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IL NO DEL PD AL PSE

Da: domenico.civitano@libero.it
Date: 24/11/2008
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L’INTERNAZIONALE SOCIALISTA DEVE ESPELLERE D’ALEMA, SE NON SI DIMETTE AUTONOMAMENTE, PER INCOMPATIBILITA’ POLITICA. La rassegna stampa di “Domani Socialista” ha pubblicato, nei primi giorni di Novembre 2008, un articolo di D’Alema, che sollecita il Partito Democratico a risolvere il problema della collocazione europea, prima delle elezioni per il rinnovo dei componenti italiani al Parlamento di Strasburgo. D’Alema, che è VICEPRESIDENTE dell’Internazionale Socialista, scarta ogni ipotesi di confluire nel Partito Socialista Europeo e non avverte il bisogno morale di dimettersi dall’Internazionale Socialista. Inoltre, auspica che anche i Socialisti prendano una decisione per cambiare la denominazione del gruppo. Sul piano politico è un’intollerabile mancanza di rispetto soprattutto verso i socialisti del bipolarismo di sinistra. Se ciò non bastasse, li offende ancora, quando afferma che il socialismo europeo e internazionale è solo un segmento del mondo progressista, riformista e democratico. Per nascondere il suo DNA contro i socialisti, D’Alema si perde in un’analisi contorta del modo di essere riformisti e progressisti alla maniera degli Usa, dell’India e del Brasile. L’analisi comparativa perde significato logico, quando parlando della realtà europea, la formazione di una nuova forza politica riformatrice non può prescindere dai socialisti. Il massimo dell’ipocrisia D’Alema lo raggiunge, quando afferma che bisogna muovere i socialisti verso scelte innovative e coraggiose, per creare un movimento internazionale che non sia soltanto dei socialisti. D’Alema, purtroppo per lui, ignora che la storia ha bocciato il comunismo a differenza del socialismo, che è ancora una realtà storica internazionale. Più aperto e coraggioso è Rutelli, che ha invitato Walter Veltroni a costruire in Europa il Partito Democratico per non andare a finire nel Partito Socialista Europeo. Rutelli esclude ogni connotazione europea di sinistra del Partito Democratico, per non rafforzare ulteriormente la Destra in Italia. Questi rivendica l’accordo tra Margherita e Democratici di Sinistra, secondo cui il nuovo soggetto politico, cioè il PD, mai sarebbe andato a finire nel Partito Socialista Europeo. Le due dichiarazioni, quella di D’Alema e di Rutelli portano alla medesima conclusione pratica di cancellare anche la parola socialismo e conseguenzialmente i termini della sinistra come riferimento. I socialisti che si sono affannati a rimanere con i DS ( ex comunisti) subito dopo Mani Pulite per qualificarsi si sinistra, si scioglieranno nel PD, per onorare l’amicizia con D’Alema, Fassino, Rutelli e altri tra cui l’ex PM Antonio di Pietro, che dimostra ogni giorno come si calpestano le Istituzioni in un paese democratico. Bisognerebbe conoscere gli umori di Nencini, in qualità di segretario nazionale del Partito Socialista aderente a quello europeo. Avrà ancora il coraggio di dichiarare di privilegiare l’intesa con il PD? Se non cambia idea, in tempo utile, si renderà responsabile di portare lo PS, allo 0,00007%. Occorre uno scatto d’orgoglio socialista, di marca PSI Craxiana, per annullare la diaspora socialista e tornare a pieni titoli tra la popolazione a raccogliere le loro esigenze e farle proprie nelle lotte e nei luoghi opportuni. I veri riformisti, democratici, liberali sono e rimarranno i socialisti, che devono trovare la forza di rimettersi insieme, per riprendere orgogliosamente il vecchio storico cammino in aiuto dei più deboli. 24/11/08 Domenico Socialista

   
Aggiornato il: 02 giugno 2011
 

IL LUOGO D'INCONTRO VIRTUALE DEI SOCIALISTI