Formica:Renzi più debole
 si vota nel 2018

dIntervista a Rino Formica su "IlSussidiario.net" del 02-05-2017


Un'analisi, con l'occhio esperto del politico di lungo corso, e una scommessa. L'analisi: Renzi ha vinto le primarie ma è più debole e il Pd con lui. La scommessa: legge elettorale proporzionale, voto nel 2018, "abbattimento" dei voti di M5s, assetto tripolare ma meno coeso. "Nel prossimo parlamento tutto sarà possibile", dice Rino Formica, classe 1927, ministro socialista delle finanze e del lavoro tra il 1981 e l'89.

Formica, le primarie hanno ri-legittimato Renzi.
Piano. E' un'elezione interna del Pd: la comparazione va fatta con un'altra elezione identica e solo con questa. Trattandosi di Renzi, quella del 2013 nella quale Renzi batté Cuperlo e Civati diventando segretario del partito. Anziché abboccare a improbabili paragoni con le politiche, oggi dobbiamo invece chiederci: Renzi è più forte o più debole?

Ha vinto con il 70 per cento dei voti. E l'affluenza dichiarata, quasi due milioni di persone, non sono bruscolini.
Ma il risultato politico dice un'altra cosa. Renzi si è personalmente indebolito perché ha perso mezzo milione di voti, non solo: il partito, sotto il suo triennio, ha perso un milione di votanti. E questi votanti alle primarie sono elettori speciali.

E perché?
Perché si tratta di elettori militanti, cioè produttori di altro consenso. Non sono semplici elettori che decidono di votare Renzi o chi per lui, come accadrebbe alle elezioni politiche, ma elettori che si sentono impegnati da un'appartenenza al Pd, sia pure in modo meno vincolante rispetto agli iscritti. Potremmo ragionevolmente ipotizzare che ognuno di questi voti si moltiplichi per tre o per quattro nelle elezioni politiche generali.

Risultato?
Sono diminuiti gli elettori "aggreganti". Vuol dire che Renzi non ha [CONTINUA CLICCA QUI]

 

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