Rino Formica scrive a Riccardo Nencini 
 

Caro Riccardo, 

si può andare in seminario con chiunque, purché siano chiare le nostre ragioni immediate e siano marcate le nostre prospettive. Le ragioni immediate sono almeno tre: 1. Ricostituire una base socialista che si riappropri del prestigio morale della tradizione socialista e sia il titolare unico e riconosciuto per poter aprire un confronto aperto con le nuove tendenze nella riflessione politica avanzate dalle nuove generazioni (vuol dire riaprire la questione del non avvenuto scioglimento del PSI). 2. Capire le ragioni che spingono tutto il tradizionale elettorato socialista ad essere nel centro destra (vuol dire ricercare i motivi per sollecitare una linea di frattura tra popolo cosciente e populismo plebeo). 3. Fissare i confini ideologici tra nuovo riformismo socialista e vecchio social comunismo anticapitalista ed illiberale (questo vuol dire rigettare l’unionismo del centro-sinistra di oggi che non è altro che il neo-frontismo di ieri. Il nostro orizzonte può essere visibile se partiamo da una esatta valutazione delle vere difficoltà di sistema che ci bloccano. Deve cadere il tabù dell’intoccabilità della Carta Costituzionale perché essa si fonda sul ruolo egemone dei partiti, unici garanti dello sviluppo e della tenuta dell’assetto democratico della Repubblica. E’ da 30 anni che i partiti rifiutano questo ostacolo e la crisi di tutti gli organi costituzionali è davanti agli occhi di tutti. Resta solo che Coty consegni le chiavi del Palazzo ad un De Gaulle di strada. (questo vuol dire Assemblea Costituente altro che leggi di iniziativa popolari!). So bene che ciò richiede molta forza e molti mezzi. Ma questa potenza per formarsi richiede un primo elemento costitutivo: molto coraggio. Se non l’abbiamo è inutile pensare che qualcuno ce lo possa prestare. 

Fraternamente Rino 

 

 

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