Senza"quote"la rinascita del Psi
Dopo anni di sensibilizzazione volti al superamento
dell’anomalia politica italiana, finalmente si è aperta la fase
costituente per la costruzione di una grande forza del socialismo italiano
quale espressione di tutta la sinistra laico-riformista del nostro paese.
Ci si avvia ad entrare nella fase viva del processo costituente che avrà
inizio “formale” il 5 e 6 Ottobre con la presentazione del nome, ma
soprattutto delle motivazioni fondanti che saranno individuate in un
manifesto programmatico sulla cui condivisione prenderanno il via
ufficialmente le adesioni dei singoli cittadini.
Il percorso che abbiamo di fronte è un occasione
irripetibile per il futuro della sinistra italiana e per il paese. Il
malessere che va generalizzandosi e manifestandosi è segnale della necessità di una
rinormalizzazione del sistema politico italiano. Nel nostro paese, più
che altrove, il venir meno dei partiti e della politica ha segnato un
decennio di “ingovernabilità dei processi” a scapito non solo dei più
deboli, ma anche di buona parte dell'impresa italiana che si trova e si è
trovata a fare i conti con la globalizzazione dei mercati senza una
politica capace di contribuire a creare regole e modelli di garanzia a
fronte della spregiudicatezza della competitività imprenditoriale di
altri paesi.
Un nuovo interesse "convergente" diventa quindi
sintesi di unione degli interessi di due distinte aree sociali.
Solo una riaffermazione della politica è in grado di
costruire nuovi modelli che permettano ai più deboli di non essere
"schiacciati" dal sistema e agli imprenditori di coesistere con
i nuovi mercati. All'interno di questa nuova necessità, che può trovare
respiro solo nella normalizzazione del sistema politico italiano rispetto
a quello europeo, il percorso costituente socialista diventa uno dei
pilastri e una delle tappe più importanti. Ad altre sensibilità spetta e
spetterà il compito di avviare processi di normalizzazzione in funzione
delle famiglie politiche europee.
Chi in questi anni ha trovato situazioni agevoli e di
"interesse particolare" sta continuando a desistere cercando non
solo di non sanare l'anomalia Italia, ma addirittura di esportarla in
Europa.
In questo quadro, sta a tutte quelle sensibilità, che si riconoscono nei
valori del socialismo europeo e dell’Internazionale Socialista, la
capacità di rendere il percorso all'altezza delle proprie possibilità e
delle proprie necessità fondanti. In primis saranno proprio i contenuti
programmatici a dover stimolare l'adesione dei cittadini e i successivi
passi volti alla determinazione di una nuova classe dirigente. Apparato
dirigente che non potrà essere l'insieme degli attuali dirigenti
appartenenti alle sensibilità aggreganti, ma espressione di un serio
processo di confronto e di sintesi. Le dirigenze che hanno segnato i
decenni precedenti hanno un compito molto importante nel vigilare e nel
garantire l'avvio di un nuovo cammino segnandone di giorno in giorno
l'approdo ad un nuovo grande soggetto politico. Non dovranno esserci
quote, siano esse di partito, di movimento, di sesso o generazionali, ma
è evidente che un nuovo processo segnerà, se portato avanti senza
limitazioni o forzature, alla nascita di una nuova classe dirigente che
vedrà al suo interno qualche esponente espressione delle dirigenze
precedenti, ma in particolar modo una nuova generazione che ancora non è
emersa. Ovviamente l'età anagrafica non potrà essere la pre-condizione
per indicare una "nuova classe dirigente", ma è naturale che
una forza politica per poter disegnare e costruire un futuro ha necessità
continua dell'apporto di quelle generazioni che sono più sensibili ai
cambiamenti e quindi alle necessità di cambiamento volte al progresso di
un paese. A questo proposito i firmatari di quanto sopra sono a sollecitare
l'eliminazione di qualsiasi tipo di "quota" lasciando allo
spontaneo evolversi di un serio percorso costituente la maturazione di un
nuovo quadro dirigente. Il percorso costituente dovrà avere inizio
"formale" il 5/6 Ottobre per concludersi, a seguito dei
congressi provinciali e regionali, entro la fine del mese di Gennaio del
2008 con la celebrazione del Congresso Nazionale a cui dovranno prendere
parte i delegati emersi dai precedenti congressi provinciali e regionali.
Le adesioni per essere il più limpide possibile dovranno avvenire con una
forte pubblicizzazione del manifesto programmatico in maniera da attrarre
la condivisione di parte dei cittadini e quindi una loro spontanea
adesione che "contribuisca a superare" l'esclusivo
coinvolgimento di chi già è coinvolto direttamente nelle logiche
dell'organizzazione politica. Al fine di sviluppare quanto prima, il 5/6
Ottobre, i segretari e i rappresentanti dei movimenti e delle sensibilità aderenti, dovranno sancire
pubblicamente il superamento delle rispettive organizzazioni fatto salvo
la gestione dell'ordinario fino ai congressi provinciali. Il nome del
nuovo soggetto politico potrebbe trovare giusta espressione in “PSI –
Partito del Socialismo Italiano”. Il termine “Socialismo” invece di
“Socialista” potrebbe forse indicare meglio la grandezza politica del
progetto che si va costituendo.
Daniele Delbene,
Presidente Costituente PSE – Socialismo è Libertà
Luigi Rocca,
Dirigente SDI
Dino Procopio,
Dirigente Sinistra Democratica
Alessandro Tosi,
Presidente Circolo Rosselli,
Enrico Landoni,
Dirigente Socialismo è Libertà
Federico Pezzoli,
Dirigente
SDI
Giuliano Girlando,
Dirigente Sinistra Democratica
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