MILANO NON DIMENTICA CRAXI

Da: domenico.civitano@libero.it
Date: 12 gen 2010
Time: 21:43:20

Opinione

MILANO NON DIMENTICA CRAXI A DISPETTO DEL POOL “ MANI PULITE” Intitolare una via o un giardino di Milano a Craxi significa assolverlo da tutte le accuse infamanti addossate allo statista politico Craxi da un manipolo di giudici giustizialisti. Craxi, per conservare la propria libertà, andò in esilio, ove continuò ad amare l’Italia, la sua Milano, il Duomo e il cimitero di Musocco, dove sono seppelliti i suoi genitori. L’atto milanese sarà da stimolo per aprire una riflessione sulla vicenda politica e umana dell’ex segretario del Partito Socialista Italiano, sia pure a dieci anni dalla sua morte. Craxi è stato un grande protagonista della storia politica italiana e la lettura giustizialista, da parte del “Pool Mani Pulite”è sbagliata. L’opportunità di rileggere la storia della prima Repubblica non è avvertita solo dai socialisti, ma da tanti politici, pure avversari di Craxi oltre che da studiosi della storia italiana. L’opportunità di un esame della storia, relativa agli anni ottanta e novanta, è avvertita anche da D’Alema leggendo quanto dichiarato in una trasmissione televisiva le “Iene”. D’Alema si definisce “un democratico e anche socialista” e avrebbe fatto un’alleanza con Craxi se fosse stato per lui. Oggi si potrebbero dire cose che un tempo sarebbe stato assolutamente impossibile farne cenno. Le dichiarazioni di D’Alema, alla trasmissione le “Iene”, chiariscono il clima politico di quel tempo, quando il Partito Socialista Italiano rappresentava per il PCI di Berlinguer la pecora nera da abbattere. Craxi ha sempre mirato a riunire la sinistra per un’alternativa alla Democrazia Cristiana. Se Craxi avesse voluto indebolire i comunisti, l’avrebbe fatto andando a elezioni anticipate quando ci fu la scissione di Rifondazione Comunisti. Anche De Mita propone una lettura tutta politica di Craxi. Antonio Di Pietro e il comico Beppe Grillo hanno inscenato una manifestazione di piazza per dire no alla proposta del Sindaco di Milano d’intitolare una Via o un Giardino alla memoria di Craxi. Si è lamentato anche Borrelli dicendo che Craxi è stato un latitante e non un esiliato. Forse lo sconforto di Borrelli nel vedere scricchiolare tutta l’impalcatura accusatoria e correre il rischio di rimanervi sepolti sotto le macerie delle false accuse a Craxi, non gl fa distinguere la differenza sostanziale tra latitante e d esiliato. L’esito dell’esame storico delle vicende politiche e umane di CRAXI mai più appagherà il suo sogno: “TORNARE A MILANO, SOSTARE SULLA PIAZZA DEL DUOMO, VISITARE LA TOMBA DEI GENITORI NEL CIMITERO DI MUSOCCO, PERCHE’ E’MORTO IN ESILIO. CIO’ PREMESSO, INVITO I COMPAGNI SOCIALISTI AD ADERIRE AL COMITATO NAZIONALE PER PORTARE LA SALMA DI CRAXI IN ITALIA, FARE UN FUNERALE DI STATO E SEPELLIRLO ACCANTO AI GENITORI NEL CIMTERO DI MUSOCCO. QUESTA E’ LA BATTAGLIA POLITICA E UMANA CHE I SOCIALISTI DEVONO COMBATTERE E VINCERE. (Il responsabile: domenico.civitano@libero.it) 11 Gennaio 2010 Domenico Civitano

Aggiornato il: 21 dicembre 2009

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