Salva banche, Formica: “Commissione d’inchiesta?
 Governo ha già gli strumenti. Responsabili vigilanza e politica”

Intervista a Rino Formica su "ilfattoquotidiano.it"  del 12 dicembre 2015  - di Fiorina Capozzi -

E’ impressionante sentire il governo che rinvii per pronunciarsi a una commissione d’inchiesta quando ha già tutti gli strumenti per poter fare il suo controllo. A partire dalla vigilanza di Bankitalia”. Rino Formica, non nasconde la sua meraviglia rispetto all’ipotesi di aprire una commissione d’inchiesta sugli ultimi dieci anni del sistema bancario italiano e sul ruolo di via Nazionale. Per il politico della vecchia scuola del Partito socialista italiano, ex ministro delle Finanze e del Lavoro, la situazione è paradossale. Anche perché da garante del settore creditizio italiano, con un passato da protagonista nei salvataggi bancari, l’autorità di vigilanza finisce a sua volta sotto esame per il suo operato. “Peraltro nelle quattro banche salvate ritengo ci sia un commissario della Banca d’Italia. Quindi la Banca d’Italia è dentro gli istituti di credito”, spiega l’ex ministro a ilfattoquotidiano.it. “La commissione potrà poi stabilire le responsabilità politiche, funzionali, amministrative nonché la leggerezza di una organizzazione bancaria fondata sul passaparola. Ma non potrà certo risolvere il problema”.

A suo giudizio, quali sono i risultati che potrà dare una commissione d’inchiesta?
Innanzitutto bisogna vedere di che commissione si tratta. Se è istituita per legge nel Parlamento, allora, come l’autorità giudiziaria, potrà acquisire documenti e sentire le testimonianze dei soggetti che ritiene opportuno. Se invece è una semplice indagine conoscitiva di una commissione parlamentare può lasciare il tempo che trova.

In passato le commissioni sono riuscite a produrre risultati significativi?
Sulle banche bisogna andare indietro alle vicenda di Sindona >>> [CONTINUA A LEGGERE] .

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