Formica e la sinistra scomparsa

da "Invece Concita" - Repubblica.it" del 02-03-2017

Prendendo spunto da una mail di Paolo Clementi, Piacenza

Vorrei rispondere a Paolo Clementi, che da Piacenza mi scrive per chiedere se possa chiamarsi sinistra una sinistra che: seguono undici domande. Sono stata pochi giorni fa a parlare con Rino Formica, novant’anni ieri. Nani e ballerine, sangue e merda. Ministro socialista. Uno studio pieno di lettere autografe di Nenni, Pertini, Trotzky...->>>

 Mi ha detto, fra l’altro. “La sinistra non è mai stata revisionista. Deve fare ancora i conti con la propria storia. Il Pd deve fare i conti con la storia del Pci e della Dc. L’Italia ha vissuto fino all’89 dentro la logica della guerra fredda. Da trent’anni non si apre la discussione su chi gestì, nel nostro Paese, i terminali dello scontro Usa-Urss. Dove trovano radici il golpismo, il terrorismo, il rapporto tra mafia e destra nazionale e internazionale.
Il muro di Berlino è stata la frontiera. In quegli anni l’Italia, per la sua posizione geografica, era un campo di battaglia: una enorme Berlino. Il sequestro Moro, i morti del terrorismo sono tutti caduti della guerra fredda. I leader dei partiti politici erano militanti, eseguivano le consegne. Fu Occhetto, fra gli altri, a non volere che in commissione P2 fosse sentito uno degli iscritti, l’ex capo della Cia in Italia, Stone. La P2 era una casella postale a cui far arrivare i messaggi per attivare un esercito di riserva. Era Miceli, il capo dei servizi, che garantiva ad Andreotti il nulla osta di sicurezza. Il Pd è nato troppo tardi. Vent’anni fa, tardi: i cattolici si erano già aperti alla società e i comunisti avevano perso la funzione strategica di partito guida. Finché la sinistra non farà i conti
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