[EPIDEMIA E RIPARTENZA]

 

Adesso, alcune cose
 possiamo anche dircele


Limitazione della libertà, case di riposo trascurate,
 mascherine e bonus vacanze per pochi, regole complicate..

di Daniele Delbene

 

Adesso, alcune cose possiamo anche dircele. Per due mesi si è ecceduto oltre misura nelle limitazioni delle libertà individuali: se era opportuno ridurre drasticamente l'assembramento in metropolitane, bus e luoghi di lavoro, non c'era ragione (salvo per i primi 15 giorni) di vietare visite ai defunti, partecipazione a messe, passeggiate, scampagnate e qualche ora di svago per bambini e adulti in spiaggia o in un prato con il massimo rispetto delle distanze e le giuste precauzioni. Si è preferito mobilitare elicotteri ed esercito per punire chi si godeva un momento di tranquillità in solitudine e si sono al contrario trascurate le case di riposo che sono divenute luogo di morte e di paura per assistiti e parenti.

L'uso delle mascherine è divenuto obbligatorio: invece di essere rese disponibili gratuitamente, si sono rivelate (quando reperibili!) un aggravio di costi per chi già colpito economicamente dagli effetti dell'emergenza. Prima ritenute inutili, oggi considerate il rimedio a tutti i mali. Ma a sentire gli esperti, devono essere cambiate frequentemente, pena la loro inefficacia. Chi può permettersi 2-3 mascherine al giorno ad un prezzo di 1,50€ l'una? Anche in questo caso, invece di sperperare risorse e personale per pedinare bambini alla ricerca di una mezz'ora di svago e anziani che volevano spendere una preghiera in chiese semivuote, si poteva dedicare più attenzione all'approvvigionamento e alla produzione di questi beni. Forse l'esercito andava impegnato su questo fronte.

La mancanza di capacità politica e l'insicurezza dei protagonisti della gestione dell'emergenza hanno deliberatamente lasciato il campo ai tecnici che (con il massimo rispetto delle loro competenze medico-scientifiche) non potevano assolvere alla gestione di una così importante e delicata situazione. Quel poco che è rimasto della politica ha confuso l'uomo con il lavoratore: il lavoratore andava tutelato e quindi posto in lockdown, l'uomo con le sue minime esigenze umane, pur nel rispetto di cautele e regole, no.

Per non parlare del bonus vacanze: utile solo a chi non ne avrebbe bisogno - peccato che anche questi ultimi ne faranno a meno, perchè troppo complicato. Come si può pensare che una famiglia in difficoltà vada in vacanza con un bonus virtuale che, nel caso, coprirebbe a malapena i costi di un paio di giornate fuori casa?

E si potrebbe continuare...

Ed ora è il caos: nessuno capisce cosa può e cosa deve fare. Mille regole, che tutti sanno essere in buona parte inattuabili: ma cosa importa, la colpa sarà di chi non saprà comprenderle e attuarle.

Per fortuna gli Italiani sapranno trovare il modo di superare anche questa drammatica situazione. E saranno più veloci di chi avrebbe dovuto sostenerli in modo semplice ed efficace, ma che ancora si perde con numeri che non tornano in nessun campo. 



                                                             Daniele Delbene