Renzi e Letta 
 gattini ciechi ma di antico pelo

"...Separare i due campi (Governo e riforme) richiede una Assemblea Costituente separata dal Parlamento che esprima il  Governo e che  ne controlli gli atti.Se questa soluzione non sarà possibile, il ballo tra Letta e Renzi finirà con un tragico baccanale.."

di Rino Formica (7 febbraio 2014)

 

1. Potere costituito e potere costituente non possono convivere bene e a lungo.
2. Il potere costituito è impegnato nel governo del Paese e nel rispetto delle leggi e dei trattati esistenti.
3. Il potere costituente deve guardare al futuro del Paese, cambiando regole costituzionali ed assetti istituzionali.
4. La separazione tra potere costituito e potere costituente è regolabile con facilità dopo una rottura traumatica di ciclo (guerre o rivoluzioni), mentre è di difficile soluzione in situazioni di crisi politica e sociale senza guida interna e con molti vincoli esteri.
5. Fu facile nel ’46 separare i due poteri dopo la guerra civile. (vedi art. 3-Decreto legislativo luogotenenziale 23 marzo 1946 n.69.
Art. 3
Durante il periodo della Costituente e fino alla convocazione del Parlamento a norma della nuova Costituzione il potere legislativo resta delegato, salva la materia costituzionale, al Governo, ad eccezione delle leggi elettorali e delle leggi di approvazione dei trattati internazionali, le quali saranno deliberate dall’Assemblea.

Il Governo è responsabile verso l’Assemblea Costituente.
Il Governo potrà sottoporre all’esame dell’Assemblea qualunque altro argomento per il quale ritenga opportuna la deliberazione di essa.
Il rigetto di una proposta governativa da parte dell’Assemblea non porta come conseguenza le dimissioni del Governo. Queste sono obbligatorie soltanto in seguito alla votazione di una apposita mozione di sfiducia, intervenuta non prima di due giorni dalla sua presentazione e adottata a maggioranza assoluta dei Membri dell’Assemblea.

6. Il fallimento di tutte le Commissioni di riforme e di tutte le Bicamerali, risiede in buona parte in questo vizio di origine: impossibilità di separare i due poteri e, quindi, di far convivere nella stessa Assemblea parlamentare, la maggioranza di Governo con le maggioranze variabili delle riforme costituzionali.

7. Nella situazione odierna, la frattura tra i due poteri è più profonda e lacerante del passato, per una lunga serie di circostanze accumulatesi nel tempo e di eventi negativi importati dall’estero e non previsti da forze politiche cieche e sorde.

8. Quali sono questi eventi?
a) La crisi finanziaria.
b) La crisi sociale e occupazionale.
c) La crisi fiscale.
d) La perdita di sovranità monetaria e di bilancio.
e) Il disfarsi del sistema produttivo industriale.
f) Il diffondersi della economia criminale.

9. Quali sono le circostanze che nel 2013 hanno reso ancora più divaricato il potere costituito dal potere costituente?
a) La presenza in Parlamento di una straripante forza anti-sistema e anti Partiti della 1° e della 2° Repubblica (M.5S.)
b) Scissione del Pdl
c) Fallimento di Monti e del centrismo di Casini
d) Frattura nel Pd tra le forze integrate dell’ex Pc ed ex Dc e forze non integrate.
e) Rinuncia delle forze Parlamentari ad eleggere un nuovo Capo dello Stato.
10. Come è stato affrontato il conflitto quotidiano tra Governo del Paese per risolvere i problemi della crisi politica e sociale interna ed importata, e costruzione di uno schieramento costituzionale largo e coeso per le riforme Costituzionali?
Si è scelta la scorciatoia già battuta dalla democrazia cristiana nella fase della decadenza. Governo centrista che galleggia e tira a campare e maggioranza di cambiamento racimolata per trasformare il potere costituito in sonno in potere costituente provvisorio.

11.L’accordo B-R (Berlusconi-Renzi) mostra la trama di una tela bucata e lisa. Non è casuale che nell’accordo non vi è alcun serio riferimento culturale alla dottrina sulla forma di Stato e ai modelli di organizzazione moderna della democrazia. Ma vi è un pacchetto confuso e disordinato tra leggi elettorali per far vincere i promotori del patto con pochi voti e con la eliminazione della maggioranza reale del Paese dal Parlamento, e leggi di riforme che mirano a mutilare a morsi l’assetto istituzionale previsto dalla Costituzione ignorando il legame tra 1° e 2° parte della Costituzione. Se B e R avessero letto gli atti dell’Assemblea Costituente, avrebbero trovato un o.d.g. presentato da Giolitti a nome del Pci, di stringente attualità: 

O.d.G. 
“L’Assemblea Costituente,
considerato che la II Parte della Costituzione deve fondare un ordinamento della Repubblica tale da garantire la realizzazione del sistema di diritti e doveri sanciti nella I° parte e tale da soddisfare ai due requisiti essenziali della democraticità e della efficienza delle istituzioni parlamentari;
ritiene che la seconda Camera debba trarre origine dalla volontà direttamente espressa dall’intero corpo elettorale, secondo un sistema che permetta il miglior apprezzamento dei requisiti personali;
afferma che una seconda Camera di tipo corporativo sarebbe contraria allo sviluppo e al funzionamento delle istituzioni parlamentari in senso veramente democratico e moderno;
afferma altresì che una seconda Camera di tipo regionalistico si giustificherebbe solo ove le autonomie regionali avessero quel carattere federalistico che non è stato accolto nella Costituzione;
delibera che la seconda Camera venga eletta a suffragio universale col sistema uninominale e in base a determinati requisiti per l’elettorato passivo, tali però da non incidere sul carattere democratico della Camera stessa e da assicurare la composizione più adeguata ai suoi fini”
.

12. Tra quindici giorni si riunisce la Direzione del Pd per decidere sul conflitto personale tra Renzi e Letta e non sul conflitto tra potere costituito e potere costituente.

13. In questa farsa c’è tutto il dramma del ritardo storico del pensiero politico post democristiano e post comunista, che ha lasciato larghi spazi ai populismi, al ribellismo e alla sfiducia delle nuove generazioni.

14. E’ vero che la crisi sociale è dominante nei pensieri e nella vita della maggioranza del Paese e che la crisi istituzionale occupa le riflessioni di minoranze avvedute e, forse, protette della società, ma il compito delle classi dirigenti della politica è quello di trovare le soluzioni istituzionali più favorevoli per risolvere le crisi sociali più acute e per sanare il malessere provocato dagli squilibri prodotti dal dominio degli interessi forti globali e locali.

15. E’ sempre pericoloso girare intorno ai problemi maturi senza risolverli. C’è il rischio che marciscano ed esplodano. 
Siamo ad un bivio. Il Paese richiede un Governo che debba avere una maggioranza sicura in Parlamento, senza correre il rischio che diverse maggioranze per le riforme istituzionali interferiscano nella sua vita. 
Separare i due campi (Governo e riforme) richiede una Assemblea Costituente separata dal Parlamento che esprima il Governo e che ne controlli gli atti.
Se questa soluzione non sarà possibile, il ballo tra Letta e Renzi finirà con un tragico baccanale

7 febbraio 2014 

                                                                                                      Rino Formica

 

 

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