"ULTIME NEWS" 
16 Ottobre 2003  - da Stampare e distribuire -

 Il Forum Socialista non deve essere una semplice rimpatriata!
 
 
Mercoledì prossimo si riunirà a Roma il Forum Socialista.
 
I socialisti, leggendo i giornali di questi giorni, hanno appreso la notizia e, in tutta Italia, la speranza di un esito positivo è palpapile e dentro il cuore di ognuno.
Infatti, tutti i socialisti  hanno continuato a portare il loro contributo alla causa socialista con la consapevolezza che questa cultura, gli ideali e i valori che ne sono rappresentati, sono indispensabili difronte alle grandi sfide del nuovo millennio.
Purtroppo fino ad oggi questa consepevolezza è venuta meno in tanti " dirigenti " che, raccolto il contributo di migliaia di militanti hanno pensato più facile scambiare il raccolto in cambio di qualche "sistemazione personale".
 
Nonostante questa spontanea convocazione socialista al forum, vige ancora la più totale confusione sul proseguo e di conseguenza sulle strategie con cui affrontare le prossime Elezioni Europee.
Lo Sdi da una parte promuove il forum e dall'altra dichiara che il ruolo socialista è superato, mettendo in discussione lo stesso ruolo del Pse; il Nuovo Psi dichiara la propria disponibilità sollecitando una lista Unitaria alla Europee, ma non vuole mettere in discussione ( almeno così sembra ) la sua appartenenza al governo di centro-destra.
Qualche voce di corridoio affermerebbe che al forum "qualcuno " avrebbbe invitato in maniera informale componenti dell'allora Psi che, però, oggi in maniera chiara hanno ormai fatto un'altra scelta e che dimostrano di voler perseguire.Se così dovesse essere, salterebbe subito agli occhi di un "passante" un conto che non torna.Infatti, come si può essere a favore di una sintesi concorde da raggiungersi nel forum, se al forum si invitano coloro che a priori sappiamo essere, per ovvie ragioni di cammino in questi anni, decisamente impossibilitati e volontariamente distanti da qualsiasi ipotesi di iniziativa socialista ?
Il passante potrebbe rispondere : << bè forse la stessa persona che li ha convocati, esternamente si dimostra interessata all'unità dei socialisti, ma dietro i sorrisi nasconde una contrarietà che per motivi di interesse non ha il coraggio di manifestare e necessita di una contrarietà altrui per affermare : "Vedete purtruppo non ci sono le condizioni " >>..
Se così fosse, non si tratterrebbe di semplici idee differenti su un cammino da intraprendere, ma della volontà di "ingannare" quei poveri militanti che, ormai sfiniti, non riuscirebbero a sopportare un'altra delusione, solamente per definire qualche collocazione personale " venduta " in cambio di un silenzio socialista per sempre.
Le persone serie non credono alle voci di corridoio e anche se con qualche dubbio cercano di arrivare in fondo... guardando alla buona fede.
Se di buona fede si tratta, lo si potrà constatare solamente dopo il furum.
Se così non dovesse essere i socialisti sapranno non farsi ingannare e in ogni caso non si rassegneranno a qualche generico innaquamento della propria cultura a favore di qualche sistemazione altrui.
Questo deve essere tenuto in considerazione da chi, se ci fosse, volesse a priori ottenere un esito negativo dall'iniziativa. Fortunatamente il futuro socialista, quello naturale, ovvero i giovani sono quasi all'unanimità sicuri di ciò che  vogliono: una lista socialista unitaria alle Europee per iniziare un nuovo cammino e un nuovo revisionidmo della sinistra italiana nell'interesse del paese.
Non c'è giovane socialista che ritenga esaurito il ruolo socialista !
Se ci fosse forse non dovrebbe definirsi socialista, nel momento il cui lo definisce un ruolo superato!
I giovani e i socialisti tutti non "abbasseranno la testa"e in questi giorni solleciteranno con tutti i mezzi a disposizione un cammino comune alle prossime scadenze elettorali.
 
                                                                              
                                                             Costituente Nazionale Pse
 
 
..... Socialismo è Libertà : LETTERA A BOSELLI E DE MICHELIS
 
Forum Socialista
LETTERA A BOSELLI E DE MICHELIS  

Cari Compagni,

 la nostra Associazione ha di recente assunto una posizione pubblica sul tema dell’unità dei socialisti per le elezioni del 2004.

