Un partito e una lista per la sinistra

di Felice Besostri e Umberto Merisi su "Left.it"



L’appuntamento nazionale del prossimo 3 dicembre è particolarmente importante. Potrebbe segnare una data storica per la sinistra e di conseguenza per la democrazia italiana. La data della rinascita della sinistra in Italia, come parte di un risorgimento europeo. Come forza politica autonoma, organizzata, moderna, rappresentativa, radicata nei territori e nella società, di lotta e di governo.
Bisogna assolutamente evitare gli errori del passato. L’appuntamento del 3 dicembre non deve apparire come solo quello della presentazione di una lista unitaria. La lista è condizione necessaria ma non sufficiente. La politica dei due tempi sarebbe esiziale.

Progetto della lista e quello di una nuova formazione politica debbono andare insieme. Sarebbe un segnale importante che nel documento che indice l’Assemblea nazionale del 3 ci sia espresso riferimento alla necessità di costruire al tempo stesso: programma, partito e lista come inizio di un processo aperto.
Chi verrà a Roma il 3 dicembre deve sapere che si impegna non solo per una lista, ma anche per un progetto politico e sociale.
Un appuntamento storico e di svolta, con l’obiettivo di cambiare l’agenda di questi anni. Quella della sinistra certo, ma anche del centro-sinistra così come è stato dall’Ulivo fino al Pd. Realizzare infatti una sinistra nuova, adeguata alle sfide del XXI secolo, non può significare solo rompere con le politiche neo-liberiste e di penalizzazione e anzi umiliazione del lavoro e dei suoi diritti; occorre darsi la forza indispensabile a rovesciare una deriva ormai trentennale con un progetto di riforma della società.
Per questo una nuova organizzazione, un nuovo partito, una nuova prospettiva strategica, ma anche una nuova cultura politica.
Formule come “contaminazione”, “sinistra-centro”, “campo largo”, “non voglio un partito ma riaprire la partita” non le vogliamo più sentire. Sono alla base delle sconfitte di questi anni, della nostra subalternità, della scomparsa della sinistra. Indizi di una cultura politica vecchia, residuale, perdente. Per noi parole-chiave sono autonomia, alternativa, lavoro, solidarietà, democrazia, Costituzione, ambiente, pace, diritti sociali e civili.
Anche per questo intendo proporre alcune considerazioni sul documento che prepara l’appuntamento del 3. ...
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