
Da: domenico.civitano@libero.it
Date: 19 gen 2010
Time: 23:54:36
LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO SIGNIFICO’ LA FINE DEL COMUNISMO LA RIABILITAZIONE STORICA DI CRAXI EQUIVARRA’ ALLA SCONFESSIONE DEL POOL MANI PULITE Non è stato il diabete a uccidere Craxi, ma l’amarezza di essere lontano dall’Italia che ha sempre amato anche dalla lontana Hammamet, la città Tunisina che l’ha ospitato come uomo libero e valoroso combattente politico e che oggi, conserva le sue mortali spoglie Tutti i protagonisti della distruzione della prima Repubblica sono in frenetico delirio per l’inappellabile giudizio di condanna che la storia sta emettendo a loro carico. Significativa è la riflessione sulla vicenda del “Muro di Berlino”, che fu abbattuto dopo aver procurato maggiori danni al popolo tedesco, dividendolo in due parti incomunicabili tra di loro, dopo le sofferenze già prodotte dal nazismo Hitleriano. Di Pietro, come il Muro di Berlino, dopo aver distrutto la prima Repubblica e diviso il paese in onesti e disonesti, è destinato a essere sconfessato e smascherato per aver utilizzato l’arma della giustizia in lotta politica da vero colpo di stato. La scomposta, frenetica e ripugnante battaglia condotta dall’ex PM contro un morto che non gli può rispondere, conferma il timore dello stesso PM, per l’avvicinarsi del momento della verità storica sull’azione di Mani Pulite, di come è stata gestita e per quali fini. Il nervosismo dell’ex PM Di Pietro, che si definirebbe pazzia Amletica, è legato alla consapevolezza dell’imminente fine di politico moralizzatore e di grande combattente Machiavelliano per conquistare il potere politico per farne uso e consumo proprio. Di Pietro sa di dover svelare l’identità dei poteri forti che l’hanno creato, usato e ben servito per distruggere, in primo luogo Bettino Craxi, poi la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista Italiano. I sintomi di delegittimazione, Di Pietro li avverte già per le azioni giudiziarie avviate dai suoi piu’ stretti collaboratori, come l’on. Vieri, che lo accusa di tenere per se i soldi ricevuti dallo Stato per il partito, Italia dei Valori. Di Pietro ha capito di essere isolato dagli altri partiti della sinistra. Egli sa che la minaccia di tirar fuori qualche scheletro, sempre dagli armadi della sinistra, non produrre azione intimidatoria. Di Pietro deve capire che la strada che sta percorrendo non è in discesa e deve pure capire di non continuare a inasprire i rapporti umani sia con i suoi compagni di viaggio, sia con chi lo odia per il male che ha fatto alle persone e, in particolar modo alla dignità dell’Italia intera. Craxi vive nella storia universale con la statura del più grande statista della “PRIMA REPUBBLICA”. E’ stato il politico che ha reso grande l’Italia acquisendo il diritto di sedere accanto ai più potenti del modo. Molti italiani chiedono che le spoglie di Craxi siano portate in Italia, accolte con gli onori di Stato, come si conviene a uno statista politico, e sepolte nel cimitero di Musocco accanto a quelle dei suoi genitori. Craxi ha amato molto l’Italia, la sua città, la Piazza del Duomo. Non deve rimanere in esilio. I socialisti chiedono aiuto al Capo dello Stato per ristabilire in Italia il clima della serenità e del reciproco rispetto. Li, 18 gennaio 2010-01-18 Domenico Civitano