
Da: domenico.civitano@libero.it
Date: 06/02/2009
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IL POPOLO ITALIANO VIENE SPOGLIATO SEMPRE PIU’ DELLA SOVRANITA’ SANCITA DALLA COSTITUZIONE Il Popolo italiano ha conquistato la libertà, negata dal fascismo, con durissime lotte, che hanno segnato la perdita di vite umane, le torture disumane, le umiliazioni e le privazioni di ogni genere. La Democrazia sognata e desiderata da tutti, senza distinzione di ceto e di cultura, si realizza. Il Popolo conquista il diritto di voto e concorre alla formazione del governo secondo le norme della Costituzione, che interpreta il sogno di libertà del Popolo italiano. La norma fondamentale è racchiusa nel primo articolo della Costituzione, affermando che: “ La sovranità appartiene al popolo….”, in quanto vero titolare del potere per gli indirizzi politici per il governo del paese. Di fatto, tale potere si esercita nel momento delle votazioni, quando si scelgono democraticamente i propri rappresentanti in seno al Parlamento. Da qualche tempo la sovranità popolare va perdendo la paternità del popolo per assumere quella dello Stato. La democrazia sta cedendo il passo allo Stato forte, propedeutico della dittatura. Il primo colpo demolitore della democrazia in Italia risale al referendum per la preferenza unica, per percorrere, poi, tutte le fasi demolitrici con il bipolarismo, con l’abolizione del voto di preferenza per arrivare al bipartitismo deciso dai due partiti più forti impegnati ad eliminare tutte le altre espressioni politiche colpendo al cuore la democrazia. I sintomi di un’involuzione dittatoriale della politica italiana sono chiari, anche se la maggioranza del popolo non ne prende atto perché alle prese con i sacrifici quotidiani per la sopravvivenza fisica, per la crisi economica galoppante. Mentre in Parlamento il PDL e il PD approvano, il 4.2.09, la legge elettorale salva Veltroni, il Popolo lotta con l’insicurezza economica e sociale. Registra i fenomeni malavitosi, la perdita degli ideali politici, etici, culturali, l’istigazione a delinquere propugnata con costanza aberrante da parte di alcune trasmissioni televisive e di alcuni giornali. E’ preso dal panico di cadere nelle grinfie della magistratura o, peggio ancora, nella rete della mafia. Tutto ciò, rappresenta la migliore condizione per trasformare la democrazia in dittatura. Il fenomeno più avvilente è vedere il popolo stressato dai tanti problemi irrisolti, non avere la forza per reagire a tanto scempio politico. La fine della democrazia sostanziale è più vicina di quanto si possa pensare e le promesse di marinaio aumenteranno l’amarezza e lo sbigottimento di quanti speravano un futuro più sereno e più certo. E al calar del giorno ci si domanderà: Dove è andato a finire il sacrificio degli eroi morti per la libertà e il lavoro dei padri della Costituzione che assicurarono la libertà e la democrazia al Popolo italiano. Non mancherà il ricordo di Bettino Craxi che dimostrò con le azioni la difesa della democrazia e dell’orgoglio italiano. 06/02/09 Domenico Civitano Bitetto (BA)