
Da: domenico.civitano@libero.it
Date: 13/07/2009
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. COMPAGNO DELBENE I SOCIALISTI RIMASTI FEDELI ALLA PROPRIA STORIA SANNO QUAL’E’ IL RUOLO DA SOSTENERE ANCHE NEI MOMENTI DIFFICILI COME QUELLI ATTUALI. ESSI ASPETTANO CON TREPIDAZIONE IL RITORNO IN CAMPO DEL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO CON LE CARATTERISTICHE CRAXIANE Finalmente si ritorna a parlare socialista, dopo i “Mea Culpa”. E’, di fatto, inaccettabile e squalificante, per i socialisti, mirare ad un patto federativo, sia pure in funzione delle prossime elezioni regionali. Passato il momento della grande confusione politica, dovuto al devastante tentativo dei poteri forti di sovvertire lo Stato democratico e instaurare la dittatura per la smania di assoggettare tutti alla propria volontà, bisogna ritornare a parlare di politica seria e, quindi, di SOCIALISMO. Ciò, ovviamente, richiede un grandissimo coraggio per lottare ancora contro le forze politiche nemiche, prima ancora che avversarie. I socialisti che hanno avuto la forza di rimanere tali, nonostante lo sbandamento politico provocato dalle toghe rosse, devono sentirsi orgogliosi di essere gli eredi legittimi del socialismo laico e riformista e di rappresentare in Italia la vera sinistra, socialdemocratica e in linea con quella europea. Non sono più socialisti i compagni che hanno aderito al PDL, come non lo sono quelli rifugiatisi nei DS e oggi iscritti al PD, che sta per implodere. Il PD, per propria esplicita dichiarazione, non è più comunista, non è socialista, quindi, non è sinistra italiana e nemmeno europea. Ciò premesso, sono ben definiti i confini e gli obbiettivi del socialismo riformista e moderato in Italia. L’impegno immediato è dichiarare e dimostrare con i fatti di essere contrario all’attuale sistema politico, chiaramente antidemocratico e con tendenze antirepubblicane. Tale compito, deve essere assolto dal Segretario politico nazionale senza alcuna remora nel sostenere il naturale collegamento alla storia del Partito Socialista e a quella degli uomini che la sostennero energicamente per salvaguardare la democrazia e i diritti dell’uomo. Il riscatto socialista non può partire dai compagni di base che non hanno alcuna possibilità di riunirsi e concordare la linea politica da proporre al Paese. I compagni socialisti sparsi in “ogni angolo d’Italia” sono amareggiati e mortificati per la condotta politica antisocialista degli attuali dirigenti nazionali. Gli errori commessi nell’ultima campagna elettorale vanno riparati subito col dichiarare che il socialismo non può comprendere i Verdi e neppure i dissidenti di Rifondazione Comunista. Dopo tale dichiarazione va tenuta una conferenza organizzativa, propedeutica al Congresso Nazionale, che stabilirà le procedure per la ripresa organizzativa del Partito su tutto il territorio. 14.07.2009 Domenico Civitano Bitetto (BA)