dal Foglio del 08 Settembre 2010

Formica sculaccia l'elefantino, che s'agita,
 barrisce e risponde come può

Caro Direttore, 

Cosa può aver indotto un indomito ed acuto animale (politico) come l’Elefantino del lunedì a dire che “Berlusconi non è mai entrato in politica” ed è solo “sceso in campo per badare ai propri affari, cioè per difendere se stesso dai magistrati d’assalto e la sua roba da sentenze che vorrebbero smembrarla a tavolino”? Insomma Berlusconi ha reagito a chi lo voleva morto per faziosità politica. Quindi è politica la risposta ad una azione politica. E’ così che g li affari di Berlusconi sono diventati affari della nazione e gli affari dell’establishment sono affari di famiglia. L’abile tesi è forzata.Invece, lo spirito che è alla sua base appartiene alla tradizione della cultura pessimistica che in passato sottrasse forze preziose alle correnti politiche riformiste, che non sfondarono mai tra le grandi masse popolari. La rinuncia a lottare per il riformismo è il potente virus non estirpabile nella sinistra democratica. In questi giorni va in scena lo spettacolo indecoroso di una sinistra che esalta lo “storico” discorso di Fini, facendolo assurgere a manifesto per una grande destra liberale, sociale, nazionale ed europea. Non mancano i gorgheggi della “casta amazzone” (Rosy Bindi) e i singhiozzi dello sfortunato “anatroccolo” (Veltroni). Ci siamo: la sinistra dichiara forfait e riconosce che la dialettica democratica si sviluppa all’interno del campo moderato. Da questa convinzione nasce la corsa al centro della sinistra. Ma dove si perde il ragionamento della sinistra? Non si trova più quando deve scegliere l’amico o il nemico. Il vincolo del nominalismo è deviante. A Futuro e Libertà che pullula di vecchi Boia chi molla e di ex rautiani estremisti, viene consegnata la patente liberale e al PDL, dove per ora alloggiano ancora tanti ex morotei, ex lombardiani ed ex ingraiani, viene assegnato il distintivo littorio. Perchè questa lunga premessa? Per dirti: se anche tu, caro elefantino ti rassegni, vuol dire che il fascismo per gli italiani è un costume, come scriveva Flaiano: “Il fascismo conviene agli italiani perchè è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità. Il fascismo è demagogico ma padronale, retorico, xenofobo, odiatore di cultura, spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli “altri” le cause della sua impotenza o sconfitta. Il fascista è disposto a tutto purchè gli si conceda che lui è il padrone, il padre”. Se la vena carsica del fascismo è un costume che avvolge la società italiana, stiamo attenti a non rilasciare certificati di garanzia a partiti o movimenti che in passato esaltarono quei valori e ne fecero arma politica. Sperare nel revisionismo è cosa buona. Accettare solo parole non è consigliabile. Per questa ragione a nessuno è consentito ripiegare. Con la resa renderemo più duro il compito dei nostri figli quando verrà il giorno non lontano in cui la politica tornerà al seguito della questione sociale europea. E’ cieco chi pensa che la lotta di caste ha soppiantato la lotta di classe. Fraterni saluti 

Rino Formica

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Aggiornato il: 19 gennaio 2013

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