EPIDEMIA E FUTURO

Esseri umani o schiavi?
Alcune domande per il nostro domani

di Daniele Delbene (del 17-03-2020)



       

17-03-2020 - Le misure adottate dal governo, che dopo la Cina ha fatto da esempio per altri paesi europei e non solo, rispondono all'immediata necessità di salvaguardare i cittadini, non tanto dal possibile contagio, quanto da un collasso del sistema-paese (sanitario in primis). Infatti, se non verranno scoperte delle cure o vaccini efficaci (cosa auspicata e probabile) o se il virus non sparirà per ragioni ambientali o naturali (cosa auspicata), non saranno certamente 15 giorni o un mese di “coprifuoco” a macchia di leopardo (a livello mondiale) a debellarlo.

Il virus si potrebbe fermare in un borgo isolato, in una provincia, in una regione o in un paese con i propri confini militarizzati ma non potrà essere debellato definitivamente se le stesse misure non vengono adottare in tutto il mondo con modalità comuni.

Nella peggiore delle ipotesi si dovrebbe scegliere se eliminare la libertà dei cittadini per un tempo indeterminato o se ridurre drasticamente le misure di quarantena accettandone le conseguenze. In questo contesto, sarebbe un crescendo di tensioni sociali pronte a scoppiare come una bomba ad orologeria.

Il nostro essere umani ci porta ad essere ottimisti e ci fa ben sperare in cure efficaci e in contesti ambientali e naturali che interverranno per “salvarci” a breve.

Già da oggi è importante però cogliere l'essenza di quanto sta accadendo per porci alcune domande.

L'attuale epidemia pone l'accento su tematiche di interesse globale che si ripresenterebbero in modo evidente nel caso di guerre, calamità ed eventi catastrofici mondiali ma che (in modo meno evidente ma non meno importante) interessano la vita di tutti noi anche nella normalità.

Possiamo ancora vivere in un mondo globalizzato nel quale l'unica regola è quella dettata dal mercato e dalla finanza?

Possiamo ancora vivere in un mondo realmente libero senza regole universali?

Se accetteremo l'eliminazione della vera libertà in cambio di una apparente e virtuale, allora sì.

In caso contrario, andranno immaginate strutture sovranazionali (rappresentative e democratiche), europee e mondiali, che sappiano governare la quotidianità e gli eventi mettendo l'essere umano al centro di un nuova visione del mondo.

Possono avere credibilità tutte quelle personalità (politici e non solo) che fino a ieri non vedevano oltre i dettami della finanza e del mercato? E che oggi attaccano le Istituzioni e il sistema che hanno a lungo difeso senza un giudizio di merito?

Le stesse persone che ieri consideravano gli uomini niente di più che dei mezzi per tenere in equilibrio il sistema, oggi vorrebbero porsi come paladini della salvaguardia e della riscoperta dell'umanità degli uomini.

La risposta è no!

Ora non è il momento, ma domani sarà il caso di invitarli a cambiare mestiere.

 

                                                                                                                   Daniele Delbene

 

Clicca sotto su "aggiungi un commento"