IL MESSAGGIO DI FORMICA AI COMPAGNI RIUNITI IL 29 MARZO A ROMA
Dapprima, una prova di solenne rifiuto
 ad ogni posizione di comando
 

Si è svolta domenica 29 marzo, presso il Centro Congressi Frentani a Roma, un'assemblea intitolata "Assemblea Costituente per il Risorgimento Socialista". Ecco il testo del messaggio trasmesso ai compagni promotori da Rino Formica. Formica conclude con un post scriptum : "se questa lettera non vi  piace, potete anche non leggerla". Non sappiamo se la lettera sia stata letta.

Roma, 27 marzo 20L5
Ai Compagni Bartolomei,
Benzoni, Besostri, Rebechi.

 

Cari Compagni,
grazie per l'invito alla vostra riunione di domenica 29 marzo.
E' giunta l'ora della chiarezza assoluta senza peli sulla lingua.
Le mie considerazioni sono semplici e schiette.
Ne! secolo scorso la sinistra sociale e politica ha conosciuto fasi di grandi successi e momenti di precipitose cadute.
Ma in questo ultimo ventennio ha subito tante sconfitte, ed ha visto smantellato il suo patrimonio ideale e le sue possenti organizzazioni,
presenti in tutte Ie pieghe della società ed in tutti i luoghi delle decisioni politiche.
Questo ciclone ha distrutto solidi rapporti di fraternità ed ha Iiquidato una classe dirigente diffusa e di massa che aveva guidato stati maturi e
moderni e stati nascenti e privi di solide esperienze democratiche.
Le rovine avvolgono la sinistra storica in ogni luogo dove la globalizzazione impone le sue regole spietate ed inesorabili.
ll nostro paese ha un carico in più di malessere e di guai politici e sociali.

 

Ma soprattutto ha una classe dirigente inadeguata ed inutilizzabile per ogni tentativo di rinascita.
Questo non significa che dovremo attendere cento anni per conoscere gli effetti di un liberatorio vincolo estero.
Pensiamo che i superstiti di questo naufragio, per essere credibili nel sollecitare una vigorosa presa di coscienza delle nuove generazioni,
debbono dare prova di totale e radicale disinteresse individuale.
ll ritorno alla mobilitazione ideale deve essere preceduto da una prova solenne di rifiuto ad ogni posizione di comando. I generali sconfitti
possono solo spiegare le ragioni delle sconfitte, ma non hanno titolo ad assumere la guida di un nuovo esercito.
Scusatemi per questa premessa. Non vi chiedo una autoflagellazione ma una prova di amore disinteressato.
Spetta agli sconfitti mettere ordine nelle idee (e questo è possibile farlo) mentre spetta a chi non abbiamo saputo difendere di organizzare la rinascita.
Mi sento di poter essere brutale con compagni che stimo ed apprezzo, perchè essi sanno che in questi vent'anni ho partecipato a tutti i tentativi di riscossa senza successo.
Trasformismi ed inconcludenti opportunismi hanno prevalso.
Purtroppo le cronache di questi giorni ci dicono che il fuoco arde ancora sotto la cenere.

Affettuosità.
                                                                                                                  Rino Formica

P.S. Se questa lettera non vi piace, potete anche non leggerla.

Non mi offendo.

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