Caso Tedesco. Ora tocca al PD ...

Lettera di Rino Formica al Foglio del 12 Aprile 2011

Caro Direttore,

il  Foglio ha assunto sul caso Tedesco una posizione corretta, equilibrata e sicuramente garantista.

Ha fatto capire, anche a chi non vuole intendere, che non si può essere difensori di verità a corrente alternata.

Ma ciò che mi stupisce è l’ultima offerta sacrificale avanzata da Tedesco: “chiedo al mio Partito di votare l’arresto”.

Tedesco sino ad oggi con buon stile e molti argomenti aveva difeso il  diritto ad un giusto processo, il   dovere  di cittadino di spiegare le proprie  ragioni all’interno del processo e la  volontà di togliere da ogni imbarazzo il suo Partito sospendendosi dal PD  e dal  Gruppo senatoriale.

E sin qui tutto bene!

Si era all’interno del migliore rispetto   delle regole democratiche.

Ma cosa è successo nelle ultime settimane?

Il PD  si è diviso tra chi ritiene che i giudici non si toccano e chi pensa che non siano infallibili quando  maneggiano  l’arma micidiale e impropria delle misure cautelari in carcere.

E qui che Tedesco abbandona la sua originaria cultura socialista che non ha mai esaltato l’eroismo individualista di origine anarchica e non si è mai  infilata nel “vittimismo sacrificale” di origine mistico –religiosa.

Non siamo ancora alle confessioni “spontanee” dei processi di Mosca anni ’30, ma siamo già nell’area della sindrome di Stoccolma.

Tedesco chiede l’arresto per non mettere in difficoltà il suo Partito (che è il suo vero attuale carcere) ed offende un principio generale di civiltà: una questione giusta non può dipendere dal nome del  fruitore del suo successo.

La richiesta di arresto avanzata da Tedesco se non è una furbata (come io mi auguro) è uno scivolone  per  logorante stanchezza.

Tocca al PD non approfittare della debolezza di chi incautamente si è consegnato al suo esercito.

Fraterni saluti

                                                     Rino Formica

 

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Aggiornato il: 19 gennaio 2013

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