Per memoria riproduciamo il comunicato del 13 u.s.:

 “Riunito nel salone <Bruno Buozzi>, presente il Segretario della UIL, Luigi Angeletti, il Comitato di Coordinamento di <Socialismo è Libertà> ha votato all’unanimità il seguente o.d.g.:

 “Sicuri di interpretare l’identità dei socialisti italiani e la loro volontà di non disperdere la loro storia, la loro presenza, le loro potenzialità, ci impegniamo ad assumere tutte le iniziative politiche necessarie e coerenti con il fine di concorrere alla presentazione di un’unica lista autonoma dei socialisti italiani nelle prossime scadenze elettorali, sia amministrative sia europee, senza altra condizione al di là dell’adesione degli eletti al Parlamento, al gruppo del Partito del Socialismo europeo”.

 Abbiamo appreso che vi è stato un incontro tra i vostri due partiti, che si è concluso con un invito informale ai socialisti separati a dare vita ad un Forum per una discussione libera e senza un tema vincolante.

 L’idea non è da scartare perché incontrarsi è meglio che ignorarsi. Ma crediamo che ciò non sia sufficiente, anche se è necessario, per superare antiche discordie e polemiche di annata.

 Rivedersi con i compagni delle Fondazioni culturali socialiste può essere opportuno e fecondo per riprendere il filo del revisionismo socialista degli anni ’80 e per gettare le basi di un nuovo riformismo socialista alternativo al neo conservatorismo della destra.

 Ciò è necessario per uscire dal vago e dall’effimero delle conversazioni tra svagati ex alunni di un antico liceo.

 La cronaca politica di queste settimane, purtroppo, parla di liste europee in cui la posizione socialista è diluita o spenta.

 Noi ci rifiutiamo di credere che tutti i giochi siano stati fatti e che sia chiusa ogni soluzione unitaria e autonoma dei socialisti.

 Per sfidare le avverse previsioni abbiamo deciso di partecipare alla riunione del Forum per ribadire quanto, con convinzione e disinteresse, andiamo sostenendo dal giorno della nostra costituzione.

 Nella non auspicabile eventualità di una mancata convergenza ci corre l’obbligo di dirvi che l’Associazione, nelle prossime prove elettorali, continuerà a lavorare per una lista dei socialisti che non vogliono abbassare la testa.

 Fraterni saluti  

                                       Rino Formica - Presidente Socialismo èLibertà

 
  .... INIZIATIVE SOCIALISTE ......... DALLE REGIONI
     
 
 IN EMILIA ROMAGNA.......
 
 SABATO 25 OTTOBRE A BOLOGNA ORE 16.30
 
Parteciperà l'On. Rino Formica
Maggiori informazioni nei prossimi giorni...........
 
 IN PIEMONTE .......
 
VERCELLI
PROSSIMAMENTE
 
INAUGURAZIONE DELLA PRIMA SEZIONE
DELLA COSTITUENTE PSE - SOCIALISMO E' LIBERTA'
 
Per informazioni - Responsabile Provinciale Giovanni Tressoldi - cell.3383403631

 

INIZIATIVE ATTENZIONE! SOCIALISMO è LIBERTA'
 
IMPORTANTE INIZIATIVA DEL 29 OTTOBRE

 

* si precisa che la manifestazione Nazionale organizzata da Socialismo è Libertà, del 29 Ottobre, è stata sospesa ed rinviata a data da definirsi entro la metà di Novembre, questo per favorire una maggiore attenzione alla situazione politica in evoluzione.
 Lettere ......... RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Lettera 1

 
            Riflessioni sulle liste Europee
 
 
  Non sono uno storico ma ho avuto la possibilità di conoscere uno fra i più grandi storici del diritto, che non si stancava di ripeterci una massima, da tenere presente per acquisire un metodo di studio, del celeberrimo Alexis de Tocqueville: “Ho fatto come quei medici che, in ogni organo estinto, cercano di sorprendere le leggi della vita”.

  E’ sull’importanza, sul ruolo, sull’utilizzo della storia che partono e si diramano le differenti impostazioni di pensiero fra noi che prestiamo il nostro impegno per la realizzazione di una lista unitaria dei socialisti alle elezioni europee e che consentirebbe anche di aprire una fase costituente per un nuovo soggetto politico socialista, ed i socialisti filo-prodiani.

