FORMICA: Caro Ghirelli, la democrazia è in crisi e possiamo resistere solo alleandoci

Da: da Il Riformista
Date: 14 feb 2008
Time: 09:55:08

NOTIZIA - ARTICOLO

SOCIALISTI E COSA ROSSA. REPLICA DI RIN0 FORMICA Caro Ghirelli, la democrazia è in crisi e possiamo resistere solo alleandoci Itrust you. Di Antonio Ghirelli io mi fido a occhi chiusi. Conosco il suo rigore intellettuale, la sua cristallina e disinteressata fedeltà al movimento socialista e il suo maturo anticomunismo democratico. Antonio ha scritto che io sbaglio nel proporre un accordo tecnico tra Socialisti e Cosa Rossa, Avrebbe ragione se io avessi proposto una alleanza politica e programmatica tra Socialisti e i post-comunisti e i veraci sopravvissuti adoratori della mummia di Lenin: un assemblaggio difficile da far digerire agli elettori che si sono combattuti per oltre mezzo secolo. Ricordare le resistenze della sinistra italiana a ogni processo di revisionismo è una inutile ripetizione di ciò che per decenni è stato detto e scritto. Caro Antonio, la nostra generazione non può fermarsi al ricordo degli ostacoli che abbiamo incontrato nella sinistra per rendere maturo ed europea il socialismo italiano. Dobbiamo liberarci da un vecchio modo di ragionare: è sbagliato pensare che solo i mutamenti economici creano nuova coscienza sociale e formano una classe generale che possa costruire un nuovo assetto istituzionale. In passato, siamo stati poco attenti ai grandi mutamenti istituzionali che si sono autonomamente sviluppati grazie alle nostre distrazioni econornicistiche. Sbaglierò nell’analisi, ma ritengo che da dieci anni a questa parte assistiamo a una regressione della cultura democratica e a una corrosione delle istituzioni garanti degli equilibri democratici. Nenni, nell’ultimo ciclo della sua vita, ci ricordò che l’attenzione ai cambi istituzionali doveva essere in noi pii viva del passato perché la tendenza alla concentrazione del potere economico e finanziari spingeva verso una concentrazione del potere politico e una riduzione del controllo democratico. Che cosa è in atto? Tutto cominciò alla fine degli anni ‘80 con una campagna tesa a sostituire il proporzionale con il maggioritario. Poi si passò ad assalire il sistema dei partiti, ma l’operazione non riuscì perché accanto ai residuati dei partiti ideologici si formò una pletora di partiti personali. La presenza di queste formazioni padronali entrò in conflitto con il vero padronato che produce ricchezza. E allora si diede il via a una più radicale soluzione in nome della semplificazione; due soli partiti, uguali nei modelli di organizzazione e quasi uguali nei programmi. Quali saranno i nuovi traguardi? Anche con poca fantasia possiamo immaginarli così; 1) un federalismo di 4 o 5 macroregioni come era nei programmi di Cefis-Miglio; 2) elezione diretta del presidente della Repubblica; 3) una legge elettorale proporzionale falsa che porti in Parlamento due soli partiti. In questo schema non c’è posto per un movimento socialista e per un movimento sindacale in continuità storica con le loro battaglie di civiltà. Vi è grande spazio, invece, per le lobby e per l’inganno polista. Se nel mio ragionamento vi è un nucleo di verità, l’alleanza tecnica tra Socialisti e Cosa Rossa non è una bestemmia. E forse una proposta disperata per creare una linea di resistenza alla involuzione democratica. Stiamo attenti a non trasmettere alle nuove generazioni la nostra vera tisi; arrivare sempre dopo che è scaduto il tempo. I “non possumus” lasciamoli a Poi IX!

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Aggiornato il: 19 gennaio 2013

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