INTERVISTA A DANIELE DELBENE

Presidente Nazionale Costituente Pse- Membro Coord.Nazionale SèL

 
Socialisti,è ora di tornare sulla scena politica ...

Le elezioni Europee sono passate e il tentativo di rimettere insieme i socialisti non è riuscito.

In effetti da molti anni stiamo lavorando per un superamento della diaspora socialista, non perchè crediamo nella visione nostalgica del ritorno al passato e nemmeno perchè  pensiamo che la ricomposizione socialista possa essere un punto di arrivo. Al contrario, un punto di approdo comune per l'area socialista tradizionale sarebbe un punto di partenza.

Un punto di partenza per cosa?

Un punto di partenza per un progetto molto più ambizioso. L'obiettivo non può essere la creazione di un piccolo partito,ma la possibilità di interagire con ciò che ci circonda per un modello di società in cui crediamo.Per fare questo un chiarimento delle divisioni dei socialisti non può che essere un seme in grado, crescendo, di contaminare il terreno circostante.

Quindi per creare una forza politica più grande ?

E' evidente, ma per fare questo non bastano gli appelli o gli slogan, servono confronti. Non può esistere un partito socialista se non da un confronto con l'area tradizionalmente socialista. Al contrario sarebbe un semplice nome senza contenuti.

Torniamo al tema dell'unità socialista .

In effetti le Elezioni Europee, visto anche il sistema elettorale proporzionale, potevano essere l'occasione per una accelerazione del processo poc'anzi citato, ma non la sua fine.

Quali sono state le difficoltà ?

Non ci sono state difficoltà, ma una tacita volontà di entrambi i partiti socialisti, SDI e Npsi, a non unirsi.

In che senso?

Probabilmente chi dirige i due partiti pensa che il fine della propria azione politica sia il loro partitino e quindi la propria persona e non invece quello di lavorare per un modello di società,  su contenuti e programmi politici.

Lo SDI probabilmente, come daltronde avviene da molto tempo, ha pensato forse più facile eleggere dei rappresentanti senza contarsi e con minore fatica e i sui dirigenti che in un contesto più grande, formato da tre parti, si divenisse al contempo uomini politici grandi. Il Npsi forse ha visto la possibilità, vista la mancanza del simbolo dello Sdi, di raccogliere quel che rimane di socialista. Quindi la situazione andava bene per entrambi.

Oggi però lo Sdi ha eletto sì due rappresentanti al Parlamento Europeo, ma quello che voleva far passare come un grande progetto politico sta fallendo, anzi è già in fase terminale, con la stessa facilità con cui lo si è costruito. Purtroppo lo Sdi, pur di giustificare quell'operazione politica, ha in parte messo in discussione la necessità di un ruolo socialista in Italia, in Europa e nel Mondo. I dirigenti parlavano di Internazionale Democratica, Partito "Riformista" per meglio dire Democratico o ancor meglio, come affermato dallo stesso Boselli ,"di Prodi" . Chi si azzardava a parlare di socialismo era visto e accusato di nostalgia e di visione arretrata. Una storia già vista. Ogni volta che si avvicinavano le elezioni, arrivava  per mano del buon braccio destro di Boselli, la mitizzazione di un un'operazione politica, ogni volta in contraddizione con quella precedente, ma talmente tanto coinvolgente ne era l'elaborazione che quei poveri compagni ormai esausti finivano per convincersi della sensazionale prospettiva. Basti ricordare il Girasole, doveva essere la terza gamba dell'Ulivo, il nucleo riformista, talmente tanto riformista che nella lista ultima denominata " Riformista ", i verdi dell'allora Girasole non ne hanno fatto parte perchè non riformisti.Per non pensare poi a Segni , Dini, ecc...

Per quanto riguarda il Npsi ?

Il Npsi ha avuto, come dicevo, l'astuzia tattica di presentarsi alle Europee con un simbolo chiaramente socialista e apparentemente autonomo e in parte unitario, questo gli ha consentito di eleggere due rappresentanti al parlamento Europeo. Ma anche in questo caso tutto si riduce ad una semplice operazione elettorale, infatti del preannunciato punto di partenza, slogan della campagna elettorale, tutto si riduce ad una rinnovata solidarietà silenziosa al governo di Centro-Destra. Dov'è il ruolo politico auspicato ? E' finito con la conclusione degli scrutinii. L'unica cosa positiva di tutto questo è che, al contrario di quanto da molti smentito,  uno zoccolo duro socialista su cui edificare ancora esiste. Infatti se Npsi  + Signorile, senza chiarimenti politici, con una posizione di De Michelis  a sostegno del governo di Centro-Destra e con buona parte dei socialisti ancora fuori, è stato raggiunto un 2 ./°, probabilmente con i giusti chiarimenti e una vera unità si potrebbe auspicare ad un 4/5 ./° .

Ma non diceva prima che un piccolo partito ( 4 ./° ) non serve a nulla ?

Ho detto che non serve se pensa a se stesso, invece una forza politica del 4 ./° potrebbe svolgere un grane ruolo politico di contaminazione e maturazione politica nell'ambito della Sinistra Italiana.