La proposta dell’ammucchiata riformista è strettamente legata al presente, risente del clima dell’antipolitica post-tangentopoli, ne accetta la logica, e si concretizza in una  proposta di stabilizzazione  del quadro politico esistente.

  Orami è evidente che l’unico vero patrimonio che ci è rimasto è la storia, l’unica forza che poteva, e può, ridar vita ad un movimento socialista è stato scientificamente (il termine non è casuale) messo fuori gioco da una studiata operazione anti-storica, che si è realizzata, con il nostro concorso, guardando alla storia com’è avvenuto finora, e cioè, con malsana necrofilia e non  cercandovi una regola che coinvolga il presente e fondi di più sicuro l’avvenire.

  Ad oggi, la costruzione di una casa dei riformisti, che è solo la diversa facciata dell’adesione alla lista prodiana, è la scelta semplicistica, quindi sbagliata, per non rispondere e non affrontare il grande problema che affanna i socialisti.

  Noi dobbiamo ricercare la politica, cavalcando l’onda del rinnovamento delle vecchie tradizioni culturali che hanno fatto e governato l’Italia. E come giovani abbiamo un compito ulteriore, quello di lavorare affinché i nuovi contenuti siano legati alla dimensione dell’extra-quotidiano.

Le idee socialiste ricoinvolgeranno le masse soltanto nel momento in cui conquisteranno le nuove generazioni, e per ciò è necessario che abbandonino la dimensione della quotidianità per abbracciare quella del sogno. I Giovani debbono cercare il mistero, debbono confrontarsi con le dimensione del futuro , con i problemi che ad esempio hanno trovato accoglienza nelle discussioni dei Forum sociali l’ultimo dei quali si è tenuto a Firenze e a cui i movimenti “no global” non sono riusciti a dare una adeguata risposta.

A lungo con Rino Formica abbiamo parlato di questa necessità, e nella mia prima lettera gli riportai quanto scritto da un grandissimo Cesare Vivante, che sulle pagine della nostra Critica Sociale scriveva: “L’unico modo per rendere immortale la vita è di fonderla con le altre vite che vivono nella nostra età, di continuarla nelle altre vite che piglieranno il nostro posto sovra la terra; di prodigare ad esse i frutti della nostra esistenza, di identificare le voci dell’anima nostra con quelle dell’anima collettiva. Allora, nel sentimento che la vita continua, le energie del lavoro divengono spontaneamente più intense e più liete, perché non si lavora pei subiti successi, coll’ansia tormentosa di non raggiungere il premio, ma serenamente, fiduciosamente, per maturare risultati lontani, a lunga scadenza, come se non si dovesse mai morire, ed è questo il lavoro più eletto …

  L’attualità del nostro messaggio dev’essere quella di lavorare disinteressatamente per i più deboli, per il futuro, per chi socialista non è, dobbiamo riprendere a scrivere il grande libro del socialismo italiano.Per essere più chiaro e concludere, non possiamo chiudere gli occhi e non notare come il progetto di un partito riformista richieda tempi lunghi, e una seria riflessione che oggi manca totalmente; infatti, nell’odierno si sta abbozzando una soluzione che può andar bene a coloro che, usando le parole di Intini (io lo faccio con un minimo di coerenza!), “non hanno storia o hanno dovuto cancellarla”.

Noi non rinunciamo alla nostra storia perché seriamente proveremo a costruire il nostro futuro.

Sandro D'Agostino - Responsabile Organizzativo Costituente Pse -  Direttivo Socialismo è Libertà


  Lettera 2

 

                 "UNITI PER UNIRE”

