scuole e universita' trasformate in agenzie permanenti
formative.
4)sorgere del socialismo di mercato.
5)privatizzazione dello stato assistenziale.
6)privatizzazione dell’ imprese produttive e di servizi
primari.
7)ascesa dell?area del pacifico.
8)il decennio delle donne al comando.
9)l'era della biologia, della biotecnologia:
10)rinascita religiosa del nuovo millennio.
11)privatizzazione degli stili di vita e nazionalismo culturale.
12)trionfo dell'individuo.
megatrends economici.
1)tecnologia ad alta definizione, alta sensibilità.
2)prezzi e finanziamento.
3)tecnologia commerciale.
4)tecnologia come fattore di produzione.
5)tecnologia come merce.
6)tecnologia come crescita.
7)nuovi modi di produzione della tecnologia.
8)superamento delle imperfezioni della concorrenza e il
progresso tecnico.
dalla tecnologia nazionale alla tecnologia globale.
10) dalla moneta nazionale alla moneta globale.
11)dai cambi nazionali alla unica divisa economica.
13)dal circuito economico nazionale al circuito economico globale.
14)dal liberismo economico nazionalistico al liberismo
economico globale.
14)dal socialismo democratico al socialismo di mercato.
15)dal sottosviluppo del sud delle aree depresse alla
involuzione tecnologica globale.
16) dai vantaggi economici ristretti alla nazione alla
macroeconomia mondiale e globale.

Sarlo Ignazio ( Portici ) - Responsabile Campania


Contributo 6


  Cari compagni,

vivo all'estero da 47 anni, sono sempre stato un socialista dall'inizio 1960, ultimamente abbiamo dato vita ad un sito chiamato AVANTI EUROPA. In questo modesto sito si possono leggere articoli in varie lingue ed in particolare in Francese. Gli argomenti trattati riguardano soprattutto l'Europa e il suo avvenire.
E' il sito ufficiale del Movimento per gli Stati Uniti d'Europa Gauche Européenne, movimento nato nel lontano 1946-47.
A voi tutti vanno i miei complimenti e auguri per il meraviglioso lavoro che fate per la rinascita di un socialismo italiano ed europeo.


Gianni Copetti
Segretario generale del Movimento per gli Stati Uniti d'Europa e di Avanti Europa


AIUTO ! - UNO SPAZIO PER CHI HA BISOGNO


Mi chiamo  Daniele Brandani e ho una  figlia di 2
anni  di età che si chiama Lucia.
Nell' Ottobre del   1999 abbiamo scoperto che Lucia ha un  cancro,
si tratta più   precisamente di un  "endocarcinoma surrenalico secernente",
una forma  molto rara nei bambini.
Purtroppo dopo 2 operazioni e la chemioterapia  fatta
(si tratta di un ciclo con  Mitotane associato a  Etoposide,
Doxorubicin e Cisplatino) non abbiamo  avuto il minimo  risultato ed il
tumore continua a crescere ad una velocità  spaventosa.
Forse tu conosci qualcuno che potrebbe darci aiuto per  affrontare
questo tumore, forse tu conosci un amico che ha già avuto questa
esperienzaSe lo con osci digli di contattarm i al più  presto, non ci
rimangono che
poche Settimane!
Se non lo conosci tu  lo potrebbero  conoscere i tuoi amici.
Per favore fai  circolare questa  lettera.

Grazie

Daniele Brandani c-o Edizioni Bora S.n.c.
Via  Jacopo  di  Paolo 42
40128 Bologna Italy
cell:  0348-711.25.95
Fax: 051-374.394 specificare per LUCIA BRANDANI
Anche se  non sapete come aiutarlo inoltrate  questa
mail, non costa  niente!

Stiamo parlando di una vita!