Delbene: è giunto il momento
 di scendere in campo !

In questi anni tanti sono stati gli uomini e le donne, i giovani e i meno giovani, che con passione e molti sacrifici si sono fatti carico di preservare un inestimabile patrimonio, una grande cultura e una gloriosa storia politica.
Lo abbiamo fatto consapevoli di quanto fosse importante per il nostro paese e per il nostro futuro di cittadini italiani, conservare il “seme” di quella che ritenevamo e tuttora riteniamo essere l’unica cultura politica in grado di coniugare una sempre maggiore e necessaria giustizia sociale con le esigenze di una società che si muove e muta sempre più velocemente.
Gli anni sono passati nell’attesa del “momento giusto” che non è mai arrivato.Il tempo però è la morte più crudele: le energie pian piano vengono meno e anche la più inespugnabile cassaforte diviene sempre più accessibile agli interessi di miseri uomini che, in cambio di piccole mance, ne cedono impropriamente il contenuto.

Logoramento e rassegnazione: questi sono i sintomi di una lenta agonia!
Chi ancora è animato dal desiderio di concorrere alla costruzione di una società più giusta, chi ancora crede che quella socialista possa essere l’unica cultura politica in grado di contribuire in tal senso, ha dinnanzi a sé la responsabilità di cogliere oggi “il momento”. Questo, che potrebbe essere l’ultimo bagliore di luce!
C’è bisogno di coraggio e di tanta generosità! Ma ne eravamo e ne siamo consapevoli, oggi come ieri.
Non possiamo più rinviare! Il paese ha necessità di noi ora!

In tre parole possiamo riassumere quelli che sono gli elementi essenziali su cui poggiare un nuovo progetto per il futuro: Politica, Stato e Sovranità

Politica intesa come
-         partecipazione, confronto e condivisione;
-         espressione degli interessi diffusi della società;
-         luogo di formazione e selezione di classi dirigenti;
-         democrazia al servizio del popolo e per il popolo.

Stato inteso come
-         cardine di qualsiasi società;
-         garante delle diverse istanze della società;
-         garante delle libertà dell’uomo e del mercato, attraverso la determinazione delle regole che evitano      l’anarchia e quindi il governo dei più forti;
-         forma di partecipazione nella società con il fine di sostenere chi è più debole, più bisognoso e più indifeso. 

Sovranità popolare e nazionale intese come origine e fondamento di ogni potere pubblico che deve necessariamente essere espressione del proprio popolo. 

Al contrario, oggi la politica è delegittimata e senza anima, sostituita da un generalizzato tecnocraticismo. La classe politica è quasi inesistente, incapace di comprendere e di costruire una propria visione del futuro.

Lo stato è sminuito nella propria funzione, indicato spesso come superfluo e ritenuto da taluni “di troppo” in un mercato che deve essere “libero” e unica a fonte di verità. 

Sovranità popolare e nazionale sono divenute sovranità di grandi poteri e interessi finanziari, estranei al nostro paese, che decidono e nominano la classe dirigente, scegliendola tra i “senza popolo” che sono accondiscendenti e facilmente “manovrabili”. Non solo la pretesa di determinare il nostro futuro, di individuare a chi “svendere la nostra ricchezza”, ma addirittura di decidere a chi destinare le “briciole” rimanenti. 

Diviene fondamentale riaffermare in primo luogo il necessario ruolo della politica, dello stato e i principi di sovranità popolare e nazionale.

A seguire, su questi necessari fondamenti, potremo costruire quella che è la nuova e grande sfida del socialismo del nuovo millennio: combattere i nuovi “padroni” che speculano sui nuovi “deboli”. 

Ieri i padroni erano imprenditori senza scrupoli il cui solo interesse era il proprio profitto. 

Oggi, anche il mondo produttivo (economia reale) diviene una vittima senza difese. Questo va ad aggiungersi non solo a chi non ha ottenuto una propria emancipazione economica, ma a tutti coloro che hanno una diversa cultura, un diverso colore della pelle, una diversa religione, una diversa lingua, ecc.. I “diversi”, ovvero i nuovi “deboli”. 

Consapevoli di quelle che sono quindi le basi essenziali e le grandi conquiste da perseguire, è necessario mettersi in gioco ( Stati uniti d’Europa, Stati Uniti del Mondo, Giustizia Sociale sono alcuni dei grandi obiettivi che abbiamo di fronte).

Entrare in campo oggi significa scegliere in quale metà del campo giocare: con i tecnocrati, con le banche e con i grandi interessi finanziari, in un paese senza stato e senza politica (vedi “montismo”), o nell’altra metà, creando un’alternativa credibile che sappia guardare lontano. 

Con tanti compagni ed insieme ad uno dei padri nobili del socialismo italiano, Rino Formica, abbiamo scelto

Abbiamo scelto di stare con chi, come noi, ritiene necessario lottare per riaffermare i “fondamenti” (politica, stato, sovranità)  e  con chi, come noi, vede nei grandi interessi finanziari  dei “mali” che vanno contrastati. 

Sabato e Domenica a Riccione abbiamo partecipato  e abbiamo resa pubblica la nostra condivisione del Manifesto di Giulio Tremonti e la nostra “convergenza” sul neonato movimento “Avanti Insieme – Lista Lavoro e Libertà” .

E’ nostro dovere impegnare ogni energia disponibile! 

Da perdere non vi è nulla, se sapremo guardare al futuro e lottare per il bene del nostro paese e dei nostri figli!

Daniele Delbene

 

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Aggiornato il: 19 gennaio 2013

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