CAOS UE-ORBAN/ Sarà il voto Usa
a decidere il destino di M5s e Lega

Intervista a Rino Formica su Il Sussidiario.net  del 12 settembre 2018

Prove di alleanza anti "sovranisti" in Europa. Oggi la plenaria del parlamento europeo voterà il rapporto di Judith Sargentini, eurodeputata dei Verdi olandesi, in cui si sostiene che l'Ungheria con le sue leggi sulla libertà di stampa e anti-immigrazione ha limitato alcuni diritti fondamentali. Se il rapporto fosse approvato, l'Ungheria verrebbe bollata come paese antidemocratico e sarebbe applicato l'articolo 7 del Trattato di Lisbona, che prevede sanzioni contro i paesi che non rispettano i principi fondanti dell'Unione. Un voto che arriva dopo l'accusa di razzismo dell'Onu all'Italia e che rappresenta un vero e proprio "stress test" per il Partito popolare europeo (di cui Orbán fa parte). Nella stanza dei bottoni del Ppe infatti si fanno già i conti con la probabile affermazione dei partiti populisti/sovranisti nel voto dell'anno prossimo. E si prendono le contromisure. Il Ppe vedrà cosa fare, ha detto ieri il capogruppo tedesco Manfred Weber a proposito del voto sull'Ungheria. Una linea attendista, improntata all'apertura a forze politiche come quella di Salvini e del polacco Kaczynski per ovvie ragioni di realpolitik. M5s e Lega hanno già deciso: il Carroccio si schiera con Orbán, insieme a Berlusconi, mentre M5s, che rimprovera al premier ungherese di essere contrario alla redistribuzione dei migranti, voterà per le sanzioni. Ma non sarà Orbán a dividere il governo di Salvini e Di Maio, spiega Rino Formica, ex ministro del Psi di Craxi.

"Tutti i gruppi parlamentari guardano a questo voto pensando alle elezioni europee dell'anno prossimo, è ovvio che nel Ppe ci siano direttive improntate alla flessibilità, dunque alla libertà di voto" spiega Formica.

E per quanto riguarda M5s e Lega?

La Lega come sappiamo è legata a Orbán, ma i 5 Stelle hanno interesse ad avere un atteggiamento più libero e disarticolato. Voteranno in modo diverso, e riusciranno a giustificarlo abbastanza facilmente.

I media enfatizzano la differenza di posizioni.

Assecondano chi spera nella rottura tra Lega e 5 Stelle. Ma Salvini e Di Maio avranno buon gioco nel dire che la loro non è un'alleanza politica ma un contratto di governo. E perciò, al di fuori dei punti che il contratto prevede di onorare, liberi tutti.

Guardiamo allora le cose nella prospettiva del voto europeo. M5s non rischia l'isolamento?

Il M5s andrà alla campagna elettorale da solo...[CONTINUA A LEGGERE].

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