La teoria degli “equilibri più avanzati”, elaborata negli anni 70 dall’allora segretario del P.S.I.,compianto prof. Francesco De Martino,stava provocando la deriva per il Partito a vantaggio del P.C.I.. L’importante ricerca dell’unità del “polo socialista”, tentata per anni da De Martino (continuata in seguito da Craxi ed oggi dalla coppia D’Alema – Amato), si era trasformata semplicisticamente in un’identificazione sempre più stretta dei due partiti a vantaggio dei comunisti.
Il 16 luglio del 1976, durante una riunione del Comitato Centrale del Partito all’hotel Midas di Roma, il quarantaduenne Bettino Craxi veniva eletto segretario dando vita ad una nuova era che avrebbe rappresentato “la croce e la delizia” del socialismo italiano.
I giornali scrissero che quella del Midas era stata una rivolta dei “quarant’enni” che “prendevano in mano” il Partito.
Una cosa del genere sarebbe impossibile attualmente.
Il P.S.I. non esiste più, con la sua delegittimazione è stato abbattuto,nel corso degli anni novanta,un sistema politico considerato vecchio e corrotto per far posto alla Seconda Repubblica, la Repubblica del bene, dei“puliti” e degli onesti, una Repubblica nella quale i socialisti non dovevano avere più importanza. Nel 1992 cominciava ufficialmente la “diaspora” socialista.
Il SI poi SDI, i Laburisti di Spini, poi dissolti nei DS, la “Cosa Due” con la quale i post-comunisti hanno cercato di “appropriarsi” definitivamente dell’ eredità socialista (dopo il primo cambio di nome e l’ingresso nell’ Internazionale socialista e nel PSE), i tanti compagni della “base” che delusi e umiliati hanno deciso di “starsene a casa”, quelli che in un modo impulsivo(per non dire schizofrenico) hanno proposto il socialismo a destra (Nuovo P.S.I.), quelli che nel corso degli anni,confusi e disorientati, hanno fatto la spola tra le due organizzazioni politiche socialiste nei due poli, le decine di costituenti,di circoli,di fondazioni e di piccole associazioni di ispirazione laico-socialista-riformista che si sono succedute negli ultimi tredici anni. Segue e si aggiunge a tutto ciò:la distruzione della DC, la nascita di Forza Italia con le “primedonne e i papponi” che subito ci sono finiti dentro, l’avvento della Lega Nord, il protagonismo politico di Di Pietro, la “legittimazione riformista di A.N.”, questo sistema bipolare, il nuovo sistema elettorale maggioritario, questo Ulivo e un Silvio Berlusconi alla Presidenza del Consiglio.
Forse a ben guardare questa seconda Repubblica tanto migliore della prima non è.
Oggi la politica è diventata sempre più un affare per poche elites che guardano solo ai loro interessi e coltivano il loro piccolo orticello.
Oggi non esiste una scuderia di politici quarant’enni in grado di sostituire i “vecchi”, come avvenne nel P.S.I alla fine degli anni 70.
Oggi non si guarda più ai giovani, non si progetta più il futuro.
La politica è vuota di sentimenti, di ideali, di valori.
La politica è “odiata” dai giovani.
E’ evidente, da quanto detto fin ora, che sono falliti i due potenziali obiettivi della Seconda Repubblica: una società più giusta, una società senza socialisti.
I socialisti in un modo o nell’altro ci sono sempre stati, divisi, ma presenti; i primi a nascere come grande partito di massa dei lavoratori,saranno gli ultimi a morire.
E’ evidente che non si può continuare così all’infinito, prima o poi i socialisti dovranno tornare insieme, una nuova generazione è pronta a riscattare una storia ultrasecolare con tutti i suoi valori, i suoi ideali e con i sentimenti più nobili, politicamente parlando, rivolti sempre alle classi sociali meno abbienti.
La Costituente Nazionale del Partito Socialista Riformista -PSE- ha rappresentato negli ultimi due anni il punto di partenza per un nuovo grande percorso, per un nuovo grande progetto,per una nuova stagione per i valori e per gli ideali del socialismo italiano.
Questa Costituente è nata ed è sopravvissuta in maniera spontanea, grazie alla passione, all’ entusiasmo e all’impegno profuso da giovani disinteressati, che stanchi delle solite beghe interne alle forze socialiste organizzate attualmente esistenti, hanno deciso di ripartire da soli per il superamento della diaspora, raccogliendo di fatto il “testimone socialista” e una difficile sfida.
La Costituente Nazionale del Partito Socialista Riformista -PSE- di giorno in giorno,nel corso degli ultimi due anni, ha visto crescere le sue file sempre di più, registrando numerose adesioni di giovani liberi ed entusiasti che hanno presentato riflessioni,progetti e proposte concrete in importanti iniziative a Genova (settembre 2001) e soprattutto a Siena (settembre 2002) dove intervenne anche un “grande vecchio” del socialismo italiano: l’ ex ministro on. Rino Formica.