Ma quindi questi partiti non hanno prodotto nulla ?

Non ho detto questo, questi due movimenti hanno avuto un grande ruolo in questi anni mantenendo vive delle piccole fiamme senza delle quali oggi non potremmo neppure parlare più dei socialisti. Questo però è servito fino a ieri, da oggi c'è bisogno di abbandonare la logica della sopravivenza e guardare avanti.

A questo punto ?

Bisogna partire da un dato, che a mio avviso è anche causa e giustificazione ,guardando ai socialisti , delle loro  divisioni. Il problema della politica in Italia è che la politica non esiste più.

Cosa vuole dire, quando dice che il dato da prendere in considerazione è che la politica non esiste ?

Purtroppo dopo tangentopoli, con la venuta meno dei grandi partiti di riferimento, la tendenza è stata quella del cambiamento di un modello sistema basato su un falso bipolarismo personale di cui è stato causa, ma non l'unico elemento, il sistema elettorale maggioritario ed in particolare la ricerca dell'aggregazione, non più sulla condivisione dei programmi e degli scopi politici, ma sulla individuazione della persona " giusta" ed elettoralmente più pagabile in termini di voti.

Il sistema maggioritario, con il quale si volevano eliminare i troppi partitini, ha creato al contrario decine e decine di liste personali. Arriva una persona di visibilità, si associa all'uno o all'altro schieramento garantendo qualche punto in più in percentuale, si garantisce un collegio sicuro, viene eletto e dà vita alla sua lista. I partiti, al contrario di prima, oggi nascono dall'alto e non dalla condivisione e dalla ricerca di una rappresentanza dei cittadini. La mancanza dei partiti e la creazione di sempre più numerose liste personali ha conseguentemente portato ad un'accentuazione del ruolo del singolo.Basti guardare alle numerose coalizioni che si presentano nei comuni , nelle province, nelle regioni ecc... C'è un bravo medico nel paese, non importa se ha o non ha formazione politica , entrambi gli schieramenti spesso e volentieri fanno a gara per candidarlo quale loro rappresentante. Peccato però che una volta eletto, indipendentemente dallo schieramento, il bravo medico, assume un linea politica che non è quella dell'area culturale di riferimento, che non è la sintesi di programmi di confronto politico, ma semplicemente quella personale. Sembra di assistere al calcio mercato dove il giocatore più bravo, basta che indossi una maglietta di un colore anzichè di un altro, fa vincere una squadra invece dell'avversaria. Peccato però che il modello di gioco non appartiene alla cultura di nessuna delle due squadre , ma a quella del giocatore che cambia colore.

Tutto questo in che modo va ad incidere sulla società e quindi sui cittadini ?

E' evidente che se si corre solamente per vincere, il gioco si riduce semplicemente ad una gara per raggiungere i posti di comando e non invece ad una elaborazione differente sul modo di governare. Se, il Sindaco, il Presidente della Provincia , della Regione o il capo del Governo non sono sintesi di una elaborazione politica, culturale e programmatica differente, ma persone che potrebbero andare bene come leader di entrambe le squadre, non vi può essere differenza sull'azione politica di un governo o di un altro, se non in qualche aspetto limitato

Lo abbiamo visto in questi ultimi anni, i due schieramenti, per le motivazioni sopra citate, non so stati che l'esatta copia di riflesso dell'uno sull'altro. Da una parte si diceva più nero e dall'altra parte si rispondeva con il nero travestito da rosso. Tutto si è basato su uno scontro di colori e non sui contenuti.

In che modo questo influisce sui cittadini ?

E' molto chiaro, un'azione politica ,costruendo un modello di società, deve essere in grado di farlo cercando di rappresentarne gli interessi delle realtà sociali che la compongono. Gli unici strumenti in grado di rappresentare le diverse realtà sociali e quindi i diversi interessi e di trovarne sintesi sono i Partiti. Venendo meno questi, i cittadini non sono più rappresentati, e con loro le le proprie esigenze. Guardando la cosa da sinistra... Coloro che hanno messo in discussione per primi l'art. 18, creando milioni di lavoratori senza nemmeno più i diritti fondamentali del lavoratore, ferie, malattia ecc.( vedi Pacchetti Treu ) , nel momento in cui gli avversari hanno pensato di abolire l'art.18, sembravano annunciare una sciagura. Dopo aver avviato il vero primo "smantellamento" della scuola pubblica ( vedi Riforma Berlinguer ) nel momento in cui gli avversari proponevano la loro riforma ( vedi Riforma Moratti ), un anno di anticipazione sulla scelta della scuola media superiore sembrava l'ennesima sciagura.......
Come possono i cittadini riconoscersi e trovare risposte in questa guerra di semplici colori sbiaditi. Conseguenza:  si  disafezzionano dalla politica, non vanno più a votare o iniziano a dare voti di protesta. Siamo arrivati al punto in cui addirittura gli elettori, invece di fare come in un democrazia dell'alternanza, basata realmente su un bibolarismo, non cambiano neppure più lo schieramento per cui votare, ma votano terzi che non appartengono visibilmente a nessuna delle due coalizioni che si contrappongono. Ne è segnale evidente l'esito delle recenti consultazioni Europee. Forza Italia perde consensi, ma questi consensi non vengono percepiti dalla forza tendenzialmente di contrapposizione " bipolare" ovvero la Lista Prodi, ma non hanno votato o hanno votato partiti terzi che in quella circostanza si sono realmente o per lo meno apparentemente dissociati dalla logica semplificativa, personalistica e rappresentante di questo anomalo bipolarismo.Vanno male rispetto alle previsioni Forza Italia e Lista Prodi e in linea di massima tutte le liste con riferimento personale  ( vedi lista Segni, Di Pietro Occhetto, Mussolini, Sgarbi, ecc.. ), al contrario riprendono visibilità le liste tendenzialmente o apparentemente visivamente partitiche.

