120° anno di "Critica Sociale
Lettera di Rino Formica a S. Carluccio

Caro Stefano,

per onorare il 120° anno di Critica Sociale, sarebbe utile mettere in parallelo e a confronto il ruolo di “Critica Sociale” per il Psi e quella dell’”Ordine Nuovo” per il Pci.

 Vedo avanzare un nuovo  spettro che si aggira nel mondo: il capitalismo autoritario di marca cinese.

Tremonti per primo ha visto il pericolo del mercatismo  comunista.

Vogliamo provare  ad aprire un dibattito intorno ad una nuova serie di “Critica Sociale” che possa sviluppare una ricerca culturale per un nuovo compromesso socialriformista avverso al capitalismo autoritario?

Non dico che l’incontro di  Asolo tra Fini e D’Alema sia l’atto iniziale del mercatismo comunista all’italiana, ma la storia ci insegna che le grandi tragedie sono cominciate per scherzo.

Affettuosamente.                      Rino Formica

 Articolo di Rino Formica pubblicato sull'ultima edizione di "Critica Sociale" ( Edizione n° 8)

Turati nel 1891 cambia la testata di “Cuore e Critica” in “Critica Sociale”.

Nel togliere la parola “Cuore” dalla rivista di  Arcangelo Ghisleri vuole uscire dallo spazio del socialismo sentimentale e vagamente ribellistico.

Turati dopo 30 anni di Unità d’Italia cerca una piattaforma culturale moderna per la nascita di un partito socialista  ed individua nelle lotte sociali il terreno democratico per la modernizzazione della società italiana.

Insomma getta le basi per una analisi critica dell’assetto sociale esistente e per la costruzione di una linea politica che possa aprire la strada ad una nuova società.

Le date sono essenziali: nel 1891,  nasce la rivista teorica del riformismo socialista; nel 1892, si costituisce il partito socialista, unitario e nazionale; nel 1893 prende corpo il coordinamento del movimento cooperativistico, forza di resistenza e di sostegno per la lotta operaia e contadina; sempre nel 1893 a Parma tredici Camere del Lavoro si federano e aprono la strada alla costituzione della CGL; nel 1896 esce il primo numero dell’Avanti!, il giornale nazionale della opposizione sociale e politica dell’Italia unita.

Turati nel 1891 ha la felice e fertile intuizione:  una solida e robusta cultura del cambiamento deve precedere la costituzione della forza politica organizzata del cambiamento.

Questa intuizione fu anche quella che ebbe Gramsci nel fondare l’Ordine Nuovo.

Fu Ordine Nuovo  la base culturale su cui si costruì il PCI.

La differenza tra la visione di Turati e quella di Gramsci è tutta nell’essenza fondativa delle due riviste: con Critica Sociale si da’ il via al socialismo riformista; con l’Ordine Nuovo si teorizza la funzione salvifica della violenza per la  trasformazione della società.

Con la fine del ‘900 Critica Sociale  lascia in eredità il successo insufficiente del compromesso socialdemocratico, mentre  l’Ordine Nuovo consegna alla storia il lascito della tragedia comunista che ha eliminato alcune ineguaglianze sociali al prezzo della distruzione dei diritti umani.

Non  nascerà una nuova forza socialista se non vedrà la luce una nuova cultura della  critica sociale dell’ordinamento sovranazionale.

Nel 1889 a Parigi era nata la Seconda Internazionale e nel suo manifesto costitutivo fu lanciata la parola d’ordine, semplice, suggestiva e sovranazionale delle otto  ore lavorative.

Se non c’è la nuova “Critica Sociale” resta solo il pensiero unico e sgradevole dellA.D. Marchionne.

 

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Aggiornato il: 19 gennaio 2013

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