E proprio Rino Formica, in quella sede, annunciò la nascita di una grande associazione per i socialisti, per riaprire il dibattito sotto un profilo culturale e progettuale, un’ associazione in grado di creare il collante necessario per “far sedere attorno ad un grande tavolo” tutti i socialisti, indipendentemente dalle loro storie, dalle loro “posizioni” e dai loro partiti.
Oggi quest’associazione esiste,presentata ufficialmente a Roma il 14 marzo 2003, diventa realtà ogni giorno che passa, riscontrando grande interesse, grande partecipazione e importanti adesioni.
Socialismo è Libertà vive grazie ad una grande formula: un connubio indissolubile tra l’ esperienza dei più “anziani” e l’ entusiasmo dei più giovani, che proprio per questo stanno avendo grande spazio. L’associazione in questi giorni ha effettuato importanti seminari a carattere nazionale su temi politici di primaria importanza, infatti il 19-20 settembre si è svolto a Paestum (SA) il seminario dal prof. Landolfi sull’ “Organizzazione politica” unitamente ad un grande Forum Giovanile, il 7 e l’8 ottobre si sono svolti a Roma i seminari di E. Manca “Pubblico e Privato”, Luigi Angeletti (segretario U.I.L) “Solidarietà e coesione sociale” ed “Eguaglianze e disuguaglianze”, dell’ on. Claudio Martelli. In calendario un seminario dell’on. Claudio Signorile (attualmente direttore del settimanale “La Gazzetta Politica”) sulla “Politica Internazionale”.
E’ necessario, come giovani, essere sempre in prima fila, prendere la parola e partecipare attivamente al dibattito politico; ma soprattutto noi giovani, che non abbiamo tra di noi faziosità personali legate al passato, dobbiamo essere i primi ad essere uniti : uniti per unire.
A mio parere l’unione la si può ottenere solo grazie ai contenuti e alla concretezza delle idee, difatti è solo con la concretezza che si può aggregare, rendendo permeabili gli animi delle persone ai valori socialisti.
In Italia abbiamo alcuni dati che riguardano il mondo giovanile veramente sconcertanti: l'Italia è uno dei Paesi europei che spende di meno per il servizio pubblico dell' istruzione appena il 4,8% del suo Prodotto Interno Lordo in confronto al 6,3% della Francia e al 5,7% di Spagna e Germania e di conseguenza proprio in Italia abbiamo il più basso tasso di "popolazione diplomata".
In Italia abbiamo anche le più alte percentuali di abbandono scolastico,queste percentuali trovano un divario interno tra nord e sud;questo significa che ci sono dei fenomeni che interessano i giovani più della scuola, questo perché la scuola non li entusiasma e non li coinvolge ecco perché è necessario una grande riforma non solo dei piani di studio e delle attività scolastiche, ma anche dell'assetto e dell' impostazione della scuola, edificando delle vere e proprie "cittadelle scolastiche" dove lo studente possa trovare una seconda casa con tutti i comfort e i servizi necessari per una formazione ottimale per il futuro e per un'adeguata preparazione al mondo degli adulti, alla vita.
In Italia ci sono 2 milioni di giovani tra i 25 e i 35 anni tutti diplomati e molti con la laurea che lavorano con un contratto di collaborazione continuata e continuativa, i Co. Co. Co., 1 milione e mezzo di lavoratori dipendenti a termine, 979.000 lavoratori part-time a tempo indeterminato, 291.000 lavoratori interinali. Il 40% di questi lavoratori atipici sono diplomati, il 55% laureati, il guadagno medio mensile di queste persone si aggira intorno ai 700 euro, nessuno svolge un lavoro compatibile con la laurea ottenuta.
E’ evidente che occorrono nuove garanzie e nuove tutele per i giovani lavoratori, questo penso sia una delle sfide più importanti per una moderna politica riformista.
Dobbiamo “recuperare la generazione perduta”, essere presenti nelle scuole e nelle università, analizzando la nuova riforma e rivendicando più potere all’ interno dei consigli di facoltà.
Dobbiamo portare le nostre bandiere nelle piazze per comprendere le grandi problematiche della globalizzazione che il movimento dei no-global ha posto al centro dell’opinione pubblica mondiale, ma avendo il coraggio di dire che le loro soluzioni radicali non risolvono il problema, di discutere intorno ai delicati temi della bioetica che apre nuove e sconvolgenti frontiere e dalla liberalizzazione delle droghe leggere. Insomma lottare a testa alta per un rinnovato Socialismo.

Da iriformisti.it

  Fabio Picone Responsabile Costituente Pse Campania


  Leggi, nelle edicole:

 

di Claudio Signorile
www.gazzettapolitica.it