L’Italia impetuosa del 1959
«Forti, ottimisti e senza i vincoli Ue»

Intervista a Rino Formica su Il Quotidiano Nazionale del 30-08-2014

di Ettore Maria Colombo

<<I provvedimenti economici che Renzi definisce ‘rivoluzionari’, mi fanno solo ridere. Invece, il suo decisionismo personalistico ha distrutto l’unico grande partito che era rimasto in piedi, il suo Pd >>

CORREVA l’anno 1959 quando l’Italia viveva la deflazione, la stessa che vive adesso. In quei tempi il socialista Rino Formica, barese, classe 1927, in seguito più volte ministro, membro di rilievo del Psi durante la segreteria di Craxi, militava nella corrente ‘autonomista’ del Psi, critica verso l’allora centro-sinistra.
Onorevole Formica, che Italia era quella alla fine degli anni Cinquanta?
«Il paragone con oggi è difficile, il contesto era tutt’altro. Politica, economia, società erano ben diversi. Ma allora avevamo piena sovranità economica sulla nostra moneta e sul nostro bilancio, oggi no. L’Italia della fine degli anni Cinquanta e dei primi anni Sessanta era uscita con grande sforzo dalla ricostruzione e, dal dopoguerra, eravamo ancora in piena ‘guerra fredda’, ma i governi contavano. Se manca la sovranità sulla moneta, sul bilancio e sul ciclo, tutto quello che si prova a fare è inutile».
Come accade oggi....
«Oggi non abbiamo strumenti per cambiare la nostra politica economica causa vincoli di bilancio imposti dall’Europa e per aver accettato di inserire il Fiscal Compact e lo stesso pareggio di bilancio nella Costituzione. Il problema non è uscire dalla Ue.... [continua

 

 

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