Il Lodo Marchionne e il Partito romano...

Lettera di Rino Formica al Foglio -  28 Dicembre 2010

Caro Direttore,

Il  Lodo Marchionne non è  solo utilizzabile per risolvere la crisi Fiat-Italia e per imprimere una torsione moderata al  negoziato su le nuove relazioni industriali.

Il Lodo Marchionne, che postula l’uscita dal modello concertativo sindacale, provocherà effetti innovativi imprevedibili nel sistema politico.

La scomposizione federalista del  centralismo statale ha già creato una miriade di  formazioni politiche locali e poche artificiali aggregazioni politiche nazionali in via di  scollamento.

In questo dilatarsi del vuoto istituzionale va collocato il tentativo di  riorganizzazione del partito romano. Esso mira alla ricostituzione dei   punti unitari recuperabili:  relazioni economiche e finanziarie internazionali (incroci bancari ed accordi commerciali e industriali fuori dai vincoli geo-politici); potere della forza (corpi militari, polizie, servizi);  pacificazione giudiziaria ;  informazione coordinata e disciplinata.

Il rinascente partito romano è alla ricerca di un progetto unitario nazionale in  presenza di uno  svuotamento dei suoi poteri in basso (il federalismo) e in alto (il  globale).

Il Lodo Marchionne che incide su tutto ciò che è centralizzato ha spinto il partito romano ad una  accelerazione.

Berlusconi ha scelto il partito romano, e vorrebbe mollare  Tremonti.

Bersani è sempre in mezzo al guado.

Le elezioni anticipate sono di ostacolo alla rinascita del partito romano.

Al  Foglio, che ha mostrato grande interesse al “Lodo Marchionne”, auguro un Anno Nuovo fecondo e ricco di idee nuove ed ardite.

 

                         Rino Formica

 

 

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Aggiornato il: 19 gennaio 2013

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