La sconfitta dei socialisti in Spagna ci riguarda

Da: di Emanuele Macaluso da Il Riformista
Date: 24 mag 2011
Time: 17:55:59

NOTIZIA - ARTICOLO

In Spagna il partito socialista di Zapatero ha subito una pesante sconfitta. L’esito delle elezioni regionali e amministrative è chiaro: i socialisti sono al 27,8% e la destra al 37,3%. L’astensione, oltre il 33%, ha riguardato soprattutto parte dell’elettorato socialista. La sconfitta era nell’aria da quando la crisi ha messo sul lastrico due milioni di lavoratori e non si vedono segni apprezzabili di ripresa. La manifestazione degli indignatos è un sintomo serio di una crisi politica che forse va oltre la questione economica. Il malessere sociale delle nuove generazioni è grande e la sinistra europea se vuole avere un avvenire deve cimentarsi con questa realtà. In Germania il voto di Brema conferma lo stato di buona salute dei socialdemocratici e dei Verdi e il declino dei partiti conservatori al governo. Ma torniamo alla Spagna, anche perché l’opera del governo Zapatero sul terreno dei diritti civili ha avuto una grande eco nel mondo e soprattutto in Italia. Infatti, proprio su quel terreno, nel nostro paese si sono verificati arretramenti preoccupanti, grazie al governo Berlusconi e alle posizioni equivoche del Pd. La Spagna però ci dice anche che se la sinistra non è in grado di dare risposte adeguate, nel momento in cui si manifesta una crisi economica che essenzialmente si connota come questione sociale, paga il conto per tutti. La storia del socialismo si identifica con l’evoluzione sociale e le conquiste delle libertà collettive e individuali. Coniugare i due momenti è spesso difficile, ma giusto e necessario. Oggi il partito socialista spagnolo è in difficoltà perché non è riuscito a tenere insieme i due momenti. Ma non è “ko” come scrivono tanti giornali italiani. Quel partito c’è, ha radici profonde nella società, è in campo, combatte e rappresenta la sola alternativa credibile al partito conservatore di Mariano Rajoy. È questo l’aspetto che oggi ci interessa sottolineare. Nelle democrazie le alternative di governo sono la regola. Essenziale è che, al governo o all’opposizione, ci sia un grande partito della sinistra, riferimento delle forze di progresso. Zapatero ha già detto che non sarà più lui il candidato e i socialisti sceglieranno con le primarie di partito il candidato per lo scontro del 2012 alle elezioni politiche. Seguiremo con interesse gli sviluppi della vicenda politica spagnola. Ci riguarda.

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Aggiornato il: 19 gennaio 2013

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