
Da: un salentino
Date: 22/03/2009
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LIBERTA’, SINISTRA E DESTINO DEI SOCIALISTI. Ho sempre sentito dire da tanti socialisti che non volevano morire democristiani. Forse è quello che purtroppo mi toccherà. Qual è lo scenario attuale della politica italiana? Da una parte abbiamo un Partito Democratico(?) che ha come segretario un ex democristiano. Dall’altra un Popolo della Libertà che pare voglia aspirare a rifare la Democrazia Cristiana (leggi le parole di Berlusconi sul Corriere della Sera del 22/03/2009). Dall’altra ancora una formazione (l’UDC di Casini) che rivendica con orgoglio la sua storia e la storia della Democrazia Cristiana. Cosa rimane: 1) un partito giustizialista (per gli altri); 2) i soliti partiti falce-martello che non falciano e non martellano più ma come come la Palermi docet vanno tranquillamente in pelliccia o come Bertinotti che rivolgendosi agli operai inizia con un “cavi opevai e cave opevaie” 3) un partito socialista che pur di salvaguardare qualche poltrona a chi “orgogliosamente” (ma de che?) si richiama alle origini socialiste non disdegna di allearsi con Occhetto e con Pecoraro Scanio. I veri socialisti non possono stare dentro Sinistrà e Libertà. Perché se a Roma la manifestazione viene chiusa dalla oratoria pleonastica del comunista Vendola forse vuol dire che i socialisti (pardon la cosiddetta classe dirigente socialista) vuole rinnovare il patto del Fronte popolare pre-Ungheria. Auguro a tutti i compagni e le compagne che vorranno seguire questa cosiddetta “classe dirigente” un cammino radioso. Un ultimo appunto: l’unica persona per bene che voterei è Beppino Englaro.