PARTITO SOCIALISTA: FORMICA-MACALUSO, RILEGGERE RAPPORTI PCI

Da: da Agi
Date: 20 gen 2008

NOTIZIA - ARTICOLO

(AGI) - Firenze, 19 gen. - Rileggere la storia dei rapporti tra socialisti e comunisti fino alla meta' degli anni '80 per capire le difficolta' della sinistra di oggi e la sua incapacita' nel dar vita ad una grande forza socialdemocratica di massa. E' stato questo il filo conduttore dell'iniziativa organizzata per questo pomeriggio a Firenze dal Partito socialista, dal titolo "Gli anni di Craxi e Berlinguer e la sinistra oggi". Il dibattito ha visto la partecipazione di Pieraldo Ciucchi, presidente del gruppo socialista in Consiglio regionale, Riccardo Nencini, presidente del Consiglio regionale, Rino Formica, esponente di spicco del Psi negli anni '70 e '80, ed Emanuele Macaluso, ex dirigente del Pci. "Sui rapporti tra socialisti e comunisti nel decennio critico dalla meta' degli anni '70 e la meta' degli anni '80 - ha detto Formica - non e' ancora stata fatta piena luce e ancora oggi la vulgata storica e' piena di luoghi comuni, come quello che vi fosse tra Pci e Dc un rapporto privilegiato finalizzato ad escludere il Psi, oppure che il Psi avesse compiuto la scelta di stare con la Dc "perinde ac cadaver". "Il dato di fatto e' che tutta la societa' italiana era costruita su una linea di compromesso tra le maggiori forze politiche, piuttosto che su una democrazia dell'alternativa tra una forza di governo socialista ed una moderata, come avviene da decenni in altri paesi europei. "Questo sistema dell'alternativa - ha concluso - non si era delineato allora e quel che e' piu' grave e' che non si e' consolidato nemmeno in questi quindici anni e cio' ha portato ad una situazione di maggiore disastro. Oggi infatti non ci troviamo semplicemente dinanzi ad una crisi di un modello di democrazia dell'alternanza, ma ad una crisi della democrazia a tutto tondo". Per Macaluso "riflettere sui rapporti che ci furono tra socialisti e comunisti allora puo' aiutarci a capire meglio l'oggi e soprattutto a delineare un futuro migliore". "Far giocare la memoria e' necessario non tanto per fare monumenti a qualcuno o per demonizzare qualcun altro, quanto piuttosto per preparare un domani diverso". "Un domani che allora le due forze della sinistra non furono capaci di delineare e che oggi appare ancora molto difficile, ma certamente non impossibile". (AGI)

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Aggiornato il: 19 gennaio 2013

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