Nomina del nuovo direttore di Bankitalia

Lettera di Rino Formica a Il Riformista ( 30 Giugno 2011)

 Chi si oppone alla procedura fissata da una legge per la nomina del Governatore della Banca d’Italia?

Il Parlamento, la Corte Costituzionale, L’Unione Europea?

No. Sono degli opinionisti fondatori di grandi giornali o grandi firme zelanti  interpreti dei loro editori.

La Banca d’Italia è più autonoma e indipendente se il suo Governatore è scelto tra i migliori “servitori dello Stato” secondo la procedura della legge o se è prelevato tra gli amici di abili lobbisti?

La risposta facile facile può darla la colf (una volta si  sarebbe detto:  la cuoca di Lenin) dei grandi veggenti dei gruppi di pressione, sempre più sfacciati ed arroganti.

Una legge dello Stato ha fissato i criteri per la nomina a termine del Governatore della Banca d’Italia.

La filiera decisionale è chiara: il Consiglio dei Ministri, “sentita” (e non d’intesa) il Consiglio della Banca d’Italia, propone al Presidente della Repubblica un nominativo.

Il Presidente della Repubblica decide con suo decreto.

E’ ovvio che in Consiglio dei Ministri, organo collegiale, il Ministro  del Tesoro ha potere di proposta.

Pare che Tremonti voglia proporre il Direttore Generale del Tesoro unanimamente ritenuto persona capace e di riconosciuto prestigio internazionale.

La semplice e naturale circostanza che il candidato sia proposto dal Ministro del Tesoro è di per se  sufficiente a declassare i meriti del candidato Grilli.

E’ inaudito!

Per il richiamo alla dovuta collaborazione tra Banca d’Italia e Governo rimando al testo di Guido Carli a cura di Paolo Peluffo (Le due anime di Faust, ed. Laterza), dove è possibile trovare sul  tema, ampie citazioni di Luigi Einaudi.

Fraterni saluti

                                                                        Rino Formica

P.S.- Quando si potrà  cominciare a parlare con serietà e competenza sul ruolo dei gruppi di pressione esterni al sistema democratico ed interni alle decisioni politiche?

I grandi giornali si sono molto occupati in passato e nel presente delle varie P2, P3,P4 ecc. ma non hanno mai voluto affrontare la questione delle interferenze mirate  e delle prediche manipolative dell’informazione al limite dell’aggiotaggio, e dell’intrusione nel funzionamento degli organi costituzionali.

 

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Aggiornato il: 19 gennaio 2013

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