Quindi ?

Quindi è necessario cambiare questo modello sistema.

Come si può cambiare il modello ?

 Intanto il sistema è già entrato in crisi, ovviamente c'è il tentativo di coprire e di spostarne il definitivo crollo. A questo punto è necessaria un'alleanza, non elettorale o culturale, ma di condivisione di un modello alternativo con tutte quelle forze che la pensano allo stesso modo, questo ne accelererebbe la fine.

In tutto questo i socialisti cosa possono fare?

Prima di tutto bisognerebbe chiedere ai due Partiti socialisti se vogliono schieransi a favore di un grande progetto, che può avere prospettiva solamente con il cambiamento del modello attuale, o se invece entrambi non si siano associati all'attuale situazione e preferiscano difenderne la valenza in cambio di qualche seggio.

Quale sarebbe questo modello alternativo?

Semplice, un modello che torni ad avere al centro la politica  e di conseguenza i partiti, non invece le singole persone. Il ritorno dei partiti stravolgerebbe la logica bipolare attuale e si creerebbe inevitabilmente un bipolarismo con confini diversi rispetto l'attuale.

Tornando ai socialisti, pensa che prenderanno questa posizione?

E' evidente che per cambiare l'attuale modello di riferimento, bisogna non accettarne le regole, finora entrambi le hanno accettate e mai messe in discussione. Nello stesso tempo significherebbe per entrambi  passare per numerose rinunce... Sicuramente dalla linea che perseguiranno si evidenzieranno le motivazioni che ne motivano la loro azione politica.

Come si può incidere sulla loro scelta ?

Sicuramente non servono più le lettere e gli inviti, abbiamo già provato e non è servito a nulla. L'unica possibilità è fare un forte richiamo ai socialisti militanti affichè siano loro stessi a mettere in discussione la linea dei loro partiti di riferimento. In particolare i giovani possono svolgere un significativo ruolo in questa fase se vorranno essere politici e non semplici addetti alla segreteria o semplici fattorini. I giovani non hanno posti da difendere, non hanno rinunciato ai loro colori, ma anzi di questi ne fanno linfa primaria, sicuramente saranno in grado di farsi carico, di scatenare una ribellione di tutti i socialisti al fine di condizionarne l'esito degli attuali dirigenti.  

Ma quale è quindi il giudizio che da di Sdi e Npsi rispetto il loro ruolo in questi anni ?

Sicuramente è grazie soprattutto a loro se oggi siamo ancora in grado di avere un terreno su cui costruire, ma nello stesso tempo oggi siamo in grado di giudicare , a seconda della strada che intendono percorrere, se gli sforzi fatti negli anni passati saranno stati utili e costruttivi o semplicemente fine a se stessi. Sicuramente gli sforzi fatti dalla maggioranza dei militanti sono stati spesi per costruire una prospettiva, quelli dei dirigenti lo valuteremo. Di certo sarà proprio questa " piccola base" a darne un giudizio nei prossimi mesi.

Quale è il primo passo che intendete intraprendere?

La prima settimana di Ottobre si terrà una  grande Assemblea - congresso dell'Associazione Socialismo è Libertà, in quell'occasione daremo il primo segnale da cui si aprirà un vero percorso politico.

Ci saranno anche SDI e Npsi ?

Lo spero, l'invito è scontato, sicuramente ci saranno i socialisti.

Se non dovessero esserci ?

Sicuramente decideranno i socialisti in quell'occasione, ma l'indicazione non potrà che essere quella di andare avanti.

Quindi si aprirebbe una ribellione dei socialisti al Sistema e ai due Partiti Socialisti ?

Si. Non posso che concludere con un invito a tutti i socialisti d'Italia e in particolar modo ai giovani a farsi protagonisti di questa fase.

Per concludere, cosa mi dice della  Costituente Nazionale Pse ?

La Costituente Pse è divenuta una grande realtà a prevalenza giovanile, continuano ad essere centinaia le adesioni di nuovi giovani tutti con una motivazione di fondo, forse ambiziosa, essere protagonisti della politica e non semplici uomini passivi  in attesa di qualche piccolo regalo

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