dalle pagine di  "Liberazione" del 27 Gennaio 2008

Formica: << Arriveranno i Partigiani ?
E' l'8 Settembre della politica >>

Rino Formica, cinquant'anni di politica, ne ha viste di tutti i colori e impietosamente commentato tutto quel che gli è passato accanto. Del resto, per lui, apostolo dell'aforisma fulminante - spesso letale - la cosiddetta prima Repubblica era una riserva davvero inestinguibile: ricca di specie bizzarre e situazioni grottesche. Sua la celebre frase «la politica è sangue e merda».
Craxiano adogmatico, Formica non ha mai risparmiato nulla neanche ai suoi: «E' una corte di nani e ballerini», commentò riferito ai tanti personaggi dello spettacolo - soubrette, attorucoli e stilisti- che avevano invaso il partito che fu di Nenni.
Insomma, Rino Formica è uno che sa bene cosa si agita nel Palazzo e sa altrettanto bene cosa si sussurra nelle segrete stanze del transatlantico. Lui sa, ma di fronte alle modalità di questa crisi di governo - anzi, di fronte alla «crisi di sistema e di personale politico» - è netto, impietoso: «Queste oligarchie non hanno versato lacrime e sangue per questa Repubblica. Sono residui della prima Repubblica». A cominciare da Walter Veltroni che Formica non esita a definire «pericoloso per la sinistra».

Onorevole Formica, il governo è collassato e di fronte a noi l'ignoto. Come se ne esce? Ma soprattutto, se ne esce?
Il crollo era inevitabile. Ma la cosa che più deve preoccuparci è la mancanza di analisi intorno a questa crisi. Oggi D'Alema ha parlato di crisi di classe dirigente e crisi di sistema. Ecco, questa discussione, l'unica discussione seria ma non la si vuol fare. Troppo dolorosa.

Insomma, dobbiamo rimpiangere la prima Repubblica?
Vede, Prodi ha parlamentarizzato la crisi di Governo ma la politica non riesce a parlamentarizzare la crisi di sistema che stiamo vivendo. Io dico che il Parlamento dovrebbe discutere la natura e la causa della debolezza politica di questi ultimi 15 anni. Ma avete notato che questa nuova oligarchia non si autodefinisce più seconda Repubblica? Si vergognano. Vogliono dar ad intendere che non c'è stata cesura tra le due stagioni.

Sta dicendo che i vari Casini, Veltroni e Fini si "vendono" come politici della prima Repubblica perchè la seconda è ormai impresentabile?
Certo. Del resto nessuno ci sa spiegare da dove provengano questi nuovi soggetti politici e dove si sia formato questo nuovo personale politico.

Scarti della prima Repubblica?
Formica ride di gusto . Il fatto è che queste oligarchie non hanno versato lacrime e sangue per questa Repubblica; non è carne della loro carne, si vede. Ma avete visto come hanno ridotto il Senato? Il Senato della Repubblica è stato ridotto a quello che il fascismo minacciò ma non fece: "Un bivacco di manipoli".

A dire il vero anche nella prima Repubblica se ne sono viste delle belle...
Certo, Pajetta scavalcava lo scranno ma di la c'erano i fascisti veri. In questo momento io vedo una sola garanzia: il Presidente della Repubblica. E' lui l'ultima risorsa democratica disponibile nel Paese.

Ma come si è arrivati a questo punto?
Il crollo dei partiti, garanti e organizzatori della vita democratica, ha radicalmente mutato il rapporto tra questi e i cittadini. L'idea malsana, nata alla fine degli anni '80, secondo cui era sufficiente abbattere sigle e gruppi dirigenti per cui sarebbe sorto un sistema virtuoso con nuove classi dirigenti angeliche e innocenti ha portato alla situazione attuale. Il fatto è che da quelle ceneri si sono salvati i dirigenti politici residuali, le seconde linee.

Vie d'uscita?
L'altro giorno, nel suo discorso alla Camera il Presidente ha richiamato l'ordine del giorno che affrontava il modello costituzionale del Paese. Casualmente ce l'ho sotto mano. Lo leggo?

Prego...
"La seconda sottocommissione, udite le relazioni degli onorevoli Bordati e Conti, ritenuto che né il tipo di governo presidenziale, né quello direttoriale risponderebbero alla società italiana, si pronuncia per l'adozione del sistema parlamentare da disciplinarsi con principi costituzionali idonei a tutelare le esigenze di stabilità dell'azione di governo e ad evitare le degenerazioni del parlamentarismo".

Qualcuno lo ha dimenticato?
Direi che bisognerebbe consegnarne una copia a tutti i parlamentari. Ecco, l'impianto di quell'ordine del giorno era fondato sul parlamentarismo garantito dai partiti di massa. Ed è qui la sconfitta della sinistra.

Solo della sinistra?
Certo, senza democrazia la destra campa benissimo. La sinistra no. Senza democrazia la sinistra muore. E un chiaro segnale di questo deficit culturale è dato dalla mancanza di dibattito intorno all'ipotesi referendum elettorale. Un'ipotesi semplicemente anticostituzionale che cozza clamorosamente contro l'ordine del giorno di cui sopra. Questa classe dirigente è l'otto settembre. Mi chiedo: arriveranno i partigiani?

Torniamo alla situazione di oggi: Berlusconi invoca elezioni, Napolitano resisterà?
Berlusconi ha le carte per vincere, perchè dovrebbe rinviare la partita? Il Presidente ha chiesto una "tregua istituzionale", ma i partiti dovrebbero impegnarsi e i presidenti di Camera e Senato garantire. La vedo difficile.

E Veltroni? Sembra terrorizzato dall'idea di andare al voto...
Per come ha navigato nella fase preliminare di questa crisi dimostra un pericoloso infantilismo. Prima liquida il governo e poi chiede elezioni. Il fatto è che Veltroni è vittima della degenerazione salottiera della politica. Soprattutto della politica romana composta da massoni, clericali, palazzinari e banchieri.

 

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Aggiornato il: 19 gennaio 2013

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